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Storia fantastica di stregoneria 9/10 anni Lettura 9 min. Disponibile in audiostoria (1)

Mirta e la piuma viola

Mirta, una giovane strega in erba, riceve un invito dalla grande Maga Fioraluna per diventare la sua apprendista, ma dovrà affrontare le sue paure e un mistero oscuro che minaccia il suo villaggio. Con l’aiuto del suo gatto Ombra, Mirta intraprende un’avventura magica che la porterà a scoprire il vero significato della magia e del coraggio.

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Mirta, una giovane strega di 11 anni con i capelli rossi indomabili e gli occhi verdi scintillanti, si trova al centro della scena, con un sorriso meravigliato sul volto. Indossa un abito di velluto viola decorato con stelle dorate e tiene una piccola lanterna magica che emana una luce dolce e calda. Accanto a lei, Ombra, il suo gatto nero dagli occhi gialli brillanti, è seduto su una roccia, osservando attentamente un piccolo drago verde nascosto dietro una felce. Il luogo è una foresta incantata, con alberi maestosi dai tronchi nodosi e foglie scintillanti, immersi in una luce dorata al crepuscolo. Fiori multicolori e lucciole danzano intorno a loro, creando un'atmosfera magica e fiabesca. La situazione principale mostra Mirta che scopre un piccolo Trillodrago tremante, nascosto tra le felci, mentre si prepara ad aiutarlo con coraggio e benevolenza. segnalare un problema con questa immagine

La versione audio è disponibile gratuitamente per questa storia:

Durata dell'audiostoria: 09:59

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Capitolo 1 - La lettera di piuma viola

Nel villaggio di Rocciarossa, circondato da foreste antiche e colline che sembravano torte giganti ricoperte di muschio, viveva una ragazzina di nome Mirta. Mirta aveva undici anni, occhi verdi come le foglie di tiglio e una chioma indomabile di capelli rossi. Ma la cosa più strana di lei non erano i capelli, né il fatto che parlasse con i gatti randagi: Mirta era una strega in erba.

Un pomeriggio d'estate, mentre Mirta stava raccogliendo lamponi vicino al ruscello, una piuma viola cadde dal cielo roteando. Atterrò dolcemente sul suo cestino, e subito dopo, come per magia, si trasformò in una lettera sigillata con ceralacca dorata.

“Mirta Merlini,” lesse ad alta voce, con il cuore che batteva forte. “Sei stata scelta per diventare apprendista presso la grande Maga Fioraluna. Presentati domani all'alba presso il Salice Parlante. Non essere in ritardo!”

Mirta sentì un brivido correre lungo la schiena. Tutti nel villaggio conoscevano la fama della Maga Fioraluna. Si diceva che potesse trasformare i sassi in farfalle e far crescere alberi di cioccolato. Mirta corse a casa saltellando, pronta a raccontare tutto al suo gatto, Ombra, che la guardava con i suoi occhi gialli e un'espressione che sembrava dire: “Finalmente!”

Capitolo 2 - Il Salice Parlante e l'incontro con Fioraluna

La mattina seguente, Mirta attraversò la nebbia che avvolgeva il bosco. Ombra la seguiva, con la coda alta e un'aria da gran signore. Il Salice Parlante era facile da trovare: era l'unico albero con la bocca, e parlava davvero.

“Benvenuta, giovane Mirta,” gracchiò il salice, agitando i rami come braccia. “La Maga ti attende.”

Un lampo di luce azzurra e, davanti a Mirta, apparve Fioraluna. Era alta, con lunghi capelli argento e occhi che cambiavano colore ogni volta che batteva le palpebre. Indossava una veste tempestata di piccole stelle che sembravano pulsare di luce propria.

“Così tu sei Mirta,” disse la Maga, studiandola con attenzione. “Hai portato il tuo gatto?”

“Sì, signora, lui è Ombra,” rispose Mirta, mentre Ombra faceva un inchino goffo.

Fioraluna sorrise. “Perfetto. Gli animali magici sono ottimi compagni per gli apprendisti. Seguitemi.”

Attraversarono il bosco, che si animava al passaggio della Maga: i fiori si inchinavano, i funghi danzavano e le farfalle formavano scie luminose. Dopo un breve cammino, arrivarono davanti a una casa costruita dentro un'enorme zucca. Dal camino uscivano bolle profumate invece di fumo.

“Questa sarà la tua nuova casa, Mirta. Imparerai pozioni, incantesimi e, soprattutto, come essere una vera strega.”

Mirta entrò, con il cuore che le batteva come un tamburo. Ombra saltò sul davanzale, annusando l'aria piena di profumi misteriosi.

Capitolo 3 - Lezioni di magia e un mistero nel bosco

I giorni scorrevano veloci nella casa-zucca. Mirta imparò a mescolare pozioni per curare le ali rotte delle fate, a far parlare i sassi e a cavalcare le scope volanti (anche se spesso finiva impigliata tra i rami degli alberi).

Un pomeriggio, mentre studiava un libro di incantesimi, sentì un fruscio fuori dalla finestra. Ombra si drizzò, le orecchie tese. Mirta vide una creatura minuscola, simile a un draghetto verde, che si nascondeva tra le felci.

“Fioraluna!” chiamò Mirta, emozionata. “C'è qualcosa nel bosco!”

La Maga uscì, seguita da Mirta e Ombra. Il draghetto tremava, con le ali ripiegate e gli occhi pieni di paura.

“È un Trillodrago,” spiegò Fioraluna, inginocchiandosi. “Sono creature timide, ma portano messaggi importanti.”

Il draghetto emise un suono come di campanelli e lasciò cadere un piccolo rotolo di pergamena. Fioraluna lo srotolò e lesse ad alta voce: “Oscurità si muove sotto la collina. Solo la luce di una giovane strega potrà fermarla.”

Mirta sentì un brivido, stavolta non di eccitazione. “Cosa significa?”

“Qualcosa di antico si sta risvegliando,” rispose Fioraluna, seria. “Ma niente paura. Affronteremo il mistero insieme.”

Capitolo 4 - La grotta degli specchi e il coraggio di Mirta

La notte portò con sé una nebbia densa e sussurrante. Fioraluna preparò una lanterna magica e regalò a Mirta un mantello scintillante.

“Dobbiamo andare alla grotta degli specchi,” spiegò la Maga, “dove si nasconde ciò che teme la luce.”

Mirta, Ombra e Fioraluna si avventurarono nel bosco incantato. Le lucciole danzavano intorno a loro, e strani occhi brillavano tra i cespugli. Arrivarono davanti a una grotta la cui entrata era incorniciata da cristalli colorati che riflettevano mille immagini.

“Qui dentro,” sussurrò Fioraluna, “dovrai affrontare le tue paure. Solo tu puoi entrare, Mirta. Io e Ombra aspetteremo qui.”

Mirta deglutì, ma il cuore le diceva di andare avanti. Entrò nella grotta, dove ogni parete era uno specchio che mostrava non solo il suo riflesso, ma anche i suoi pensieri e sogni.

All'improvviso, dal fondo della grotta, un'ombra oscura prese forma. Aveva la voce della paura: “Non sei abbastanza forte, Mirta. Torna indietro.”

Mirta strinse i pugni. “Io sono una strega! Ho imparato a volare, a parlare con le fate e a curare i draghi. Non ho paura di te!”

La luce della sua lanterna si fece più intensa, illuminando la grotta. L'ombra urlò e svanì, come fumo spazzato dal vento. Gli specchi brillarono e, nel riflesso, Mirta vide se stessa sorridere, più coraggiosa che mai.

Uscì dalla grotta, correndo tra le braccia di Fioraluna. “Ce l'ho fatta!”

La Maga la abbracciò. “Sono fiera di te, Mirta. Hai sconfitto la tua paura più grande: quella di non essere abbastanza.”

Capitolo 5 - La festa delle luci e il dono della magia

Il villaggio di Rocciarossa si preparava per la Festa delle Luci, una notte in cui tutti gli abitanti accendevano lanterne colorate e raccontavano storie intorno al fuoco. Quell'anno, però, la festa era speciale: Mirta sarebbe stata presentata come la nuova apprendista della Maga Fioraluna.

La piazza era piena di tavoli ricoperti di dolci magici: tortine che cambiavano colore, caramelle che facevano le bolle e biscotti che ridevano se morsicati. Mirta, con il suo mantello scintillante, si sentiva orgogliosa mentre la Maga la presentava a tutti.

“Questa è Mirta Merlini, la strega più coraggiosa del villaggio!”

Gli applausi risuonarono, e Ombra miagolò felice. Mirta arrossì, ma non per timidezza: era felice, davvero felice.

Durante la festa, la Maga la chiamò da parte. “Mirta, è ora che tu riceva il tuo primo dono magico.” Le porse una piccola chiave d'argento. “Con questa potrai aprire le porte della conoscenza. Ma ricorda: la magia più grande è quella del cuore.”

Mirta strinse la chiave, sentendo una calda energia attraversarle le dita. Sapeva che quello era solo l'inizio delle sue avventure.

Capitolo 6 - Nuovi inizi e promesse magiche

Con la fine della festa, Mirta guardò il cielo pieno di stelle danzanti. Ombra si accoccolò accanto a lei, facendo le fusa.

“Cosa farai adesso?” chiese il gatto, con un miagolio curioso.

“Imparerò tutto quello che posso,” rispose Mirta, “e userò la mia magia per aiutare chi ne avrà bisogno.”

Fioraluna si avvicinò, posando una mano gentile sulla spalla della ragazza. “Ricorda, Mirta: la magia è ovunque. Basta saperla vedere.”

Mirta sorrise, pronta per nuove avventure. Sapeva che avrebbe affrontato misteri, imparato nuovi incantesimi e, forse, scoperto segreti ancora più grandi nel bosco incantato.

Ma quella notte, con il profumo di lanterne e dolci nell'aria, Mirta capì una cosa importante: il vero potere di una strega nasce dal coraggio di credere in se stessi e dalla gentilezza verso gli altri.

E così, tra una risata e una scintilla di magia, iniziò la storia di una giovane strega pronta a cambiare il mondo, un incantesimo alla volta.

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