Capitolo I
C'era una volta, in un regno come un giardino di stelle, un piccolo principe dal cuore luminoso. Il suo nome era Matteo. Matteo aveva i capelli come il grano del sole. Aveva occhi curiosi come due finestre che guardano il mondo.
Nel regno viveva anche un amico speciale: una farfalla di carta che si chiamava Lume. Lume non era una farfalla qualunque. Era una farfalla fatta di ritagli di storie, piume di vento e un filo di sorriso. Lume volava piano, come una piccola barca sul cielo.
Un giorno, Lume scomparve. Volò verso il Bosco dei Sussurri e non tornò più. Matteo sentì il cuore come un tamburo che batte piano. "Devo salvare Lume", disse Matteo, e il suo sguardo si fece deciso. Così partì, con un sacchetto di idee e una mappa fatta di disegni.
Capitolo II
Il Bosco dei Sussurri era un luogo dove gli alberi parlavano piano e le luci si nascondevano dietro le foglie. Matteo camminò piano. Le foglie cantavano: "Cammina, cammina". Matteo rispose: "Cammino, cammino". La ripetizione era come una ninna nanna che dava coraggio.
Sulla strada incontrò una roccia che sembrava una poltrona. Matteo si sedette e mise mano al sacchetto. Tirò fuori un pezzo di carta e una matita. "Se penso, creo", mormorò. Disegnò un ponte che era anche una scala di musiche. Con un colpo di matita il ponte prese forma: era fatto di note e di colori. Matteo lo stese sopra un ruscello che cantava.
Proseguì e incontrò un albero che aveva una porta piccola. Bussò. "Chi è?" disse l'albero con voce calda. "Sono Matteo. Cerco Lume." L'albero sorrise. "Le soluzioni si trovano quando si osa cambiare le cose. Prova a trasformare il tuo pensiero in qualcosa che può muoversi." Matteo prese una carta dal sacchetto. La piegò e la piegò. Fece una barchetta, poi una barca volante. "Grazie," disse l'albero, e la porta si aprì come una bocca che sorride.
Matteo salì sulla barca volante fatta di disegni. Volò sopra nuvole che profumavano di vaniglia. Lì vide una radura piena di piccoli buchi di luce. Ogni buco era una storia che dormiva. In uno di quei buchi Lume tremava. Era incastrata tra due pagine di vento.
Matteo scese piano. Parlò con voce dolce. "Non avere paura, Lume. Io sono qui." Lume rispose con un battito leggero. "Si sono impigliata in una storia che non è la mia," disse Lume. Matteo pensò. Pensò a soluzioni come si pensa a caramelle. Poi prese carta, colla e fili di canzoni. Con mani gentili e idee brillanti, cucì insieme una nuova pagina, una strada di carta che lasciava Lume libera. La farfalla sbatté le ali come una bandiera felice.
Capitolo III
Tornarono al castello insieme. Il cielo era un lenzuolo di azzurro. Lume volava intorno alla testa di Matteo come un cappello lucente. Tutti nel regno videro e applaudirono piano. "Hai salvato Lume," disse la regina con voce d'oro. Matteo sorrise. "Abbiamo creato una via nuova," rispose. Era vero: nulla era stato rotto. Tutto era stato trasformato con le mani e la fantasia.
Quella sera, nel salone delle luci, Matteo mise il sacchetto di idee su un tavolo. "La creatività è una chiave," disse, "apre porte e libera gli amici." Lume si posò sul naso del principe e brillò come una piccola luna.
E così il regno imparò che con pensieri nuovi, con carta, matita e dolci azioni, si possono risolvere i problemi. Si può creare una strada dove prima c'era un muro. Si può salvare un amico con gentilezza e ingegno. Matteo chiuse gli occhi e sentì il mondo come una coperta calda. Lume dormiva su un petalo di libro, al sicuro.
La notte scese come una vela. Nel regno tutto era tranquillo. Il principe sognò nuove idee. Il domani sarebbe stato pieno di fogli bianchi e di avventure da disegnare. E vissero nel regno, col cuore creativo, felici e sereni.