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Favola di principessa e principe 3/4 anni Lettura 7 min.

Il canto del bosco e il canto del fiume

La principessa Livia desidera unire il canto pacato del Bosco e il canto vivace del Fiume; con pazienza e ascolto cerca di farli conoscersi, scoprendo il valore di aprire il cuore e le orecchie.

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Una principessa sorridente e meravigliata con capelli castano chiaro lunghi e ondulati, veste azzurro chiaro leggera con bordo argentato, seduta su una grossa pietra liscia tra un boschetto e un ruscello, mani aperte come per accogliere suoni; un piccolo principe curioso di circa 6 anni, capelli biondi a caschetto, tunica verde corta, in piedi sul sentiero di ciottoli dietro, che guarda e ascolta; un grande gufo bruno dagli occhi tondi dorati posato su un ramo basso a sinistra, inclinando la testa, piumaggio visibile; il ruscello argentato a destra con acqua trasparente che salta sulle pietre e qualche spruzzo chiaro, pesci argentati sotto la superficie; il bosco a sinistra con tronchi spessi e fogliame verde chiaro, felci e piccole fioriture bianche; atmosfera dolce del crepuscolo con luce rosa e dorata che filtra tra i rami, ombre lunghe e colori pastello; composizione centrata sulla pietra con la principessa, contrasto tra la pietra liscia, le piume e il movimento dell’acqua, stile acquerello delicato con schizzi controllati che suggeriscono canto e magia. segnalare un problema con questa immagine

Nel Regno di Lucelago, le torri del castello brillavano come cucchiai d'argento nel sole. Di notte, le finestre sembravano stelle vicine vicine, e l'aria profumava di miele e menta.

Lì viveva la principessa Livia. Aveva capelli morbidi come seta e occhi curiosi come due gocce di cielo. Livia amava ascoltare i suoni: il fruscio degli alberi, il “plin” delle fontane, il canto dei merli.

Ma nel regno c'erano due canti speciali che non stavano mai insieme.

C'era il Canto del Bosco, che usciva dalle foglie verdi e diceva: “Sssh… sssh… vieni piano.” Era un canto dolce, come una coperta.

E c'era il Canto del Fiume, che correva tra le pietre e diceva: “Splash! splash! andiamo!” Era un canto allegro, come un gioco.

Da tanto tempo, il Bosco cantava da una parte e il Fiume cantava dall'altra. E ogni canto pensava: “Io sono il più bello.” Così, nel mezzo, c'era un silenzio piccolo piccolo, come una sedia vuota.

Una sera, Livia guardò la luna, tonda come un biscotto, e sussurrò: “Vorrei unire i due canti. Vorrei che si ascoltassero.”

Il suo era un segreto, tenero come un seme nel palmo.

Il mattino dopo, la principessa mise un mantello azzurro, leggero come una nuvola, e andò nel giardino reale. Lì c'era una rosa bianca che parlava piano, perché nel Regno di Lucelago anche i fiori avevano voce.

“Buongiorno, principessa,” disse la rosa. “Dove vai con quel passo gentile?”

“Vado dal Bosco e dal Fiume,” rispose Livia. “Voglio che cantino insieme.”

La rosa tremò appena, come se sorridesse. “Allora porta con te questa cosa semplice: un orecchio aperto. Non si vede, ma si sente.”

Livia annuì. “Sì. Userò un orecchio aperto e un cuore aperto.”

Camminò lungo un sentiero di sassolini lucidi. I sassolini facevano “tic tic” sotto le scarpe, come piccole campanelle. Presto arrivò al Bosco.

Il Bosco era un grande mantello verde. Le foglie erano mani che salutavano. Un gufo, con occhi rotondi, le fece un inchino.

“Principessa Livia,” disse il gufo. “Qui cantiamo piano. Qui riposiamo.”

Livia parlò con voce morbida: “Posso ascoltare il vostro canto?”

“Certo,” disse il gufo.

E il Bosco cantò: “Sssh… sssh… pace… pace…” Era un canto che faceva venire voglia di abbracciare un cuscino.

“È bellissimo,” disse Livia. “È come una ninna nanna per il mondo.”

Il gufo gonfiò il petto, fiero. “Sì! Il nostro canto è il più bello. Il fiume fa troppo rumore.”

Livia non litigò. Fece solo un sorriso, come una luce gentile. “Il tuo canto è una carezza,” disse. “Ma anche il fiume ha qualcosa da dire. Vuoi ascoltarlo con me, solo per un momento?”

Il gufo esitò. “Ascoltare… un altro canto?”

Livia aprì le mani, come finestre. “È come assaggiare due frutti diversi. Non perdi il tuo gusto. Ne scopri uno nuovo.”

Il gufo pensò, poi disse: “Va bene. Ma piano piano.”

Insieme andarono verso il Fiume. L'acqua brillava come una collana di perle in movimento. I pesci saltavano e facevano “plop!” Un ranocchio salutò: “Cra cra!”

“Benvenuta, principessa!” cantò il Fiume. “Splash! splash! corri con me!”

“Posso ascoltarti?” chiese Livia.

“Ma certo!” rispose il Fiume. E cantò ancora più allegro: “Splash! splash! viva la strada!”

“Che gioia!” disse Livia. “È come ridere con i piedi nell'acqua.”

Il Fiume gorgogliò soddisfatto. “Io sono il più bello! Il bosco è troppo lento.”

Livia guardò l'acqua e poi le foglie vicine. “Tu sei una danza,” disse al Fiume. “E il Bosco è un abbraccio. Una danza e un abbraccio possono stare nella stessa festa.”

Il Fiume fece un giro più lento. “Davvero?”

“Davvero,” disse Livia. “Se mi ascoltate entrambi.”

Allora Livia trovò un punto dove un piccolo ruscello entrava nel Bosco. Lì c'era una pietra liscia, grande come un panino. La principessa si sedette e disse: “Facciamo un gioco. Prima canta il Bosco, poi il Fiume. Poi proviamo insieme, piano.”

Il gufo fece “uh-uh” e il Bosco iniziò: “Sssh… sssh… pace…”

Il Fiume aspettò, come un bambino educato. Poi cantò: “Splash! splash! andiamo!”

“Bravi,” disse Livia. “Ora insieme, ma con gentilezza: il Bosco fa la coperta, il Fiume fa il sorriso.”

Il Bosco provò a non chiudersi. Il Fiume provò a non correre troppo. E accadde una cosa magica: i due canti si toccarono come due mani.

“Sssh… splash… sssh… splash…”

Sembrava un cuore che batte: calmo e felice.

Il gufo ascoltò e disse piano: “Oh… il mio canto non si è rotto. È diventato più grande.”

Il Fiume rise con un suono d'argento: “E il mio canto non è sparito. Ha trovato un amico!”

Livia mise una mano sul petto. Sentì il suo segreto diventare luce. “Quando ascoltiamo un altro canto,” disse, “il mondo si allarga. C'è posto per più musica.”

Quella sera, nel castello, la regina e il re ascoltarono la nuova melodia che arrivava dalle finestre: “Sssh… splash… sssh… splash…” Le candele tremolarono come se applaudissero.

“Che meraviglia,” disse la regina.

“Che saggezza,” disse il re.

Livia guardò la luna-biscotto e sorrise. Nel Regno di Lucelago, il mistero non faceva paura: era una porta che si apriva piano. E dietro quella porta c'era sempre una cosa semplice e bella: un cuore aperto, un orecchio aperto, e due canti che finalmente, insieme, facevano dormire e sognare felice tutto il regno.

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Fruscio
Suono leggero delle foglie quando si muovono, come un soffio gentile.
Fontane
Acqua che scorre e salta in giardino, spesso bella da guardare.
Profumava
Quando qualcosa manda odore piacevole nell'aria, come un fiore.
Ninna nanna
Canzone dolce che si canta per far addormentare un bambino.
Gufo
Uccello che vive di notte, ha grandi occhi rotondi e vola silenzioso.
Inchino
Movimento del corpo per salutare con rispetto, come una piccola piega.
Gorgogliò
Suono dell'acqua che scorre e fa bolle, allegro e vivace.
Ruscello
Piccolo corso d'acqua che corre tra le pietre nel bosco.
Pietra liscia
Sasso con superficie piatta e senza spigoli, piace toccarlo.
Seme
Piccola parte di una pianta che può diventare un fiore o un albero.
Palmo
Parte della mano aperta, tra le dita e il polso.
Sassolini
Pietre piccole e rotonde, fanno 'tic tic' quando ci si cammina sopra.

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