Nel cuore di una piccola radura, dove i fiori sbadigliano al sole e le farfalle danzano leggere, viveva Lumo, un piccolo drago dai colori dell'arcobaleno. Le sue ali sembravano fatte di zucchero filato e il suo naso rotondo sapeva annusare persino i pensieri felici.
Ogni mattina, Lumo si svegliava con una domanda nuova. Quel giorno, guardando il cielo, si chiese: “Perché le nuvole cambiano forma?” E così, con la curiosità che brilla come una stella, decise di scoprirlo.
Saltellando tra i fili d'erba, Lumo incontrò la sua amica Cora, la lumachina con il guscio a spirale. “Cora, tu sai perché le nuvole cambiano?” chiese Lumo, piegando la testa di lato.
Cora rise piano, come il vento tra le foglie. “Forse cambiano perché hanno voglia di essere diverse. Come quando io mi arrotolo in un modo, o nell'altro!”
Lumo pensò che fosse una bella idea. E continuò a camminare. Lungo il sentiero, vide una pozzanghera che brillava come uno specchio liquido. Si avvicinò e chiese: “Pozzanghera, perché cambi forma quando salto dentro?”
La pozzanghera rispose con una voce morbida: “A volte, cambiare è come giocare. Mi piace essere diversa, proprio come piace a te cambiare gioco!”
Lumo rise, il suo ruggito era un soffio di vento leggero. Poi incontrò un albero saggio dalle foglie verdi. “Albero, cambi mai idea?”
L'albero mormorò dolcemente: “Oh, piccolino, anche io cambio. Quando arriva l'autunno, le mie foglie cambiano colore. Cambiare è naturale, come il sole che tramonta e poi ritorna.”
Lumo si sentì caldo nel cuore. Capì che cambiare può essere bello, come scoprire un nuovo gusto di gelato, o vedere una stella cadente. “Forse,” pensò, “cambiare idea non è paura, è volare con le ali nuove.”
Quella sera, Lumo si sdraiò nella sua tana morbida. Guardando il cielo, vide una nuvola trasformarsi in un cuore gigante. Sorrise e sussurrò: “Domani, potrò pensare cose nuove, e andrà bene così.”
E il vento, passando piano tra le sue ali, gli raccontò una ninna nanna di cambi e di sogni, dolce come zucchero filato che si scioglie in bocca.