Luca ha due anni. Oggi è estate. Luca è in vacanza al mare con mamma e papà. Il sole è caldo e gentile. L'aria profuma di sale. La sabbia è morbida.
“Mettimo la crema,” dice la mamma. La crema è fresca. Luca ride. Poi mette il cappellino. “Bravi,” dice il papà. “Ora bevi un po' d'acqua.” L'acqua è buona e fresca.
Sotto l'ombrellone c'è ombra. Il tessuto fa un suono piano. Frrr, frrr. Luca ascolta e si calma. Poi prende il suo secchiello rosso e la paletta blu. “Facciamo un castello?” chiede. “Sì,” dice la mamma. “Io porto l'acqua.” Il papà tiene la mano di Luca. Camminano piano fino all'acqua. Le onde sono piccole e chiare. “Solo acqua bassa,” dice il papà. Luca mette i braccioli arancioni. Splash! I piedi fanno plin plin.
Tornano alla sabbia. Mettono l'acqua nel secchiello. Pat pat, la sabbia diventa forte. Il castello cresce. Ha una torre e una strada. Una bimba si avvicina. Si chiama Sara. “Posso giocare?” chiede. “Sì,” risponde Luca. Sara ha una conchiglia bianca. La mette sul castello. Luca le dà la sua paletta. “Grazie,” dice Sara. “Prego,” dice Luca. Insieme fanno un ponte. Aspettano il loro turno. Ridono piano. Clap clap, battono le mani.
Una piccola onda porta via il barchino di Luca. “Oh!” dice Luca. Il papà prende la mano di Luca e cammina subito. L'onda è già calma. Il papà afferra il barchino. “Ecco,” dice. Luca sorride. “Grazie, papà.”
Più tardi trovano un paguro che cammina piano. “Ciao, amico,” dice Luca. Lo guardano da vicino. Il paguro entra nella sua casetta. “Lasciamolo qui,” dice la mamma. “Qui è casa sua.” Luca annuisce. “Ciao ciao.”
Il vento è dolce. Il cielo diventa rosa. Luca beve ancora un po' d'acqua e si siede sull'asciugamano. Si sente bene. Stringe la mano di mamma e di papà. La giornata è morbida e felice.
La sera arriva lenta: con cura, con gentilezza, con piccole regole, ogni giorno d'estate è una gioia per tutti.