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Storia sulla fiducia in se stessi 3/4 anni Lettura 6 min.

Le piccole stelle di Lorenzo

Lorenzo, desideroso di indipendenza, prepara da solo la colazione e affronta la sfida di saltare la corda al parco, scoprendo il valore di provarci anche quando è difficile.

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Bambino di 4 anni dal viso rotondo e capelli castani spettinati, occhi grandi e brillanti, espressione gioiosa e concentrata, salta la corda con piccoli balzi mentre la corda rossa oscilla; bambino più grande di circa 8 anni, capelli corti biondi e sorriso incoraggiante, tiene un'estremità della corda mostrando il ritmo, mamma di circa 32 anni con capelli castano chiaro raccolti, in abito leggero a fiori, applaude sorridendo da una panchina poco distante; parco luminoso con prato verde, alberi tondi, marciapiede chiaro, area giochi sullo sfondo e cielo azzurro con qualche nuvola; la scena mostra il piccolo che esita e poi riesce a saltare con un balzo, movimenti espressivi e stelline che suggeriscono gioia e orgoglio. segnalare un problema con questa immagine

La colazione speciale di Lorenzo

Lorenzo si sveglia col sole che entra dalla finestra. Si stropiccia gli occhi e si sente felice. Oggi vuole fare qualcosa da solo. Sente il profumo di pane dalla cucina. La mamma è lì, e sorride.

“Buongiorno Lorenzo, hai dormito bene?” chiede lei, dolce.

“Sì, mamma. Oggi voglio preparare la mia colazione, posso?” chiede Lorenzo.

La mamma guarda Lorenzo e fa un piccolo cenno con la testa. “Certo, puoi provarci. Io sono qui vicino.”

Lorenzo scivola giù dalla sedia. I suoi piedi nudi fanno ‘tup tup' sul pavimento. Si sente grande. Prende la sedia piccola e la mette vicino al tavolo. Sale piano piano.

“Voglio pane tostato e marmellata, come fa papà,” dice.

Apre il sacchetto del pane, le dita un po' goffe ma decise. Prende una fetta e la mette nel tostapane. Il pane scende, ‘click'. Lorenzo guarda la luce rossa. “Devo aspettare,” dice piano.

La mamma lo guarda sorridendo. “Se vuoi, puoi già prendere la marmellata.”

Lorenzo apre il frigo, sente il fresco sulle gambe. Prende il vasetto della marmellata di fragole. È un po' pesante. Lo tiene con due mani.

Sale sulla sedia, mette il vasetto sul tavolo. Prende il cucchiaino. La mamma lo aiuta solo un pochino. Lorenzo apre il coperchio da solo, con un piccolo sforzo.

‘Pop!' Il pane salta fuori dal tostapane. Lorenzo ride, la mamma ride con lui.

“Hai visto? Salta sempre fuori!” dice la mamma.

Prende la fetta, la appoggia sul piattino bianco. Va a prendere il coltello di plastica, quello blu. Spalma piano la marmellata. Un po' va fuori, un po' sul tavolo. Ma va bene così.

“Non è proprio perfetto, mamma,” dice Lorenzo.

La mamma si abbassa al livello degli occhi di Lorenzo. “È la tua colazione speciale. E quando ci provi, ogni giorno diventi un po' più bravo. Vuoi assaggiare?”

Lorenzo prende un piccolo morso. La marmellata è dolce, il pane è caldo. Sorride largo largo. “Mi piace!”

La mamma lo abbraccia e lo bacia sulla testa. “Sono fiera di te!”

Un passo nuovo nel parco

Dopo colazione, Lorenzo mette le scarpe rosse. Fuori il cielo è azzurro. Nel parco ci sono tanti bambini. Alcuni corrono, altri disegnano con i gessetti.

Lorenzo vede una corda lunga, saltata da due bambini più grandi. Rimane a guardare, un po' timido. Non ha mai saltato la corda da solo.

Un bambino si avvicina: “Vuoi provare anche tu? Dai, è facile!”

Lorenzo sente il cuore che batte forte forte. “Non so se posso... non sono mai capace.”

Il bambino gli sorride. “Proviamo insieme. Io ti faccio vedere.”

Lorenzo guarda la mamma. Lei sorride da lontano e fa un cenno con la mano. Il sole le illumina il viso.

Il bambino conta: “Uno, due, tre… salta!”

Lorenzo salta. La corda gira, sfiora un piede. Quasi cade, ma si rialza. Ride. Il bambino ride. “Ancora! Ci riproviamo!”

Saltano insieme. Lorenzo si sbilancia di nuovo, ma questa volta non cade. Ce la fa. Un saltino. Poi un altro.

“Sono riuscito! Sono capace! Sono capace!” canta Lorenzo.

Gli altri bambini battono le mani. La mamma sorride e lo applaude.

“Hai visto che puoi? Basta provare, anche se non esce subito,” dice il bambino.

Lorenzo si sente grande, forte. Un passo alla volta, pensa. Ogni passo è un po' più facile.

La sera sotto il cielo

Dopo il parco, Lorenzo si stende sul tappeto della cameretta. Guarda fuori dalla finestra. Il cielo diventa blu scuro. Le stelle iniziano a brillare.

La mamma entra piano e si mette vicino a lui.

“Oggi hai provato cose nuove, Lorenzo. Sei stato bravo, anche quando era difficile,” dice piano.

Lorenzo sorride. “Ho preparato la colazione… e ho saltato la corda. Non era facile, ma ho fatto!” dice contento.

La mamma accarezza i suoi capelli. “Quando ci provi, impari. E ogni volta che ci provi, metti una stellina nel tuo cielo speciale.”

La mamma prende un foglio e una matita. Disegna un grande rettangolo, come un quadro. Poi disegna tante stelline: una per la colazione, una per la corda, una per ogni sorriso.

“Queste sono le tue stelle, Lorenzo. Ogni stellina è un piccolo passo. E ogni passo conta. Non serve essere perfetti,” sussurra la mamma.

Lorenzo guarda il quadro delle stelle. Gli occhi brillano. Si sente fiero, caldo dentro, tranquillo.

“Posso aggiungere una stella quando provo qualcosa di nuovo?” chiede.

“Certo,” dice la mamma. “Ogni giorno puoi.”

La stanza si riempie di silenzio buono. Lorenzo abbraccia la mamma. Sa che può sempre provare, può sempre crescere. Anche domani, anche piano piano.

Il cielo fuori è pieno di stelle. E anche il cuore di Lorenzo.

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Il quiz: hai capito bene la storia?

Stropiccia
Muovere gli occhi o il viso con le mani per svegliarsi o pulire.
Profumo
Odore bello e dolce che viene dal cibo o dai fiori.
Tostapane
Macchina in cucina che riscalda le fette di pane fino a farle dorare.
Cenno
Un piccolo gesto con la testa o la mano per dire sì o no.
Goffe
Mani o movimenti un po' impacciati e non molto precisi.
Vasetto
Un piccolo contenitore di vetro o plastica per cibo come la marmellata.
Coperchio
La parte che chiude e copre un barattolo o un contenitore.
Sfiora
Toccare leggermente qualcosa senza sentire forte il contatto.
Sbilancia
Perdere l'equilibrio e quasi cadere, poi rimettersi dritti.
Accarezza
Passare la mano con gentilezza sui capelli o sulla pelle.

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