Parte 1: Le palpebre ballerine di Tommaso
C'era una volta un bambino di cinque anni che si chiamava Tommaso. Tommaso era allegro e vivace, con due occhi grandi e curiosi, e le sue palpebre erano speciali: quando si avvicinava l'ora della nanna, cominciavano a ballare! Non era uno scherzo: le sue palpebre non volevano mai stare ferme, saltellavano su e giù come due molle birichine.
Ogni sera, Tommaso si infilava sotto il piumone, pronto per ascoltare una storia, ma le sue palpebre facevano le capriole. Prima si muoveva quella destra, poi quella sinistra. A volte si rincorrevano e altre volte sembrava che facessero una gara di saltelli. Tommaso rideva sotto le coperte, perché le sue palpebre ballerine erano davvero buffe.
Nella sua cameretta piena di peluche, Tommaso si divertiva a inventare giochi con le sue palpebre. Provava a tenerle chiuse, ma loro scattavano in alto come se volessero salutare le stelline fuori dalla finestra. Una sera, decise che avrebbe provato a farle stare ferme almeno per un minuto intero.
Parte 2: Il tentativo di Tommaso
Tommaso prese il suo amico orsetto Gigi e gli disse: “Oggi ci provo davvero! Palpebre, state giù!” Ma le palpebre non volevano ascoltare. Saltavano e si agitavano, come se avessero sentito una musica invisibile. Tommaso allora decise di contare: uno, due, tre… Ma al numero cinque, le palpebre si misero a ballare il tip-tap! Tommaso rideva così tanto che il suo cuscino tremava.
Provò allora a fare la faccia seria, come fanno i grandi. Ma le palpebre non capivano le facce serie, loro volevano solo divertirsi. Allora Tommaso pensò a un'altra idea: “E se provassi a spaventare le palpebre con una faccia buffa?” Fece una smorfia tutta storta, ma le palpebre si misero a ridere e a ballare ancora di più.
Parte 3: Il ballo delle palpebre
Ad un certo punto, Tommaso sentì una vocina nella sua testa: era la palpebra destra che diceva: “Balliamo ancora un po'!” E quella sinistra rispondeva: “Sì, ma piano piano, perché Tommaso deve riposare.” Così, le palpebre cominciarono a ballare una danza lenta, come una nuvola che scivola nel cielo.
Tommaso sentiva il suo respiro diventare più lento. Le palpebre si muovevano sempre più piano, come due piume che galleggiano nell'aria. Anche Gigi l'orsetto sembrava ballare piano piano, stringendosi al suo amico. La stanza si riempiva di una musica dolce, fatta di silenzio e di sogni.
Tommaso pensava alle stelle fuori dalla finestra. Forse anche loro ballavano come le sue palpebre, con piccoli passi luminosi. Sentì un leggero solletico sulle guance, forse era una stella che gli faceva l'occhiolino.
Parte 4: Il grande riposo e la stella sticker
Le palpebre di Tommaso erano ormai stanche di ballare. Si adagiavano piano, senza più saltare. Tommaso sentiva il suo corpo rilassarsi, le braccia e le gambe diventavano leggere come nuvole. Un sorriso dolce comparve sulle sue labbra. Era felice, perché anche se le sue palpebre erano birichine, sapeva che alla fine volevano solo farlo sorridere prima della nanna.
Nel silenzio della notte, Tommaso scivolò nel sonno, felice e sereno. Le palpebre si salutarono con un ultimo abbraccio e si addormentarono anche loro. Sognavano di ballare tra le stelle, insieme a Gigi e a tutte le cose belle.
Sul comodino, la mamma aveva lasciato un piccolo sticker a forma di stella. Era il premio di Tommaso per essere stato così bravo con le sue palpebre ballerine. E quella notte, nel suo sogno, Tommaso vide la stella sticker brillare forte, proprio sopra il suo letto.
La gioia di vivere di Tommaso era come quella stella: sempre pronta a sorridere, a ballare e a illuminare la notte più dolce che ci sia.