Inizio
C'era una volta, nel Regno di Zuccheroluce, una principessa di nome Pina. Pina aveva una corona piccola e un grande sorriso. Ogni mattina faceva una cosa importantissima: controllava la meteo magica.
Non era una meteo normale. Oh no. Nel castello c'era il MeteoCampanello: un campanello d'oro che, se lo scuotevi, faceva uscire nuvolette con facce buffe. Una nuvola rideva: “Hi hi hi!” Un'altra starnutiva: “Etciù!” E una, pigra pigra, faceva: “Zzz…”
Pina metteva il suo mantellino azzurro e diceva: “Responsabilità prima di biscotti!”
Poi aggiungeva, perché le piacevano le rime: “Prima il cielo, poi il miele!”
Accanto a lei saltellava Fufi, un coniglietto fatato con stivali a pois. Fufi faceva sempre “boing, boing” e chiedeva: “Oggi piove caramelle?”
Pina rideva: “Vediamo, vediamo!”
Mezzo
Pina scosse il MeteoCampanello. DIN DON! Uscì una nuvola verde che parlò con voce allegra: “Oggi: vento di solletico!”
E subito un venticello entrò dalla finestra e… solleticò le tende. Le tende risero. “Ah ah!” Solleticò anche i libri. “Ah ah!” E solleticò Fufi, che rotolò: “Ah ah ah! Basta!”
Poi comparve una gocciolina con cappello. Fece un inchino: “Sono la Goccia Capricciosa. Porto… pioggerellina di bolle!”
Plin! Plin! Le bolle rimbalzavano come palline di sapone. Una bolla si posò sul naso di Pina. Pina incrociò gli occhi e disse: “Naso-bolla! Naso-bolla!” E ripeté ancora: “Naso-bolla!” Fufi rise più forte.
Ma ecco il problema: la pioggerellina di bolle faceva scivolare il ponte del castello. I soldatini di marzapane andavano “slurp!” e quasi cadevano seduti.
Pina batté le manine: “Stop, stop! Io sono la principessa. Io controllo la meteo. Io devo aiutare.”
Prese il suo Ombrello-Arcobaleno, che aveva sette colori e una punta che faceva “pling!” Disse alla Goccia Capricciosa: “Per favore, gocciolina gentile, puoi cadere solo nel Giardino Morbido?”
La gocciolina fece “Oh!” e annuì: “Sì, sì. Mi ero un po' distratta.”
Pina mise dei tappetini di nuvola sul ponte. Uno, due, tre: “Puff! Puff! Puff!” I soldatini passarono sicuri, facendo: “Marcia, marcia, masticchia!”
Fine
Il vento di solletico diventò un venticello di carezza. Le bolle andarono nel Giardino Morbido e scoppiettavano piano: “Pop… pop… pop…” come piccoli baci.
Fufi guardò Pina con occhi brillanti. “Hai fatto la cosa giusta.”
Pina sorrise: “Responsabilità prima di biscotti.”
E poi, finalmente: “Ora biscotti!”
Seduti sul gradino del castello, Pina e Fufi mangiarono biscotti alla luna. Il MeteoCampanello fece un ultimo “din don” dolce, come una ninna nanna. Nel Regno di Zuccheroluce tutto era calmo, allegro e al sicuro. Pina sbadigliò felice. “Domani controllo di nuovo.” E il cielo, come se capisse, fece una piccola risata: “Hi hi.”