Il était una volta, nel regno di Splendiluce, un principe molto misterioso chiamato Principe Nino. Nino aveva un mantello tutto luccicante e un buffo cappello blu con una piuma rosa. Un giorno, Nino camminava vicino al lago cristallino e parlava da solo.
“Che bel lago! Guarda come brilla! E che silenzio buffo... Ma io voglio ridere!”
All'improvviso, una strega con il naso a caramella e i capelli color arancio spuntò da dietro un cespuglio. Si chiamava Streghetta Pasticcina. Aveva un sorriso grande, grande, e un vestito con tanti pallini.
“Ciao, Principe Nino! Hai voglia di giocare?”
“Ciao, Streghetta Pasticcina! Sì, sì, sì! Ma giochiamo a qualcosa di buffo, per favore!”
Streghetta Pasticcina fece una capriola e poi batté le mani.
“Facciamo le gare di risate? Chi ride più forte vince una torta!”
“Una torta di cioccolato?” chiese Nino con gli occhi che brillavano.
“No, una torta di nuvole rosa! Che buonissima!”
Ridevano, ridevano, ridevano. Le risate erano così forti che il lago faceva le bolle. Ma ecco che dal lago spuntò una ranocchia con gli occhiali giganti. Si chiamava Rana Gilda.
“Cosa succede qui? Tutto questo ridere mi fa venire il solletico alle zampe!”
“Vieni a ridere con noi, Rana Gilda!” gridò Nino. Tutti insieme ridevano, ridevano, ridevano ancora. E la rana saltava, saltava, saltava.
Un buffo pasticcio di magie
Streghetta Pasticcina strofinò le mani e disse:
“Attenti, ora vi faccio una magia speciale! Preparate le pancine!”
Agitò la bacchetta, fece una giravolta e... puff! Dalla bacchetta uscì una nuvola di zucchero filato che coprì tutto il prato.
“Ma io non vedo più nulla!” rise Principe Nino.
“Ah ah! Ho i baffi di zucchero!” gridò Rana Gilda, che aveva baffetti rosa sulle labbra.
“Tutto il mio vestito è appiccicoso!” rise Streghetta Pasticcina.
Era tutto un pasticcio dolce, ma così ridicolo che nessuno si arrabbiò. Anzi, si abbracciarono tutti, anche se erano tutti appiccicosi e zuccherosi.
“Che buffi che siamo!” disse Nino. “Siamo i più dolci del regno!”
“Hai ragione!” disse Streghetta. “E ora... la torta di nuvole rosa! Chi ne vuole un pezzetto?”
“Io!” gridò Rana Gilda.
“Io!” gridò Nino.
La fetta era soffice, rosa, profumata. Tutti mangiavano piano piano, facendo smack smack, leccandosi le dita.
Una sorpresa al lago cristallino
Dopo la torta, Principe Nino guardò il lago e disse:
“Lago, lago, vuoi giocare anche tu?”
Il lago fece splash splash e, sorpresa! Dal lago uscì un pesce con un cappello giallo. Il pesce si chiamava Peppino.
“Sono Pesce Peppino! Anche io voglio una fetta di torta!”
Streghetta Pasticcina rise così forte che cadde nel prato.
“Pesce Peppino, tu vuoi una fetta? Allora devi raccontare una barzelletta!”
Peppino fece una piroetta e disse:
“Perché la rana non va mai al mercato? Perché ha già le zampe fresche!”
Tutti ridevano, ridevano, ridevano fortissimo. Anche il lago fece le onde dalla gioia.
Alla fine, erano tutti stanchi, felici, con la pancia piena e la bocca dolce.
Principe Nino si sedette tra Rana Gilda, Streghetta Pasticcina e Pesce Peppino e disse:
“Che bella giornata! Qui tutto è buffo, tutto è dolce, tutto è magico!”
“Quando ci vediamo domani?” chiese la rana.
“Domani, stesso posto, stessa risata!” rispose Nino.
E tutti insieme cantarono: “Nel regno di Splendiluce si ride sempre di più! Sempre di più! Sempre di più!”