C'era una bimba di tre anni. Si chiamava Lia. Lia aveva un maglione rosso e una sciarpa morbida. Fuori fa freddo. C'è neve che luccica. Tic tac, toc-toc sulla porta. È il mattino di Natale.
Lia guarda fuori. Vede luci e fiocchi. Pluf, plouf, la neve cade. Lei ride. "Guarda!", dice. Il papà la prende in braccio. Hop, hop, saltano sul tappeto.
La casa profuma di frittelle e cannella. La mamma mette una stella sull'albero. L'albero fa ciao con le luci. Lui brilla dolce. Ci sono poi pugni di calze appese. Canta una canzone lenta. La nonna suona un campanello. Din don, din don.
Lia ha un piccolo sacco. Dentro ci sono un orsacchiotto e un disegno. Lei porta il sacco sotto l'albero. "Per te", dice al peluche. Il peluche sorride. Tutto è caldo e calmo. Un gattino salta sul divano. Miao, fa il gattino. Tutti ridono.
All'ora del tè, la famiglia si siede. Il nonno racconta di luci che volano. Lia ascolta e batte le mani. Toc toc, piccola tamburello. Un bacio sulla fronte. Poi, una sorpresa: un piccolo trenino che corre intorno all'albero. Vroom, vroom, fa il trenino. Lia lo segue con gli occhi. È piena di gioia.
La sera arriva. Si spengono un poco le luci. Una coperta calda avvolge Lia. La mamma la culla. "Buona notte", sussurra. Lia chiude gli occhi. Sogna la neve e le luci.
La gentilezza e il calore della famiglia rendono il Natale dolce e sicuro.