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Storia di creatura divertente 5/6 anni Lettura 14 min.

La licorna Lilla, il drago Poff e la barchetta cercalettere

Nel Regno di Zucchero e Nuvole la licorna Lilla e il piccolo drago Poff uniscono le forze per ritrovare una lettera smarrita grazie a un origami un po’ speciale, scoprendo il valore dell’amicizia e della solidarietà.

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Una vivace e maliziosa unicorno femmina con criniera a spirale rosa e pesca, corno argentato lucente e pelo crema, sorride con grandi occhi e tiene un piccolo cuore origami stortignaccolo, con una minuscola barchetta di carta a ali ritagliate in testa; accanto a lei un timido e felice draghetto maschio dalle scaglie azzurro cielo e ali rattoppate con stelle luminose, che soffia una nuvoletta blu per spingere la barca, entrambi in posa dinamica su una piccola scena; sullo sfondo a sinistra una frizzante postina fata in vestito arancione con borsa canterina che applaude tenendo una lettera con francobollo a stella; il pubblico è formato da creature tonde e colorate (nuvolette, stelle sorridenti, peluche giganti) sedute su cuscini arcobaleno che applaudono e emettono piccole luci; ambientazione: castello nel cielo con scale arcobaleno, tende scintillanti, soffitto di stelle pendenti e pavimento specchiato che riflette i colori; situazione: numero improvvisato con la barchetta di carta che vola lasciando scie di glitter mentre unicorno e draghetto eseguono un gesto coordinato, luce calda, atmosfera fiabesca, stile chibi kawaii, colori pastello saturi, contorni netti e dettagli dolci e leggibili per un bambino di 6 anni. segnalare un problema con questa immagine

Parte 1: Una piega, due scintille

Nel Regno di Zucchero e Nuvole c'era una licorna un po' stramba che si chiamava Lilla. Aveva una criniera a spirali color gelato alla fragola e un corno lucido come un cucchiaino d'argento. Lilla parlava spesso da sola, ma non per tristezza: era perché le venivano idee dappertutto, come farfalle in un barattolo.

Quella mattina il cielo era viola chiaro e le nuvole sembravano cuscini pieni di panna. Lilla trotterellava sulla Strada di Caramello facendo “toc toc” con gli zoccoli. In bocca aveva una linguetta di liquirizia (solo da mordicchiare, promesso!).

“Ho una missione importantissima,” annunciò al vento. “Oggi farò un origami. Semplice. Elegantissimo. E soprattutto… pieghevole!”

Arrivò al Prato dei Fogli Volanti, dove l'erba era verde menta e, al posto dei fiori, spuntavano fogli bianchi che frusciavano: shhh, shhh. Ogni foglio aveva un profumo diverso: limone, biscotto, sapone.

Lilla ne scelse uno quadrato, liscio liscio. Lo posò con cura su un sasso piatto.

“Bene, signor Foglio,” disse con voce seria. “Si prepari. Faremo… una barchetta!”

La barchetta era l'origami più semplice che conosceva. O almeno così pensava. Piegò un angolo. Poi un altro. Poi si fermò.

“Ops. Ho piegato l'aria,” borbottò, perché un colpetto di vento le aveva spostato il foglio e lei aveva piegato… niente.

Il foglio svolazzò come una farfalla dispettosa e le si appiccicò sul muso.

“Mmmf!” fece Lilla, con il foglio che le faceva il solletico sul naso. Starnutì: “Ecciù!”

Lo starnuto fu così potente e scintillante che dal suo corno uscì una piccola pioggia di brillantini. Il foglio si posò dritto dritto, come obbediente.

“Ah! Allora posso comandare le pieghe con gli starnuti!” rise Lilla. “Questa sì che è una tecnica… stralunata!”

In quel momento sentì un lamento: “Ooooh nooo…”

Dietro un cespuglio di zucchero filato, un minuscolo drago azzurro piangeva. Aveva le ali accartocciate come una tovaglietta bagnata.

“Ciao,” disse Lilla. “Perché fai la faccia da budino caduto?”

Il drago tirò su col naso. “Mi chiamo Poff. Dovevo consegnare la mia lettera di invito alla Festa delle Stelle… ma l'ho persa! E senza invito non mi fanno entrare. Io… io volevo solo ballare un pochino.”

Lilla inclinò la testa. “Una festa senza Poff? Impossibile. Sarebbe come una torta senza le briciole buone!”

Poff guardò il foglio sul sasso. “Che cos'è quello?”

“Una barchetta. Più o meno. Con qualche starnuto,” rispose Lilla.

Il drago si asciugò una lacrima con la punta della coda. “Le barchette non volano.”

“È vero,” fece Lilla, con un'occhiata furba. “Ma in un regno fantastico… magari possono fare un sacco di altre cose.”

E lì, proprio lì, le venne un'idea così grande che quasi le uscì dal corno.

Parte 2: Il foglio che non voleva stare fermo

Lilla e Poff andarono fino al Laghetto delle Bolle, dove l'acqua faceva “plop plop” come una risata. Sulle rive saltellavano ranocchie con cappelli a cilindro, e ogni tanto una bolla esplodeva dicendo “PUM!” come un piccolo tamburo.

“Se la tua lettera è caduta da qualche parte,” disse Lilla, “noi la cerchiamo insieme. Solidarietà in azione!”

“Solida… che?” chiese Poff.

“Solidarietà. Vuol dire: non ti lascio solo. Vuol dire: due cuori fanno più strada di uno,” spiegò Lilla, facendo un passo teatrale.

Poff sorrise un po'. “Allora… grazie.”

Si misero a cercare. Guardarono sotto un fungo a pois (c'era solo una lumaca che faceva yoga). Guardarono dentro una bolla gigante (c'era una sardina che leggeva un giornale). Guardarono persino in cima a una carota alta come un albero (c'era un coniglio guardiano che chiedeva il biglietto).

Niente lettera.

A un certo punto arrivò una fata postina, con la borsa piena di buste che cantavano in coro “La-la-la!”. La fata era tutta arancione, come un mandarino.

“Scusate,” disse la fata, “qualcuno ha visto una lettera con un timbro a forma di stella? Mi è scappata mentre facevo una capriola postale.”

Poff sussultò. “È la mia!”

Lilla spalancò gli occhi. “Una capriola postale? Questa la voglio vedere!”

La fata sospirò. “Lo so, lo so… è che le lettere erano annoiate. Così ho detto: ‘Facciamo un giro!' E… zac! Una è volata via.”

Poff stava per piangere di nuovo, ma Lilla gli mise uno zoccolo sulla spalla. “Niente lacrime: abbiamo un piano.”

Prese il foglio e ricominciò la barchetta. Una piega. Una piega. Un'altra piega. Il foglio frusciava come se rideva.

“Fermati, foglio birichino,” sussurrò Lilla.

Ma il foglio, forse geloso di tutta quell'attenzione, scappò di nuovo. Svolazzò e finì… sulla testa del coniglio guardiano.

Il coniglio si girò lentamente, con gli occhi stretti. “Chi mi ha messo un cappello di carta? Io porto solo cappelli di carota!”

“Scusaaaa!” gridò Lilla. “È un esperimento scientifico di origami!”

Il coniglio sbuffò. “Va bene. Ma se mi prude, io starnutisco!”

“Perfetto!” disse Lilla. “Starnutire è proprio quello che ci serve!”

Si avvicinarono alla Collina del Vento Svelto, dove l'aria correva come un cagnolino felice. Lilla riprese il foglio dal coniglio (che in effetti starnutì: “Atciù!” e il foglio fece un salto), e finalmente riuscì a chiudere la barchetta.

“Ecco!” disse orgogliosa. “Barchetta. Semplice. Quasi.”

Poff la guardò. “E adesso?”

“Adesso la trasformiamo in… una barchetta-cercalettere!” proclamò Lilla.

“Esiste?” chiese la fata postina.

“Tra un minuto sì,” rispose Lilla.

Lilla puntò il corno sulla barchetta e fece un micro-starnuto di precisione: “Ecciù… piccolo piccolo!”

Una scintilla cadde sul bordo. La barchetta tremò. Poi spuntarono due minuscole ali di carta, come orecchie.

“Wow!” fece Poff. “Vola!”

La barchetta cominciò a svolazzare sopra il prato, facendo “frufru frufru”. Sembrava cercare qualcosa, come un cagnolino che annusa.

“Seguila!” gridò Lilla.

Corsero tutti: Lilla con la criniera che faceva onde, Poff che batteva le ali stropicciate, la fata postina che saltava come una pallina.

La barchetta li portò fino a un cespuglio di lampadine di lucciole, dove ogni lucciola faceva “pling!” quando si accendeva. Lì sotto, incastrata tra due radici, c'era una lettera con un timbro a stella.

Poff la prese con le zampette tremanti. “È lei! È la mia!”

Lilla fece un inchino esagerato e quasi cadde in una pozzanghera di miele. “Missione compiuta. E senza nemmeno perdere la coda!”

Poff rideva. “Ora posso andare alla festa!”

La fata postina applaudì. “E io posso smettere con le capriole… forse.”

La barchetta, fiera di sé, fece un giro in tondo e si posò sulla testa di Lilla come se fosse un cappellino.

“Ti sta bene!” disse Poff.

“Lo so,” rispose Lilla. “Sono una licorna di moda… pieghevole.”

Parte 3: Il numero improvvisato alla Festa delle Stelle

La Festa delle Stelle si faceva ogni anno nel Castello del Cielo, un posto con scale di arcobaleno e porte che ridevano “hehehe” quando le aprivi. Tutto brillava: i lampadari erano comete, le sedie erano cuscini che sospiravano, e il pavimento era così lucido che ci vedevi dentro il tuo sorriso.

All'ingresso c'era un enorme guardiano di nuvola con una voce profonda: “Invito, prego.”

Poff porse la lettera con due mani e un po' di tremolio. Il guardiano controllò il timbro a stella e annuì. “Benvenuto, piccolo drago.”

Poff saltò di gioia. “Sono dentro! Sono dentro!”

Lilla lo seguì. “E io? Non ho invito.”

Il guardiano la guardò, poi guardò la barchetta sulla sua testa. “Che cos'è quello?”

“Un cappello,” disse Lilla subito. “Un cappello molto educato.”

La barchetta fece “frufru” come per salutare.

Il guardiano si grattò il mento di nuvola. “Non ho mai visto un cappello che saluta. Ma mi piace. Entra anche tu.”

Dentro la musica faceva “tum-tum” come un cuore contento. Le stelle ballavano appese al soffitto, girando come trottole. Poff si mise a danzare subito, anche se le ali erano ancora un po' stropicciate.

Lilla lo guardò e pensò: “Ha bisogno di un aiutino.”

Si avvicinò a un tavolo dove c'erano bicchieri di succo di luna (frizzante!) e biscotti a forma di pianeta. Tirò fuori il suo foglio… anzi, ormai il foglio era diventato una barchetta con ali, ma Lilla aveva sempre in tasca un altro foglietto di scorta. Perché lei era fatta così: pronta alle pieghe.

Poff la raggiunse. “Che fai?”

“Un origami semplice,” disse Lilla. “Un cuore. Così. Perché oggi abbiamo fatto squadra.”

Piegò con cura: una punta, poi l'altra. Il cuore di carta venne un po' storto, come se sorridesse di lato.

“È perfetto!” disse Poff.

“Perché è nostro,” rispose Lilla.

Poi, all'improvviso, la musica si fermò. Silenzio. Una stella presentatrice, con un microfono di luce, annunciò: “Signore e signori e creature luccicanti! Ci serve un numero speciale! Qualcuno vuole esibirsi?”

Tutti si guardarono. Qualcuno si nascose dietro una tenda. Qualcuno finse di essere un vaso.

Poff sussurrò: “Io no, mi tremano le zampette.”

Lilla si sentì pizzicare dal coraggio, proprio sotto la criniera. “Allora lo facciamo insieme,” disse. “Solidarietà, ricordi? Due cuori fanno più strada di uno.”

Poff inghiottì. “Ma io non so…”

“Neanche io,” confessò Lilla. “Ed è qui la parte divertente.”

Salì sul palco con Poff. La stella presentatrice li illuminò con un riflettore che faceva il solletico.

Lilla parlò forte: “Signore e signori! Ecco il mio numero improvvisato: ‘La Licorna, il Drago e il Foglio Birichino!'”

Dal pubblico qualcuno disse: “Oooh!”

Lilla prese la barchetta alata e la lanciò in aria. La barchetta volò sopra le teste, facendo una scia di piccoli brillantini. Poff, timido, soffiò un alitino blu.

“Poff, il tuo soffio è come una brezza!” lo incoraggiò Lilla.

Il soffio del drago spinse la barchetta che fece una capriola, poi due. Il pubblico rise: “Ahahaha!”

Lilla tirò fuori il cuore di carta e lo mostrò. “E questo è il cuore della squadra!”

La barchetta scese e si posò sul cuore, come se fosse un nido. Lilla fece il suo starnuto più gentile: “Ecciù… di gioia!”

Una pioggia di stelle piccole cadde sul palco. Non bruciavano, non pungevano: facevano “tlin tlin” come campanellini.

Poff aprì le ali stropicciate e, sorpresa! Le stelle si attaccarono alle pieghe come cerotti di luce. Le ali si distesero un pochino, più dritte, più fiere.

“Guarda!” gridò Poff. “Le mie ali!”

Il pubblico applaudì così forte che il castello fece “boom” di felicità (ma un boom gentile).

La stella presentatrice disse: “Questo sì che è uno spettacolo! Un numero nato sul momento… e fatto insieme!”

Lilla si inchinò. Poff si inchinò. La barchetta fece un inchino da sola e quasi cadde, ma si riprese.

Dopo lo spettacolo, mentre la musica ripartiva e le stelle riprendevano a ballare, Poff abbracciò Lilla. “Grazie. Se eri solo tu, forse riuscivi lo stesso. Ma io da solo no.”

Lilla gli sfiorò la testa con il muso. “E io senza di te avrei solo piegato fogli e starnutito a caso. Insieme abbiamo fatto… una festa.”

La fata postina arrivò con un vassoio di biscotti pianeta. “Per voi, eroi della solidarietà! E promesso: niente più capriole con la posta. Farò… mezze capriole.”

“Accettabile,” disse Lilla seria, poi scoppiò a ridere.

Poff guardò la barchetta che dormicchiava sul cuore di carta. “Posso tenerla?”

“Certo,” disse Lilla. “Ma ricordati: se scappa, non è cattiva. È solo… un foglio con tanta voglia di fare amicizia.”

Poff annuì. “E se mi sento solo, mi ricordo che posso chiedere aiuto.”

Lilla alzò lo sguardo verso il soffitto pieno di stelle danzanti. “E io mi ricordo che anche una licorna stramba può fare qualcosa di bello… con una piega semplice e un amico vicino.”

E mentre il Castello del Cielo brillava come una risata gigante, Lilla e Poff ballarono insieme, leggeri e contenti, con la barchetta che girava sopra di loro come un piccolo applauso di carta.

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Il quiz: hai capito bene la storia?

Criniera
I capelli lunghi e folti che ha il collo di un cavallo o di una licorna.
Spirali
Linee o pieghe che girano come una vite o una conchiglia.
Liquirizia
Un dolce allungato e nero che ha sapore forte e un po' dolce.
Origami
L'arte di piegare la carta per fare figure come barche o animali.
Starnuto
Un soffio forte che esce dal naso quando qualcosa dà fastidio.
Brillantini
Piccole parti lucenti che si usano per decorare e brillare.
Accartocciate
Piegate e spiegazzate come carta lasciata in mano.
Solidarietà
Aiutare qualcuno e restare insieme quando serve.
Fata postina
Una fata che porta e consegna le lettere come una postina magica.
Timbro
Un segno che si mette su una busta per dire da dove viene la lettera.

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