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Storia sull'inverno 5/6 anni Lettura 5 min.

La ghirlanda di carta e il perdono

Viola, una volpe, affronta una giornata invernale a scuola con i suoi amici animali, dove insieme preparano una ghirlanda di carta. Un imprevisto mette alla prova l'amicizia, ma Viola mostra come il perdono possa rendere tutto più bello.

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Una piccola volpe di nome Viola, con un pelo arancione brillante e occhi pieni di curiosità, è seduta su una panchina di legno in un'aula accogliente. Sorride entusiasta, tenendo una ghirlanda di carta colorata tra le zampe. Accanto a lei, un piccolo riccio di nome Rino, con occhiali tondi e un'espressione concentrata, la aiuta a incollare pezzi di carta. L'aula è decorata con disegni di animali e ghirlande colorate, con grandi finestre che lasciano entrare la luce morbida dell'inverno. All'esterno, si vedono fiocchi di neve che cadono dolcemente su un paesaggio innevato. La scena principale mostra Viola e Rino che collaborano gioiosamente per creare una bella ghirlanda, simboleggiando l'amicizia e la creatività nel cuore dell'inverno. segnalare un problema con questa immagine

Parte 1

La volpe Viola si svegliò con il naso freddo. La finestra della sua casetta a forma di tana era tutta ghiacciata. Il prato era bianco, come se qualcuno avesse sparso zucchero sopra l'erba. Le giornate erano corte e il cielo si faceva buio presto. Viola si mise il palloncino di lana e controllò la lista sul tavolo. Era sempre organizzata. Sul foglio c'erano le cose da fare: colazione, zaino, aiutare a mettere la ghirlanda di carta, andare a scuola sul bus.

“Buongiorno, mattina di ghiaccio,” disse Viola al suo specchio. Fece un respiro caldo e sentì la sua piccola casa sospirare piano, un suono che la rassicurò.

Parte 2

Alla fermata c'era il bus scolastico, un vecchio autobus giallo guidato da un orso dai baffi morbidi. Il vetro era appannato e le suole degli animali scricchiolavano sul ghiaccio. Viola salì sotto un soffio di vento freddo. Accanto a lei sedeva il riccio Rino, con gli occhiali appannati.

“Fa freddo oggi,” disse Rino, soffiando sulle mani.

“Sì, ma possiamo fare caldo con il nostro sorriso,” rispose Viola. Pensava alla ghirlanda di carta che avrebbero appeso nella sala comune della scuola. Avevano ritagliato tanti fiocchi colorati la sera prima.

Il bus si mosse piano. La strada era lucida come uno specchio. A un tratto, il motore fece un rumore strano. Tutti si guardarono. L'orso al volante sorrise e disse: “Non preoccupatevi, andiamo piano. Il mondo d'inverno ci chiede gentilezza.” Viola ascoltò e sentì il cuore tranquillo.

Arrivati a scuola, la maestra civetta li aspettò con una tazza di tè caldo. La sala comune era grande e luminosa. Viola aprì la scatola delle ghirlande. Tutti cominciarono a lavorare insieme, con forbici e colla. Le mani degli animali erano calme e i colori brillavano sul tavolo.

Parte 3

Mentre Viola stendeva la ghirlanda, successe un piccolo incidente. Il coniglio Tito, saltellando troppo vicino, inciampò e fece cadere la scatola. Una lunga striscia di carta si strappò.

“Oh no!” esclamò Tito. Il viso gli diventò rosso come una mela. Si mise a piangere piano. Tutti smisero di parlare.

Viola guardò la striscia strappata. Sentì la rabbia salire, poi si fermò. Si ricordò di quando lei stessa aveva rotto un giocattolo e un amico l'aveva perdonata. Si fece avanti con voce dolce.

“Non è grave, Tito,” disse Viola. “Possiamo incollare i pezzi. Vuoi provare insieme?”

Tito asciugò le lacrime. “Ho paura di non saperlo fare,” mormorò.

“Ti aiuto io,” rispose Viola. Presero la colla e misero i pezzi uno accanto all'altro. Ogni animale aggiunse un pezzetto di carta ritagliata come decorazione. La ghirlanda tornò più bella di prima, con un nuovo motivo fatto di piccole mani.

La maestra civetta sorrise. “Hai mostrato perdono, Viola. E tutti avete reso la ghirlanda più bella con l'amicizia.” Tutti applaudettero piano. Tito si sentì leggero. Aveva imparato che anche quando sbaglia, può chiedere scusa e ricevere perdono.

Parte 4

La giornata passò tra giochi di neve nel cortile e storie sussurrate nella sala. Quando il sole scese, il cielo diventò rosa e poi blu scuro. Sul bus, i bambini animali erano stanchi ma felici. Viola guardò fuori dal finestrino: i nidi degli uccellini erano coperti di brina, le luci delle case brillavano come piccole stelle.

A casa, Viola aiutò a sistemare l'ultimo pezzetto della ghirlanda davanti alla finestra. La mise con cura, dritta e morbida. Il corridoio profumava di zuppa e di candele. La famiglia di Viola la abbracciò e le disse grazie per essere stata così organizzata e gentile.

La notte arrivò. Viola si mise sotto la coperta di lana. Il freddo fuori sembrava lontano, come se fosse una storia raccontata da un altro mondo. Sentì la casa che scricchiolava piano, un suono caldo e familiare, come un vecchio materasso che si muove di notte. Chiuse gli occhi e pensò al bus lento, alla ghirlanda incollata con le piccole mani, al sorriso di Tito.

“Sono coraggiosa,” sussurrò Viola a se stessa. “E posso perdonare e chiedere perdono.”

Il crepitio della casa continuò, dolce e rassicurante. Viola sorrise nel sonno. L'inverno fuori restava freddo e lucente, ma dentro la casa c'era calore, perdono e amore. La notte la cullò piano, e la volpe dormì tranquilla, sentendo che il mondo poteva essere gentile anche nelle mattine più gelate.

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Ghetti
Piccole decorazioni di carta colorata che si usano per abbellire gli ambienti.
Sussurrate
Parlare a bassa voce in modo che solo alcune persone possano sentire.
Corridoio
Spazio lungo e stretto che collega le stanze di una casa.
Brina
Sottile strato di ghiaccio che si forma su superfici fredde durante la notte.
Crepitio
Suono secco e leggero, come quello che fa il fuoco quando brucia.
Perdono
Atto di non essere arrabbiati con qualcuno che ha fatto un errore.

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