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Storia sulla neurodiversità 5/6 anni Lettura 6 min.

Il passo delle tartarughe: la danza di Sofia con la disprassia

Sofia, una bambina con la disprassia, partecipa a una gita scolastica dove affronta le sue paure e mostra che ognuno può trovare il proprio modo di brillare, anche se i passi sono lenti come quelli di una tartaruga. Grazie all'amicizia e al sostegno della maestra, Sofia impara a valorizzare le sue differenze.

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Una bambina di 6 anni, Sofia, con capelli biondi e ricci, indossa un vestito rosa a pois e scarpe da ginnastica blu. Ha un sorriso timido ma raggiante, i suoi occhi brillano di eccitazione e curiosità. Si trova sotto un grande albero, osservando delle formiche che si muovono in fila sul terreno. Accanto a lei, Matteo, un ragazzo di 6 anni con capelli castani e occhiali rotondi, indossa una maglietta gialla brillante. È accucciato, punta le formiche con un grande sorriso, ed è affascinato dal loro movimento. Il luogo è un parco verde, con un cielo blu splendente, fiori colorati che danzano nella brezza e bambini che giocano in lontananza, creando un'atmosfera gioiosa e vivace. La scena principale mostra Sofia e Matteo che esplorano insieme, Sofia si piega in avanti, curiosa, mentre Matteo condivide il suo entusiasmo per le piccole creature, illustrando l'importanza dell'amicizia e dell'accettazione delle differenze. segnalare un problema con questa immagine

Capitolo 1 – La Gita Scolastica

Sofia ha sei anni e i suoi capelli sono biondi come il sole. Oggi è un giorno speciale: la sua classe parte per una gita al grande parco della città. Sofia è emozionata, ma anche un po' nervosa. Sofia ha la disprassia, una particolarità che rende difficile per le sue mani e i suoi piedi fare quello che vorrebbe. A volte, i suoi movimenti sono buffi, come una farfalla che cerca di volare dritta ma si muove a zig zag. Sofia però non si arrende mai.

La mamma di Sofia le ha preparato lo zainetto, con una bottiglia d'acqua, una mela rossa e un panino al formaggio. Sofia tiene lo zaino stretto e sale sull'autobus con i suoi compagni. Tutti chiacchierano e ridono. Sofia ascolta e sorride, guardando fuori dal finestrino. Gli alberi scorrono veloci e il sole brilla. “Oggi sarà una giornata luminosa”, pensa Sofia.

Quando arrivano al parco, la maestra Lucia li fa scendere in fila. “Bambini, ricordate di stare insieme e aiutare chi ha bisogno”, dice la maestra con voce gentile. Sofia si guarda intorno, vede le altalene, il prato verde e i fiori colorati. Vorrebbe correre, ma i suoi piedi vanno piano, come due tartarughe che si muovono con calma.

Capitolo 2 – L'Incontro con l'Inconnu

Mentre i bambini si radunano per il picnic, Sofia cerca un posto dove sedersi. Un bambino che non conosce si avvicina. Ha i capelli ricci e porta una maglietta gialla. “Ciao! Io mi chiamo Matteo. Tu perché cammini così piano?” chiede curioso. Sofia si sente un po' timida, ma risponde con un sorriso: “I miei piedi fanno la danza delle tartarughe. A volte vanno dove vogliono loro.”

Matteo la guarda con occhi grandi. “E le tue mani? Perché tieni il panino con due mani?” Sofia pensa un attimo e poi risponde: “Le mie mani sono come due piccoli esploratori. Vogliono essere sicure di non far cadere niente.” Matteo ride. “Che buffo! Anche il mio cane fa così quando prende un biscotto.”

Poi Matteo fa un sacco di domande. “Perché non salti come gli altri? Perché ci metti tanto ad allacciarti le scarpe?” Sofia risponde paziente: “Perché io trovo modi diversi per fare le cose. Le mie scarpe hanno il velcro, così posso chiuderle da sola. E invece di saltare, io ballo con i piedi.” Matteo ascolta e ride ancora di più. “Sei davvero speciale, Sofia!”

Sofia si sente felice. Le sue mani e i suoi piedi non sono come quelli degli altri, ma hanno un ritmo tutto loro. E a Matteo sembra piacere.

Capitolo 3 – Il Momento Difficile

Dopo il pranzo, la maestra organizza un gioco: la corsa a staffetta. Tutti i bambini si mettono in fila. Sofia si unisce al suo gruppo. Alcuni bambini la guardano e bisbigliano. “Sofia va troppo piano, ci farà perdere!” dice una voce. Sofia sente le guance scaldarsi. Vorrebbe scomparire.

Quando è il suo turno, Sofia prende il testimone con attenzione. I suoi piedi vanno piano, ma lei sorride e pensa alla danza delle tartarughe. Alcuni bambini ridacchiano. “Guarda come si muove! Sembra un robot rotto!” Sofia sente una fitta nel cuore, ma continua. Arriva al traguardo e passa il testimone. Non è la più veloce, ma ce l'ha fatta.

Dopo il gioco, Sofia si siede sotto un albero. Si sente triste. Vorrebbe essere come gli altri, correre veloce e non sentire quelle parole. Ma proprio mentre sta per piangere, la maestra Lucia si avvicina e le porge una mano.

Capitolo 4 – Il Coraggio di Essere Sé Stessi

La maestra Lucia si siede accanto a Sofia e le parla piano. “Sai, Sofia, a volte le tartarughe arrivano lontano proprio perché vanno piano piano. Tu hai trovato il tuo modo di partecipare. Non importa chi arriva primo, importa che tu non ti sia fermata.”

Sofia guarda la maestra e sorride un pochino. “Ma gli altri ridono di me…” sussurra. La maestra le accarezza i capelli. “Gli altri ridono perché non conoscono il valore del tuo viaggio. Ognuno cammina con i suoi passi. Tu hai il passo delle tartarughe, e le tartarughe sono molto resistenti. E poi, sei stata astuta: hai usato il velcro, hai stretto bene il panino, hai ballato invece di saltare. Hai trovato la tua strada.”

Matteo si avvicina, con un biscotto in mano. “Sofia, vuoi venire a vedere le formiche con me? Si muovono tutte in fila, ma ognuna va a modo suo!” Sofia sorride. Si alza e segue Matteo. Guardano insieme le formiche, piccole e laboriose, tutte diverse ma tutte preziose nel gruppo.

Quando il sole inizia a calare, la classe si riunisce per tornare a casa. La maestra abbraccia Sofia. “Oggi hai insegnato a tutti noi che c'è più di un modo per partecipare. Sei creativa, coraggiosa e gentile. Il mondo ha bisogno di bambini come te.”

Sofia sale sull'autobus con il cuore leggero. Pensa alle formiche, alle tartarughe e alla danza dei suoi piedi. Sa che la sua differenza è un dono speciale. Sa che nel gruppo c'è posto per tutti, a modo loro.

E con un sorriso, si addormenta sul sedile, sognando nuove avventure dove ogni passo, anche il più lento, è importante.

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Disprassia
Una condizione che rende difficile il movimento coordinato delle mani e dei piedi.
Buffo
Qualcosa che fa ridere o che è strano in modo divertente.
Esploratori
Persone che vanno a cercare e scoprire posti nuovi.
Testimone
L'oggetto che si passa da una persona all'altra durante un gioco.
Resistenti
Persone o cose che non si arrendono facilmente e affrontano le difficoltà.
Creativa
Una persona che ha molte idee originali e sa fare cose nuove.

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