Questa mattina Leo ha quattro anni. Quattro! Li mostra con le dita e ride: “Guarda, sono tanti!”
In cucina c'è profumo di biscotti. La mamma mescola e canta piano. Il papà gonfia un palloncino blu e fa “pff!” con la bocca, come un pesce.
Sul tavolo Leo trova un biglietto giallo. Sopra c'è scritto, con lettere grandi:
“ENIGMA DI COMPLEANNO:
Mi trovi dove le cose diventano pulite.
Sono vicino alle bolle che ballano.
Cerca il primo indizio!”
Leo sgrana gli occhi. “Un enigma per me?”
“Per te e per la tua squadra,” dice la mamma, winkando con l'occhio.
La “squadra” arriva subito: Nora la vicina, e Tito, il cuginetto. Tutti e due hanno cappelli di carta.
Leo prende aria come un capitano. “Piano piano, con pazienza. Pensiamo insieme.”
“Dove le cose diventano pulite?” chiede Nora.
“E le bolle che ballano!” aggiunge Tito, facendo saltare le guance.
“Il bagno!” dice Leo. “Le bolle sono nel sapone!”
Corrono, ma senza urlare troppo. Leo guida: “Uno, due, tre… squadra!”
In bagno, vicino al lavandino, c'è una scatolina. Dentro c'è un adesivo a forma di stella e un altro biglietto:
“SECONDO ENIGMA:
Sono morbido e ti abbraccio.
Di giorno mi siedo, di notte riposo.
Sotto di me c'è una sorpresa.”
Tito si butta sul tappeto. “Io abbraccio!”
Nora tocca il cuscino. “Morbido!”
Leo sorride. “Il divano! O il letto!”
Vanno in salotto. Sotto un cuscino del divano trovano una trombetta che fa “pù-pù!” e un terzo biglietto:
“TERZO ENIGMA:
Sono la casa dei colori.
Apro la bocca e bevo acqua.
Vicino a me nasce un arcobaleno.”
“Casa dei colori…” mormora Leo. Poi batte le mani. “I pennarelli! E l'acqua… il bicchiere! L'arcobaleno è il disegno!”
La mamma li segue con un vassoio. “Che squadra sveglia.”
Sul tavolino dei disegni c'è una busta. Leo la apre con calma, proprio come un grande. Dentro ci sono piccoli strumenti: un pennello, una spugnetta, una matita. E un ultimo messaggio: “Oggi sei versatile: puoi essere pittore, cuoco, capitano, amico.”
Leo guarda la sua squadra. “Allora facciamo tutto insieme!”
Decorano i biscotti, attaccano stelle ai bicchieri, disegnano un sole enorme. Il papà accende le lucine: sembrano lucciole gentili.
Arrivano gli amici. “Auguri!” cantano.
Leo soffia le candeline. “Pff!” come il pesce del palloncino. Tutti ridono.
Poi Leo dice piano: “Grazie, squadra.”
E la festa continua, luminosa e calma, con briciole dolci e cuori contenti.