Capitolo 1: I compiti più strani del mondo
Giulia e Marta, sedute fianco a fianco nella cameretta di Giulia, fissavano il quaderno di matematica come se dovesse saltar fuori un mostro da un momento all'altro. Fuori, la pioggia tamburellava alle finestre e il vento cantava canzoni stonate, invitando chiunque ad andare fuori, anche solo per vedere cosa sarebbe successo.
«Dai, Marta, quanto manca?», chiese Giulia, lanciando uno sguardo esasperato alla pila di esercizi.
«Due problemi e poi…», rispose Marta, ma fu interrotta da un rumore strano proveniente dal cassetto della scrivania. Sembrava… un grugnito? Oppure era solo la fantasia che galoppava?
«Hai sentito anche tu?» domandò Giulia, spalancando gli occhi.
«Ehm… sì. Forse è il mio stomaco. O forse…», Marta si avvicinò al cassetto e lo aprì piano piano.
Dentro, tra penne e gomme, c'era qualcosa che nessuna delle due aveva mai visto: un biglietto azzurro con una scritta dorata che lampeggiava. Diceva: “Complimenti! Avete vinto un'avventura! Pronte a lasciarvi sorprendere?”
Le ragazze si scambiarono un sorriso complice. Marta afferrò il biglietto, che subito iniziò a vibrare come una coda di lucertola impazzita.
«Forse dovremmo… leggerlo ad alta voce?» suggerì Giulia.
Marta annuì e, con voce solenne, lesse: «Pronte o no, qui l'avventura inizierà!»
All'improvviso, la stanza girò su se stessa come una giostra impazzita, i quaderni volarono, le matite saltarono e le due amiche si ritrovarono… da nessun'altra parte che nel bel mezzo di una foresta piena di alberi di matita e cespugli di fogli quadrettati.
Capitolo 2: Il Regno dei Compiti Impossibili
«Hai capito dove siamo?» chiese Giulia, tirandosi su e osservando un albero di penne biro che gocciolavano inchiostro blu come pioggia.
«Non proprio… ma credo che qui i compiti si facciano da soli!» rispose Marta, afferrando una gomma da un cespuglio e scoprendo che era viva: la gomma saltellò via gridando «Non cancellarmi! Non cancellarmi!».
Una risata nervosa le prese entrambe, finché un personaggio buffo non sbucò fuori da dietro un libro gigante: era un quaderno ambulante, con braccia e gambe fatte di righelli e una faccia simpatica disegnata con i pastelli.
«Benvenute nel Regno dei Compiti Impossibili!» esclamò il quaderno, facendo un elegante inchino. «Io sono il Quaderno di Requisiti Assurdi, ma potete chiamarmi Quaddy.»
«Ciao Quaddy!» dissero in coro le ragazze, ancora incredule.
«Qui ogni problema ha una soluzione… ma solo se pensate in modo assurdo!» spiegò Quaddy. «Per tornare a casa dovrete risolvere tre problemi. Ma attenzione: sono problemi… molto, molto strani!»
«Tipo?» chiese Marta.
«Tipo… come si fa a far ridere una calcolatrice? Oppure, come si fa a convincere una gomma a cancellare solo i numeri sbagliati?» rispose Quaddy strizzando l'occhio.
Giulia e Marta si guardarono: sembrava impossibile, ma proprio per questo… era irresistibile!
Capitolo 3: La Calcolatrice con il Solletico
Guidate da Quaddy, le ragazze arrivarono davanti a una gigantesca calcolatrice con le gambe, seduta su una panchina a piangere cifre. Al suo fianco, un fazzoletto di carta millimetrata.
«Questo è il primo problema,» disse Quaddy. «La Calcolatrice Tristona! Da settimane non ride più. Riuscite a farla ridere? Solo così vi darà il prossimo indizio!»
Marta si avvicinò con cautela. «Ehi, Calcolatrice… perché sei così giù?»
La calcolatrice sospirò: «Nessuno mi racconta più barzellette con i numeri. Tutti pensano solo a farmi lavorare…»
Giulia s'illuminò. «Aspetta, conosco una! Senti questa: “Perché il 6 ha paura del 7?”»
La calcolatrice smise di piangere e guardò Giulia incuriosita.
«Perché il 7 8 (ha mangiato) il 9!» gridò Giulia, ridendo.
All'inizio, la calcolatrice rimase in silenzio. Poi, all'improvviso, scoppiò in una risata elettronica, facendo tremare tutti i numeri sui suoi tasti. «Che divertente! Ne avete un'altra?»
Marta si fece avanti: «Certo! “Cosa fa uno zero quando incontra un otto?”»
«Non lo so…», rispose la calcolatrice, già pronta a ridere.
«Si allaccia la cintura!» Marta mimò il gesto e la calcolatrice esplose in un'altra ondata di risate, lanciando numeri in aria come coriandoli.
«Bravissime!», applaudì Quaddy. «Ecco il vostro primo indizio!» Dal taschino della calcolatrice uscì una chiave a forma di punto esclamativo.
Capitolo 4: La Gomma Capricciosa
Le ragazze, con la chiave in mano, seguirono Quaddy fino a una radura piena di gomme di tutte le forme e colori. Al centro, una gomma rosa gigante faceva la regina su un trono di astucci rotti.
«Questa è la Gomma Capricciosa. Non cancella mai quello che le chiedono: una volta ha cancellato pure la memoria di un computer!» spiegò Quaddy.
Marta le si avvicinò. «Scusa, Gomma Capricciosa, puoi cancellare solo i numeri sbagliati per noi?»
La gomma sbuffò. «No, no, no! Io cancello solo quello che mi piace!»
Giulia ci pensò su e poi sussurrò qualcosa all'orecchio di Marta. Insieme, iniziarono a fare una danza buffa, saltando su un piede solo e cantando: «Gomma, gommina, cancella la ruggine, lascia la magia, porta la giustizia!»
La gomma scoppiò a ridere. «Questa sì che è una danza che mi piace! D'accordo, cancellerò solo i numeri sbagliati, ma… solo se mi fate il solletico!»
Marta prese una piuma che spuntava da un astuccio e la passò sotto la pancia della gomma. La regina delle gomme si rotolò a terra dalle risate, mentre tutte le altre gomme la imitavano.
«Okay, okay! Ecco il secondo indizio!» gridò la gomma, lanciando alle ragazze una matita che scriveva solo la verità.
Capitolo 5: Il Labirinto delle Parole Pazze
Con la chiave e la matita magica, Giulia e Marta si avventurarono nel Labirinto delle Parole Pazze, dove ogni cartello aveva una scritta diversa da quello che indicava davvero.
Giulia lesse: «A destra: uscita. A sinistra: entrata. Dritto: non si sa. Dietro: forse. E ora?»
Marta propose: «Seguiamo la via più assurda!»
Allora, invece di seguire i cartelli, cominciarono a camminare all'indietro, saltellando e gridando parole inventate: «Zampapuff! Sgorboletta!»
Improvvisamente, una porta apparve davanti a loro. Sulla porta, una scritta diceva: “Solo chi conosce la parola più strana potrà passare.”
Le ragazze si guardarono. Marta disse: «Baluginante!»
La porta non si mosse. Giulia propose: «Sghembozampa!»
La porta rimase chiusa.
Allora, la matita magica prese vita tra le mani di Giulia e scrisse da sola sulla porta: “Incredibilmente assurdo!”
La porta si spalancò tra una nuvola di coriandoli.
«Ma questa matita è davvero magica!» esclamò Marta.
«O forse siamo noi che siamo diventate magiche!» rispose Giulia, ridendo.
Capitolo 6: Il Re dei Compiti e la Sfida Finale
Superata la porta, trovarono un trono dorato dove sedeva il Re dei Compiti Impossibili: un vecchietto con la barba fatta di graffette e un cappello a forma di libro aperto.
«Benvenute, giovani avventuriere!» disse il re con voce squillante. «Per tornare a casa, dovrete risolvere il mio enigma più assurdo!»
Le ragazze si sedettero davanti a lui, pronte a tutto.
«Ecco l'enigma: se avete cinque mele e ne mangiate tre, quante ne avete?»
Marta rispose subito: «Due!»
Il re scosse la testa. «Sbagliato!»
Giulia ci pensò su, poi disse: «Abbiamo tre mele nello stomaco e due in mano!»
Il re rise così forte che gli caddero le graffette dalla barba. «Bravissima! La risposta più assurda è anche la più vera! Avete vinto!»
Un lampo di luce avvolse le ragazze e, in un attimo, si ritrovarono di nuovo nella stanza di Giulia, con i compiti ancora davanti.
Capitolo 7: Ritorno alla realtà… o quasi
«Ma… era tutto un sogno?» chiese Marta, guardandosi intorno.
«Non lo so… ma guarda!» disse Giulia, indicando la matita magica che ora si trovava sul banco.
Sul quaderno, invece, c'era scritto a grandi lettere: «Bravissime! Avete risolto i compiti più strani del mondo!»
Le due ragazze si guardarono e scoppiarono a ridere. Forse nessuno avrebbe mai creduto alla loro storia, ma loro sapevano che, con un po' di fantasia, anche i compiti più impossibili potevano diventare un'avventura indimenticabile.
«La prossima volta… facciamo finta di avere un tema di storia? Magari ci ritroviamo nel Medioevo!» disse Marta, facendo l'occhiolino.
Giulia rise ancora più forte. «Basta che non finiamo in un castello pieno di compiti in latino!»
La mamma di Giulia bussò alla porta: «Ragazze, tutto a posto?»
«Tutto perfetto!» risposero in coro, mentre chiudevano il quaderno e si preparavano a sognare altre avventure, magari ancora più assurde.
E, chissà, forse la notte avrebbe portato davvero nuovi viaggi straordinari… ma intanto, era tempo di ridere ancora un po' e poi… dormire felici.