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Storia stravagante e assurda 3/4 anni Lettura 5 min.

Il villaggio sotto la campana di vetro

Lupoletto scopre un villaggio nascosto sotto una campana di vetro dove tutto sussurra; leggendo il muro chiacchierone e facendo nuove amicizie, scopre piccole magie e tanta dolcezza.

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Un piccolo lupo (protagonista) dal pelo morbido come pane, coda a nuvola, occhi tondi e vivaci, accucciato a leggere parole dipinte su un muro colorato mentre tende una zampa per prendere un coriandolo che cade, una piccola topolina col cappello a cono, pelliccia grigia e sorriso timido, sussurra appoggiata a una pietra a sinistra, inclinata verso il muro per ascoltare, una tartaruga con occhiali tondi e guscio decorato di stelline dormicchia a destra vicino al suolo con le zampe raccolte, il muro della piazza è una grande facciata di mattoni pastello con lettere dipinte, occhi di piastrelle brillanti e una bocca di tegole sorridente da cui alcune piastrelle saltellano come popcorn, il villaggio è sotto una grande campana di vetro trasparente con case tonde e colorate, alberi a spazzola, una fontana che soffia bolle e selciato dipinto con motivi allegri, una pioggia lenta di coriandoli cade sotto la campana mentre tutti leggono tranquillamente le frasi del muro in un’atmosfera calma, tenera e giocosa come una lenta danza. segnalare un problema con questa immagine

Parte 1: Il Villaggio Sotto la Campana

C'era una volta un piccolo lupo di nome Lupoletto. Lupoletto aveva il pelo morbido come il pane e una coda che sembrava una nuvola. Un giorno, mentre passeggiava saltellando, Lupoletto inciampò in una radice. “Ops!” disse, e rotolò giù giù giù, fino a fermarsi davanti a una strana campana di vetro.

La campana era grande, lucida, e copriva tutto un villaggio. Dentro si vedevano case colorate, alberi che sembravano spazzole, e una fontana che sputava bolle invece dell'acqua. Lupoletto era curioso come un gatto (anche se era un lupo) e così bussò piano sul vetro: “Toc toc!”

La campana fece “Dling!” e, come per magia, si aprì una porticina rotonda. Lupoletto entrò e la porticina si richiuse con un “Pop!” dietro di lui.

Dentro il villaggio tutti parlavano piano piano, come se stessero raccontando un segreto. Il panettiere sussurrava: “Pane fresco, pane fresco…” Il gelataio sussurrava: “Gelato alla mela, gelato alla vaniglia…” Anche il muro della piazza sembrava sussurrare, con le sue mattonelle che brillavano: “Psst, psst…”

Lupoletto si guardò intorno stupito. “Che strano villaggio!” pensò. “Qui tutti parlano piano e nessuno corre. Perfetto per leggere in pace!”

Parte 2: Il Muro Chiacchierone

Lupoletto trovò un angolino tranquillo vicino al muro della piazza. Il muro era grande e aveva tante scritte colorate: lettere, parole e disegni buffi, come una rana con il cappello o una banana che rideva.

Lupoletto si avvicinò e cominciò a leggere il muro a voce bassa. “La rana canta. La banana balla. Il gatto salta sulla sedia.” Ogni volta che leggeva una frase, il muro faceva le boccacce: una volta tirava fuori la lingua, un'altra faceva il solletico a Lupoletto con una mattonella che si muoveva.

“Ah ah ah!” rise Lupoletto. “Questo muro è proprio buffo!”

Il muro rispose con una vocina: “Se leggi piano, io faccio il clown!”

Lupoletto lesse ancora più piano, come una piuma che cade. E il muro, per ringraziarlo, fece una capriola. Tutte le lettere saltarono su e giù, come se fossero pop-corn. “Pop pop pop!”

Passò un topolino con un cappello a punta. “Ciao Lupoletto!” sussurrò. “Anche tu leggi il muro?”

“Sì,” rispose Lupoletto piano piano, “ma lui mi fa ridere troppo!”

Il topolino rise sottovoce: “Qui tutti leggiamo il muro. Ma solo chi legge piano vede le sue sorprese.”

Allora arrivò la tartaruga con gli occhiali. “Posso ascoltare anch'io?” chiese, e si sedette vicina vicina. Tutti insieme, lessero il muro a voce bassa. Ogni frase nuova era una sorpresa: un pesciolino che faceva le bolle, una stella che faceva le fusa, una nuvola che faceva il girotondo.

“Pop pop pop!” facevano le mattonelle. Lupoletto rideva, il topolino rideva, la tartaruga rideva, e il muro rideva con loro.

Parte 3: La Sorpresa della Campana

D'improvviso, la campana di vetro fece “Dling!” e scese una pioggia di coriandoli colorati. Tutto il villaggio si fermò e guardò il cielo sotto la campana. I coriandoli danzavano come farfalle e cadevano sulle teste di tutti.

Lupoletto allungò una zampetta e prese un coriandolo. “Sembra un pezzetto di luna!” sussurrò.

Il muro fece una faccia buffa e disse piano: “Chi legge piano trova la magia. Chi ride piano trova la gioia.”

Tutti insieme, sotto la pioggia di coriandoli, iniziarono a ballare. Non una danza veloce, ma una danza lenta e buffa, come gatti che camminano sulle zampette di lana.

Il sole dietro la campana diventava sempre più morbido, come un cuscino caldo. Lupoletto si sentì felice, calmo e un po' assonnato. “Qui sotto la campana si sta proprio bene,” pensò.

Il topolino sbadigliò. “Io ho sonno,” disse piano.

Anche la tartaruga chiuse gli occhi. “Buona notte, amici,” sussurrò.

Lupoletto si sdraiò vicino al muro chiacchierone. Il muro gli fece una carezza con una mattonella morbida e disse: “Shhh… ora tutti a riposare.”

E così, sotto la campana, con il muro che raccontava storie dolci e i coriandoli che cadevano piano, Lupoletto si addormentò. Sognava rane che ballavano, banane che ridevano e amici che leggevano piano piano, senza mai smettere di sorridere.

Fuori dalla campana, tutto era silenzioso. Ma dentro, il villaggio rideva piano, felice e sereno, come una ninna nanna che non finisce mai.

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Campana di vetro
Una grande cosa di vetro che copre e protegge il villaggio come un casco.
Villaggio
Un piccolo gruppo di case dove vivono persone e animali amici.
Radice
La parte sotto terra di una pianta che tiene ferma la pianta.
Panettiere
La persona che prepara il pane caldo e profumato per tutti.
Gelataio
La persona che fa e vende il gelato, freddo e dolce.
Fontana
Una costruzione con acqua che zampilla o fa bolle in mezzo alla piazza.
Coriandoli
Piccoli pezzi di carta colorata che cadono e fanno festa.
Capriola
Un salto girando il corpo, come una rotola veloce e divertente.
Mattonella
Un piccolo pezzo duro che copre il pavimento o il muro.
Assonnato
Quando si è molto tranquilli e si sente voglia di dormire.
Carezza
Un tocco dolce e gentile con la mano per far sentire bene.
Solletico
Una sensazione che fa ridere quando qualcuno ti tocca piano.
Sussurrava
Parlare molto piano, quasi come un segreto detto all'orecchio.
Zampetta
Una piccola zampa, come la mano di un animale piccino.
Sbadigliò
Aprire la bocca grande perché si è stanchi o si ha sonno.

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