Parte 1
Oggi Lilla, Nena e Pina hanno quasi quattro anni: manca pochissimo e loro lo dicono sempre. “Quasi quattro!” ripete Lilla, alzando quattro dita… ma una si piega e fa ridere tutte.
Camminano nel parco con passi piccoli e veloci. A un tratto vedono un pontile di legno, proprio vicino allo stagno. Non è un pontile normale: è un pontile di lanterne. Tante lanterne rotonde, colorate, appese come mele allegre. Rosse, gialle, verdi, blu. Alcune fanno “pof”, come se sospirassero.
“È un pontile… luminoso!” dice Nena.
“È un pontile… goloso!” dice Pina, perché le lanterne le sembrano caramelle giganti.
Le lanterne ridacchiano con una lucina che fa “hi hi”. Una lanterna azzurra si abbassa un pochino, come per fare un inchino. Dentro, c'è un cartellino scritto in grande: ASCOLTO DI GOCCE, OGGI.
“Si ascoltano le gocce?” chiede Lilla, spalancando gli occhi.
“Certo,” risponde una lanterna rossa con voce gentile. “Ma bisogna prepararsi per bene. Le gocce sono timide.”
Le tre bambine si danno la mano. Il legno del pontile fa “toc toc toc” sotto i piedini, come un tamburo piccolo piccolo.
Alla fine del pontile c'è una panchina morbida, fatta di corde intrecciate. Sopra, un cuscino a forma di nuvola. E accanto, un grande imbuto di foglia che punta verso l'alto.
“Quello cattura la goccia?” domanda Pina.
“Quello ascolta la goccia,” corregge Nena, seria come una maestra di quattro anni quasi.
La lanterna verde dice: “Prima regola: sedersi come gattini.”
Le tre si siedono. “Miao,” fa Lilla. “Miao,” fa Nena. “Miao,” fa Pina, e poi scoppia a ridere perché il suo “miao” sembra un “piao”.
La lanterna gialla aggiunge: “Seconda regola: orecchie aperte come ombrelli!”
Le tre aprono le orecchie con le mani, come se fossero grandi e buffe.
Parte 2
Sul pontile di lanterne tutto diventa un gioco calmo. Le luci dondolano piano, piano, come se cantassero senza parole. Lo stagno fa “plin” ogni tanto, salutando.
“E la goccia dov'è?” sussurra Lilla.
“Sta arrivando,” dice la lanterna azzurra. “Ma vuole un pubblico educato.”
Pina prova a fare la voce da signora: “Signora Goccia, prego, entri pure.”
Le lanterne fanno “hi hi hi” e la luce si accende e si spegne, accende e si spegne, come occhi che ridono.
Nena mette un dito sulle labbra. “Shhh. Ascoltiamo davvero.”
Lilla annuisce forte, così forte che quasi cade dal cuscino. “Io ascolto fortissimo!”
“Ma l'ascolto non si spinge,” dice Pina. “Si… morbida.”
“Si ascolta morbido,” ripete Nena, soddisfatta.
Dall'alto, sopra l'imbuto di foglia, c'è una foglia grande con una goccia appesa. La goccia brilla come una perlina. Non cade ancora. Sembra fare capricci.
La lanterna rossa parla piano: “La goccia cade solo se sente una frase gentile.”
Le tre ci pensano. Poi dicono insieme, piano piano: “Ciao goccia, sei piccola ma importante.”
La goccia fa un tremolino, come un nasino che ride.
Pina aggiunge: “Quando cadi, fai un bel suono. Un suono… di panna!”
“Di panna?” ripete Lilla, confusa e divertita.
“Sì, perché è soffice,” spiega Pina, convinta.
Nena dice: “E anche un suono di campanellino minuscolo.”
Le lanterne ondeggiano. Il pontile resta fermo e sicuro. Niente fretta. Le bambine respirano lente, come se gonfiassero un palloncino invisibile.
E allora… PLIN.
La goccia cade nell'imbuto di foglia, scivola giù e fa un “plin” perfetto nello stagno. Non troppo forte, non troppo piano. Proprio giusto.
Lilla sussurra: “È caduta!”
Pina sussurra: “Ha fatto panna!”
Nena sussurra: “Ha fatto campanellino.”
Le lanterne applaudono senza mani: “flaf flaf” con la luce. La lanterna azzurra dice: “Brave. Avete ascoltato morbido.”
Parte 3
Le tre bambine restano sedute ancora un po'. Lo stagno fa piccoli cerchi, uno, due, tre, come se disegnasse torte rotonde.
“Un'altra goccia?” chiede Lilla, con voce già più lenta.
“Domani,” risponde la lanterna verde. “Le gocce non amano correre. Amano riposare.”
Pina sbadiglia senza volerlo. “Io sono una goccia,” mormora, “una goccia di sonno.”
Nena appoggia la testa sul cuscino nuvola. “Io ascolto ancora, ma con gli occhi chiusi.”
Lilla stringe la mano alle altre due. “Quasi quattro… e quasi calmissime.”
Le lanterne abbassano la luce, come una coperta luminosa. Il pontile fa “toc… toc…” sempre più piano, come un cuore tranquillo. Le bambine sorridono, calde e contente, mentre il parco resta dolce, e il mondo sembra dire: “Plin… va tutto bene.”