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Storia divertente sui compagni 7/8 anni Lettura 10 min.

Il tiroir della felicità e il picnic delle risate

Quattro amici vivono un picnic pieno di invenzioni buffe, giochi e risate, imparando che la diversità e l'amicizia rendono ogni cosa più bella.

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Un ragazzo di 8 anni, Tommaso, sorridente e pieno d'entusiasmo, capelli castani spettinati, maglietta gialla macchiata di marmellata, lancia un "cucchiaiottero" di legno con ali di carta colorata sopra una grande tovaglia a pois; una bambina di 7 anni, Lisa, gioiosa con trecce rosse e vestito azzurro, seduta a sinistra con le mani davanti alla bocca guarda la traiettoria; un ragazzo di 8 anni, Davide, sorpreso e divertito, ginocchia sporche, maglietta verde, a destra riceve una fetta di torta sul ginocchio e ride guardando in su; una bambina di 8 anni, Viola, maliziosa con capelli neri e gilet viola, sta dietro a Davide applaudendo con una scatolina di oggetti colorati accanto; luogo: giardino pubblico in pieno pomeriggio su erba con margherite e una grande tovaglia rosso-bianca; situazione: picnic soleggiato e allegro, il cucchiaiottero porta una fetta di torta che atterra comicamente sul ginocchio di Davide, briciole, risate, ali di carta in movimento e piccole macchie di marmellata. segnalare un problema con questa immagine

Capitolo 1 – Il misterioso picnic delle risate

Tommaso aveva sette anni, capelli spettinati e idee sempre un po' fuori dal comune. Gli piaceva inventare nomi buffi per tutto: la sua bicicletta la chiamava “Fulminico” e il suo zaino era “Sacco dei Segreti”. Ma soprattutto, Tommaso aveva una regola tutta sua: “Nel mio giardino pubblico, niente prese in giro! Qui si gioca, si ride, ma non ci si prende mai in giro.”

Quella mattina, il sole infilava le dita tra le foglie e il giardino pubblico era perfetto per un'avventura. Tommaso aveva chiamato a raccolta i suoi amici: Lisa, che rideva sempre così forte che le coccinelle le si posavano sui capelli; Davide, che camminava solo a zig-zag perché «le linee dritte sono noiose»; e Viola, che portava sempre con sé una scatola misteriosa piena di fischietti, elastici, bottoni e gomme da cancellare rosa.

“Allora, che si fa oggi?” chiese Lisa, saltellando.

“Ho portato la tovaglia gigante e… indovinate?” disse Tommaso, sventolando un enorme pacchetto.

“Un picnic!” urlò Davide, ma inciampò su un sasso e cadde in una nuvoletta di terra. Tutti risero, compreso lui.

Viola tirò fuori dalla sua scatola un fazzoletto a pois. “Per la polvere sul naso!” gli disse, e Davide la ringraziò con un inchino buffo.

Mentre sistemavano la tovaglia, ogni amico portava qualcosa di speciale. Lisa una bottiglia d'acqua ghiacciata e due arance giganti, Davide un sacchetto di crackers a forma di dinosauro, Viola una strana torta “a sorpresa”. Tommaso, però, aveva una nuova invenzione: il “cucchiaiottero”, un cucchiaio con le ali di carta.

“Questo serve per mangiare tutto più veloce!” spiegò Tommaso, tenendo il cucchiaiottero sopra la testa come una bandiera.

“Ma non vola davvero!” rise Lisa.

“E allora? Forse oggi ci riuscirà!” rispose lui con un sorrisone.

Si sedettero tutti a cerchio, attorno al picnic misterioso, pronti per una giornata tutta da ridere.

Capitolo 2 – Il cucchiaiottero in volo (o quasi)

“Attenzione, signore e signori!” gridò Tommaso. “Sta per partire il primo volo del cucchiaiottero!”

“Pronti ai posti di decollo!” disse Davide, che si mise in posizione come uno steward, imitando la voce della mamma quando spiegava le regole in macchina.

“Rotta verso la torta a sorpresa!” urlò Lisa, saltando su e battendo le mani.

Viola rise e sussurrò: “Questa torta non l'ho mai fatta prima. Potrebbe essere magica… o solo strana!”

Tommaso caricò il cucchiaiottero con un pezzetto di torta e, con molta concentrazione, provò a farlo volare dall'altra parte della tovaglia, dove Lisa lo aspettava a bocca aperta. Ma il cucchiaiottero partì, volò – per modo di dire – e atterrò direttamente… sul ginocchio di Davide.

“Ahiaaa… Che atterraggio morbido!” esclamò Davide, mentre la torta gli scivolava sulla gamba.

Tutti scoppiarono a ridere, e Lisa disse: “Provo io!”

Il cucchiaiottero fece altri tre voli: uno finì nei capelli di Viola, uno nel bicchiere d'acqua e uno – udite udite – atterrò perfettamente sulla mano di Tommaso. L'esultanza fu generale. Nessuno si lamentò, nemmeno quando la torta li sporcava un po'.

“Questa torta a sorpresa… sa di banana?” chiese Lisa, mentre si leccava le dita.

“Forse sì, forse no! Ho messo anche un po' di marmellata di fragole e… piselli!” disse Viola, scoppiando a ridere.

“Piselli?” urlarono tutti insieme. Poi assaggiarono, e si guardarono negli occhi: non era mica male!

“Vedi che a volte le cose strane funzionano?” disse Tommaso, e tutti applaudirono.

Capitolo 3 – Il torneo delle ombre pazze

Dopo il picnic e cento risate, Tommaso tirò fuori un altro oggetto misterioso: una corda lunga e colorata. “Si fa la gara delle ombre pazze!” annunciò.

“Come si gioca?” chiese Davide.

“Si forma una lunga fila, si tiene la corda con una mano e si cammina… ma ognuno deve imitare un animale e proiettare la sua ombra sulla sabbia!” spiegò Tommaso.

“E chi giudica chi è il più bravo?” chiese Lisa.

“Nessuno! Qui si ride e basta!” rispose Viola, saltellando come un canguro.

Così cominciarono. Tommaso scelse di essere una scimmia saltellante, Lisa una giraffa che cercava di toccare il cielo, Davide una rana saltellante che però finiva sempre a gambe all'aria, e Viola… un riccio che faceva la ruota!

Le ombre sulla sabbia si muovevano tutte storte: la giraffa di Lisa aveva il collo cortissimo, la rana di Davide sembrava una macchia tonda, il riccio di Viola somigliava più a un palloncino.

Tommaso gridò: “Guarda la mia scimmia!” e fece una capriola, ma la sua ombra sembrava più una banana volante. Tutti ridevano così tanto che una signora sullo sfondo esclamò: “Che bella squadra di amici!”

“Facciamo il rewind!” propose Davide. Così tornarono indietro con dei passi lunghi e lenti, imitavano un film al contrario.

“Aspetta, ora in slow motion!” urlò Lisa, e tutti muovevano le braccia e le gambe come se fossero nell'acqua.

Alla fine erano rossi in viso e con le lacrime agli occhi per le risate.

“Chi ha vinto?” domandò Viola.

“Ha vinto il fair-play!” gridò insieme tutta la compagnia.

Capitolo 4 – La grande gara delle bolle

Mentre si riprendevano dal torneo delle ombre pazze, Lisa tirò fuori dalla tasca un flacone di bolle di sapone gigante.

“Ne facciamo una gara?” propose.

“Chi fa la bolla più grande?” rispose Davide, già pronto a soffiare.

“E chi fa la bolla più resistente?” aggiunse Tommaso.

“E chi la più alta!” concluse Viola.

Si misero in fila, ognuno con il proprio cerchio di plastica. Lisa soffiò e una bolla enorme volò dritta verso il cielo. Davide cercò di fare una bolla lunga lunga, ma metà del sapone gli finì sul naso. Viola provò a creare due bolle gemelle che si unirono in una danzatrice trasparente.

Quando fu il turno di Tommaso, si avvicinò con cautela e fece un soffio lunghissimo. Una bolla gigantesca cominciò a salire, a salire, si rifletteva dentro tutto il giardino: le panchine, gli alberi e i capelli rossi di Lisa. Ma proprio quando tutti iniziarono a battere le mani, la bolla si posò dolcemente sulla testa di Davide e… PAF! Si ruppe con uno schizzo d'acqua profumatissima.

Davide si fece serio, ma poi scoppiò a ridere così forte che perse l'equilibrio e quasi finì seduto nella cesta delle merende.

“Nessuno si è preso in giro, vero?” chiese Tommaso.

“Neanche per sogno! Qui si ride solo insieme,” gli rispose Lisa.

Alla fine, decisero che la bolla più bella era quella che aveva fatto ridere di più, e che la più resistente era quella che era arrivata fino alla testa di Davide.

Capitolo 5 – La scatola dei segreti e il tiroir della felicità

Quando il sole cominciò a fare il solletico alla punta degli alberi, Viola tirò fuori la sua scatola misteriosa.

“C'è una cosa che dobbiamo fare prima di tornare a casa…” disse. Aprì la scatola e ne uscì un piccolo cassetto colorato, un vero e proprio tiroir.

“Cos'è?” domandò Tommaso, curioso come sempre.

“Un tiroir della felicità! Ognuno mette dentro un ricordo di oggi, per le giornate in cui si ha bisogno di qualche risata in più,” spiegò sorridendo.

Lisa prese una briciola della torta a sorpresa e la lasciò cadere nel tiroir. “Per non dimenticare mai che anche le cose strane possono essere buonissime!”

Davide infilò dentro un pezzetto di corda colorata. “Per ricordare la prima rana che ha fatto una capriola all'indietro!”

Viola mise dentro un pezzetto della sua gomma rosa. “Perché anche se sbagli, puoi sempre ricominciare!”

Tommaso pensò, pensò, poi mise dentro una piuma raccolta nel prato. “Perché con gli amici, la giornata vola sempre!”

Chiusero il cassetto insieme, uno sopra l'altro, e Tommaso disse: “Questa giornata la teniamo qui dentro. E la prossima volta… ancora più risate!”

Si abbracciarono tutti stretti, con gli occhi pieni di allegria e le tasche zeppe di piccoli tesori. Nessuno si era mai preso in giro, neppure per un secondo, perché tra loro il fair-play era la regola d'oro. E mentre il giardino si colorava di arancio, i quattro amici si salutarono con una promessa: “Domani, ancora insieme!”

Il tiroir della felicità rimase chiuso, ma tutti sapevano che bastava tornare lì, nel loro giardino pubblico, per riaprirlo con un sorriso.

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Misterioso
Che nasconde qualcosa e non è subito facile da capire.
Spettinati
Capelli arruffati, non pettinati in modo ordinato.
Prese in giro
Prendere qualcuno in modo burlesco o deriderlo, spesso per gioco.
Cucchiaiottero
Nome curioso per un cucchiaio con ali di carta, oggetto inventato.
Atterrò
È caduto o si è posato a terra dopo un volo o un salto.
Esultanza
Grande gioia mostrata con urla, applausi o gesti felici.
Slow motion
Azione fatta molto lentamente, come al rallentatore.
Tiroir
Piccolo cassetto dove mettere oggetti o ricordi.
Fair-play
Comportarsi in modo giusto e rispettoso durante i giochi.

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