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Conte africano 7/8 anni Lettura 9 min.

Il sogno di Samba e l’albero della memoria

Samba, con l’aiuto degli animali del villaggio, cerca di salvare il grande baobab sacro ascoltando le sue storie e proteggendone le radici; la loro unione mostra come coraggio e solidarietà possano portare speranza.

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Un uomo adulto, Samba, sereno e determinato, volto rotondo, pelle bruna, capelli corti neri, veste una tunica ocra e una collana di semi di baobab; seduto con le palme sulle ginocchia guarda un grande baobab antico dalle radici nodose e corteccia grigio-bruna; una piccola scimmia rossiccia vivace è sulla sua spalla destra facendo una piroetta; una bambina di circa 7 anni con capelli intrecciati e semplice vestito blu è inginocchiata a sinistra tenendo una conchiglia bianca; un ragazzo di circa 9 anni in pantaloncini marroni e camicia leggera sta a destra offrendo una piuma brillante e lo guarda ammirato; terreno di polvere rosso scuro, poche pietre e piccole offerte alla base; crepuscolo con cielo arancione e viola, luce calda radente, atmosfera solenne e speranzosa; stile acquerello morbido con lavaggi trasparenti, pigmenti caldi, spruzzi controllati per polvere e cielo, contorni leggermente abbozzati, composizione centrata su Samba e il baobab. segnalare un problema con questa immagine

Capitolo 1 – Il Cammino della Polvere Rossa

Sotto il grande sole africano, dove il cielo abbraccia la terra e la terra profuma di polvere e di vento, si snodava un sentiero color della ruggine. Su quel sentiero camminava Samba, un uomo con gli occhi pieni di sogni e il sorriso che si allargava come il fiume durante la stagione delle piogge. Samba portava al collo una collana di semi di baobab, dono della sua nonna, e dentro il cuore custodiva un desiderio: proteggere l'albero sacro del villaggio, l'albero che ascoltava le storie del vento e custodiva i segreti degli antenati.

Ogni mattina, quando la luce era morbida come il latte di cocco, Samba si incamminava lungo quel sentiero di polvere rossa, dove le impronte si mescolano alle impronte degli altri e il canto degli uccelli si intreccia con il battere dei tamburi lontani. “Samba, dove vai?” chiedevano i bambini che correvano scalzi tra le capanne. E lui rispondeva, scuotendo le spalle come un giovane leone: “Vado a parlare con il grande albero, lui sa ascoltare anche i pensieri più silenziosi”.

Il cammino era pieno di suoni, pieni di profumi. C'erano le risate del fiume, la danza delle lucertole sui sassi caldi, le piume leggere che cadevano dagli aironi in volo. Samba avanzava con passi lunghi e lenti, cantando a bassa voce le vecchie canzoni che raccontano del sole che non si stanca mai di sorgere, dei semi che non si arrendono mai, anche quando la terra sembra dura come la schiena di un elefante. Ogni tanto, Samba si fermava e raccoglieva una manciata di polvere, la lasciava scivolare tra le dita: “Un giorno crescerà qualcosa anche qui”, sussurrava.

Quel giorno, però, il vento portava con sé una voce diversa, una voce che sembrava venire dal cuore stesso della terra. Samba ascoltò, con le orecchie attente come un cucciolo di antilope. Era la voce dell'albero sacro: “Samba, oggi ho bisogno del tuo coraggio”.

Capitolo 2 – L'Albero che Sussurra

Quando Samba arrivò vicino all'albero sacro, il baobab sembrava ancora più grande, le sue radici nodose affondavano nella terra come gambe di gigante e i suoi rami si allungavano verso il cielo come dita in cerca di stelle. Il tronco era spesso e antico, pieno di cicatrici e di storie. Intorno, la terra era asciutta, e qualche foglia pendeva stanca come una vecchia coperta.

“Albero mio, cosa ti succede?” chiese Samba, appoggiando la fronte contro la corteccia ruvida. L'albero frusciò piano, come se volesse raccontare un segreto. “La stagione della pioggia tarda, il mio cuore ha sete. Ma soprattutto, ho paura di dimenticare le storie che custodisco. Se cadrò, anche le memorie del villaggio si perderanno come acqua tra le dita”.

Samba guardò le radici che si avvolgevano intorno alle pietre e pensò alle parole del vecchio griot: “Un albero è memoria, i suoi rami sono le braccia del tempo”. Il suo cuore si strinse, ma non si arrese. Raccolse un bastone dal suolo e cominciò a tracciare dei cerchi intorno all'albero, mormorando parole antiche. “Non temere, grande amico. Io troverò il modo di proteggerti, anche se dovrò camminare fino alla fine del mondo”.

In quel momento, una scimmietta curiosa saltò giù da un ramo, atterrando vicino a Samba. “Non ti sembra un compito troppo grande per un solo uomo?” rise la scimmietta, mostrando i denti bianchi come i chicchi di miglio. Samba rise a sua volta, il suo sorriso era un tamburo che diceva: “Anche una sola goccia può far fiorire la terra”.

La scimmietta, allora, saltò sulle sue spalle: “Allora io ti aiuterò! E anche il vento, e anche il sole! Sai, quando qualcuno ha un sogno grande, tutto l'universo si piega per dargli una mano”.

Capitolo 3 – Il Consiglio degli Animali

Samba, con la scimmietta sulle spalle, si sedette sotto l'ombra del baobab. Chiamò a raccolta gli animali del bosco, battendo le mani come si batte il tamburo prima di una festa. Dal folto arrivarono la gazzella dalle zampe leggere, il vecchio porcospino con gli occhi saggi, e persino la piccola tartaruga, che avanzava lentamente ma con fermezza.

“La nostra casa è in pericolo!” esclamò Samba, e la sua voce era una goccia che cade sul lago, facendo onde intorno a sé. “Dobbiamo proteggere l'albero che ci dà rifugio, ombra e racconti”.

La gazzella saltò in cerchio: “Io posso correre fino al villaggio e chiedere acqua fresca per le radici!”. Il porcospino annunciò: “Le mie spine terranno lontani gli animali che vogliono rosicchiare la corteccia”. La tartaruga, con la sua voce lenta, aggiunse: “Io custodirò le storie, camminerò ogni giorno intorno all'albero e racconterò a tutti la sua importanza”.

Samba sorrise, il suo cuore era leggero come una piuma portata dal vento. “Insieme possiamo fare miracoli. Nessun compito è impossibile quando c'è il coraggio e l'amicizia”.

Così, giorno dopo giorno, ognuno svolse il suo compito. Samba portava acqua con una zucca scavata, la gazzella correva veloce avanti e indietro, il porcospino faceva la guardia di notte, la tartaruga raccontava storie agli uccellini. Il baobab, piano piano, tornò a sollevare i suoi rami verso il cielo, come un vecchio che si sveglia da un lungo sogno.

Capitolo 4 – Il Sogno sotto la Luna

Un pomeriggio, mentre il sole si nascondeva dietro le colline e il cielo si colorava di turchese e arancio, Samba si sdraiò sotto l'albero sacro. La scimmietta gli sussurrò all'orecchio: “Pensi che sia abbastanza? Che il tuo sogno sia salvo ora?”.

Samba guardò il baobab, che adesso aveva nuove foglie verdi, lucide come smeraldi freschi. “Ho imparato che quando si sogna insieme, i sogni diventano forti come le radici di questo albero. E che anche quando il compito sembra troppo grande, basta non arrendersi mai”.

La scimmietta fece una capriola e rise: “Il vento e la polvere raccontano già la tua storia, Samba. La storia di chi non si è fermato davanti alle difficoltà”.

Dal villaggio cominciavano ad arrivare i bambini, portando piccole offerte: una conchiglia, una piuma, una pietra lucida. Ognuno lasciava qualcosa ai piedi dell'albero, perché tutti sentivano che quel grande baobab era casa, memoria e speranza.

La notte scese dolcemente, come un velo di seta, e la luna sbucò tra le nuvole, tonda e silenziosa come una tamburo suonato piano. Samba guardò la luna e sorrise: “Vedi, cara Luna, anche tu vegli su di noi. Ogni notte torni, anche quando non ti vediamo. Così è il coraggio: non scompare mai, anche quando sembra nascosto”.

Capitolo 5 – La Promessa della Luna

Quando la luna fu alta, bianca come il latte appena munto, Samba si sedette con i bambini sotto l'albero sacro. Raccontò loro la storia del baobab, delle sue radici profonde, del vento che porta via i pensieri tristi, della polvere che si trasforma in fiori. I bambini ascoltavano con occhi grandi, e la scimmietta saltava di ramo in ramo, imitando la voce di Samba e facendo ridere tutti.

“Ricordate, piccoli miei,” disse Samba, “la forza non sta nei muscoli, ma nel non smettere mai di credere nei propri sogni. Anche quando il vento soffia forte e la terra è secca, se ci aiutiamo a vicenda, nessun sogno si perde”.

Le stelle comparvero una a una, come perle sparse dalla mano di un gigante. Il baobab frusciava piano, sussurrando storie antiche, e la polvere del sentiero danzava alla luce della luna. Tutti, grandi e piccoli, sentirono che quella notte il villaggio era avvolto da una pace dolce, come la carezza di una madre.

Prima di addormentarsi, Samba lanciò uno sguardo alla luna e le fece l'occhiolino. La luna, saggia e luminosa, sembrava sorridere a sua volta. E così, sul cammino di polvere rossa, tra sogni, risate e racconti, la storia dell'albero sacro continuò a vivere, notte dopo notte, sotto il manto argentato della luna africana.

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Ruggine
Una sostanza arancione-bruna che si forma sul metallo quando si bagna e si ossida.
Baobab
Un grande albero africano con tronco spesso e rami robusti, molto vecchio e importante.
Antenati
Persone della famiglia vissute molto prima, come i nonni e i bisnonni del villaggio.
Griot
Una persona che racconta storie e canti antichi per ricordare la storia del popolo.
Corteccia
La parte esterna e ruvida del tronco di un albero, che lo protegge.
Radici
Le parti dell'albero che stanno sotto terra e bevono acqua dalla terra.
Cicatrici
Segni sul tronco o sulla pelle che restano dopo una ferita guarita.
Rifugio
Un luogo sicuro dove andare quando si ha bisogno di protezione o riposo.
Offerte
Cose che si lasciano vicino a un albero o un posto sacro per rispetto.
Conchiglia
Il guscio duro e spesso di alcuni animali marini, spesso trovato sulla spiaggia.

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