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Storia di extraterrestre 9/10 anni Lettura 8 min.

Il primo volo di carta

Kiku, una lumafolia, incontra Bobo, un curioso essere di peluria, e insieme scoprono la magia del volo realizzando aerei di carta e affrontando una nebbia misteriosa che minaccia il loro vascello. La loro amicizia fiorisce mentre imparano a collaborare e a condividere le proprie esperienze.

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Kiku, una lumafolia dai petali scintillanti e traslucidi, sorride con occhi pieni di curiosità. Si trova in piedi su un terreno verdeggiante, circondata da fiori vivaci, mentre tiene un piccolo aereo di carta che ha appena lanciato in aria. Bobo, un extraterrestre rotondo e peloso di colore smeraldo, osserva con meraviglia, i suoi grandi occhi brillanti di gioia. È seduto sull'erba, accanto a Kiku, con le mani appoggiate sulle ginocchia, pronto ad applaudire il volo dell'aereo. Il luogo è un vasto campo umido, punteggiato da piccole pozzanghere che riflettono il cielo blu e le nuvole soffici. I fiori colorati danzano dolcemente sotto la leggera brezza, creando un'atmosfera magica e gioiosa. La scena principale mostra Kiku che lancia il suo aereo di carta, mentre Bobo la incoraggia con un sorriso felice, entrambi immersi in un momento di scoperta e amicizia sotto un cielo luminoso. segnalare un problema con questa immagine

Primo volo nella luce

Kiku sorrideva sempre. Non aveva bisogno di denti per sorridere: il suo viso era un disco di luce morbida che tremolava come una lanterna. Era una lumafolia, un essere fatto di petali soprannaturali e piccoli riflessi d'argento. Viveva a bordo di un vascello che fluttuava come una rosa nello spazio, con pareti di vetro che guardavano pianeti lontani come specchi.

Quella mattina, il vascello stava planando sopra un pianeta dalle praterie umide. Kiku guardò giù e vide un mare di fili d'erba ricoperti di rugiada che brillavano come perle. "Che bel posto per provare qualcosa di nuovo", mormorò, e la sua voce suonò come il fruscio delle foglie.

Sul tavolo di legno, tra mappe stellari piegate e una piccola scatola di carta riciclata, Kiku prese un foglio. Non era carta comune: era una carta fatta di polvere di stella compressa, sottile e morbida. "Ti insegno a volare", disse Kiku al foglio, come se parlasse a un cucciolo. Le sue dita-petalo piegarono, lisciarono e piegarono ancora. I movimenti erano una danza, e il foglio rispose, assumendo la forma di un aeroplano semplice.

"Pronto?" chiese il foglio, in un sussurro che solo Kiku poteva sentire. Kiku annuì e lo lanciò verso la finestra aperta del ponte. L'aeroplano disegnò un arco leggero nell'aria e uscì nel cielo esterno, portato da una brezza che profumava di menta e prato bagnato. Kiku rise, una luce che saltellava. Il primo volo aveva il sapore della scoperta.

Incontro nel prato umido

Il vascello atterrò piano, come una foglia che posa sull'acqua. Kiku scese con il suo aeroplano di carta sotto il braccio. Il prato umido era pieno di piccoli laghetti, ninfee blu e fili d'erba che accarezzavano i suoi petali. Il suolo rispose sotto i suoi piedi con un lieve guizzo di acqua.

Mentre costruiva un altro aeroplano, Kiku udì un fruscio diverso: passi piccoli, ma non umani. Da dietro un cespuglio di fiori sonagli apparve un essere coperto di morbida peluria color smeraldo, con occhi grandi come pietre di luna. Era un altro extraterrestre, ma diverso: il corpo tondo, le mani a cucchiaio e un sorriso timido.

"Salve," disse Kiku, inclinando la testa-lanterna. "Ti va di vedere come si fa un aeroplano?"

L'altro esitò, poi rispose con una voce che suonava come il tintinnio di campanelli: "Non ho mai visto volare una cosa così leggera. Posso chiamarti... amico?"

"Chiamami Kiku," disse lei. "E tu?"

"Sul mio pianeta mi chiamano Bobo. Ma mi piace 'Boboil prato'."

Bobo si sedette vicino e guardò attentamente. Le sue dita pelose tremavano quando provò a piegare il foglio. "Le mie dita sono troppo rotonde," sussurrò.

"Allora usiamo le mie," propose Kiku. "Vedi? Piegare piano. Rughe piccole, come onde. Poi spingi il naso così." Kiku guidò la zampetta di Bobo. Ci fu un piccolo momento di confusione, un groviglio di carta, e poi un aeroplano che non volava bene ma rotolava come un seme.

Ridendo, Bobo disse: "È buffo e caldo. Mi piace."

Problema nella palude di luce

Il felice ronzio della scoperta fu interrotto dal suono metallico del vascello: un allarme gentile che ricordava il suono di una campana sommersa. Kiku tornò al ponte con Bobo. Davanti a loro, lo schermo mostrava che una corrente di nebbia elettro-luminescente stava avvicinandosi al prato, trasformando la rugiada in lucciole danzanti. La nebbia non era cattiva, ma poteva confondere gli strumenti del vascello.

"Dobbiamo spostare le antenne per non perdere il contatto con il mio villaggio," spiegò Kiku. "Ma le ruote del vascello si impunteranno nel fango se non troviamo un piano."

Bobo guardava il prato umido con preoccupazione. Poi disse: "Posso aiutare. Sul mio mondo, corriamo sulle radici senza affondare." E si mise a rotolare e a spingere, usando il suo corpo tondo come un aratro buffo.

Kiku pensò a come potevano usare gli aeroplani di carta. "Se facciamo tante piccole vele, potremmo distribuire il peso del vascello quando scendiamo!" propose. Bobo spalancò gli occhi. "Vele di carta? Siamo artisti di vento!" esclamò.

Lavorarono insieme: piegarono centinaia di piccoli aeroplanini, li legarono con fili di radice e foglie lucenti. Li attaccarono sotto il vascello, come zattere leggere. Il lavoro era rumoroso e allegro; cantavano una canzone senza parole fatta di fruscii e risate.

Quando il vascello scivolò di nuovo sul prato, le piccole vele diffusero il peso. Il fango non inghiottì il metallo. La nebbia arrivò, intrecciando la luce tra gli aeroplani come una sciarpa luminosa, ma il vascello resistette. Gli strumenti ronzavano contente. Kiku e Bobo guardarono il paesaggio che si allontanava, il cuore che batteva calmo.

"Vedi?" disse Kiku, asciugandosi una goccia di rugiada con un petalo. "Con un po' di carta e amici, il mondo sembra più semplice."

Nuova amicizia sotto le stelle

Quando tutto fu sistemato, il vascello si appoggiò su un dosso asciutto vicino a un ruscello che cantava. La nebbia si ritirò come un lenzuolo strappato e il prato ritrovò la sua calma. Kiku e Bobo si sdraiarono sull'erba bagnata, guardando le stelle che si riflettevano nelle pozze come occhi curiosi.

"Vorrei imparare a costruire aeroplani come te," disse Bobo. "E raccontare le storie di questo prato al mio villaggio."

"Ti insegnerò," rispose Kiku. "E tu mi insegnerai a rotolare meglio senza finire nella palude." Si scambiarono un sorriso che non aveva bisogno di parole.

Prima di dormire, costruirono un piccolo aereo da due: metà fatto con la carta stellata di Kiku, metà con il tessuto morbido degli abitanti di Bobo. Lo lanciarono insieme e lo videro planare lento sopra un campo di fiori che schiudevano petali come bocche che applaudivano. L'aereo rimase sospeso per un lungo attimo, come se il cielo volesse applaudire anch'esso.

Kiku prima di chiudere la sua luce disse: "Quando tornerò qui, porterò altri amici. Il prato sarà un posto di incontro."

Bobo rispose: "E io porterò il tè di foglie calde. Con carta e tè, possiamo farci compagnia anche nelle notti più appuntite."

Si addormentarono al suono del ruscello. Il vascello, ora sicuro, brillava come un guscio di lumaca tra l'erba. La rugiada baciava i loro capelli di luce e di peluria. Nel silenzio che seguì, il prato sembrò inspirare e trasformare ogni respiro in una promessa: l'inconosciuto può diventare dolce, e il volo più leggero quando lo condividi.

Al mattino, Kiku salutò Bobo con un ultimo piegamento di carta. "Arrivederci, amico," disse. "Il prossimo aeroplano sarà per te."

Bobo le diede una piccola scaglia lucente. "E questo per te," disse. "Per ricordare il primo volo che abbiamo fatto insieme."

Così partirono separati ma felici, con il cuore pieno di calma e la certezza che, quando ci si apre agli altri, anche un semplice pezzo di carta può trasformarsi in un ponte. E nel prato umido, i fiori continuarono a raccontare alle stelle la storia di due stranieri che impararono a far volare i sogni.

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Lumafolia
Un essere fantastico fatto di petali e luce.
Vascello
Una nave che può volare nello spazio.
Elettro-luminescente
Una nebbia che brilla con una luce elettrica.
Fruscio
Il suono leggero che fanno le foglie o la carta quando si muovono.
Piegare
Ripiegare qualcosa su se stesso in una forma diversa.
Radici
Le parte delle piante che cresce nel terreno e assorbe l'acqua.
Scaglia
Una piccola parte dura o lucente, come quelle di alcuni animali o pesci.

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