Inizio
Tommy il coniglietto viveva in un prato verde. Il prato era morbido e pieno di fiori. Tommy aveva tanti amici. C'era Lila la coccinella, Bruno il riccio e Sara la piccola anatra. Ogni mattina giocavano insieme. Ogni sera si salutavano con un abbraccio.
Un giorno erano tutti riuniti sotto un grande albero. Il sole era caldo e dolce. "Giochiamo al gioco dei tesori?" chiese Lila. Tutti dissero "Sì!" con voce allegra. Il gioco era semplice. Uno nascondeva un piccolo oggetto. Gli altri cercavano. Chi trovava restituiva l'oggetto e tutti applaudivano.
Tommy trovò un biscotto. "Lo porto domani," disse piano. Gli amici risero. Si misero a nascondere piccoli oggetti: una pietra lucente, un fiore giallo, una piuma. Ridevano. Correva la voce che il gioco fosse divertente. Tutto sembrava giusto e vero.
Il piccolo errore
Bruno aveva nascosto una palla rossa. Tutti cercarono la palla. Tommy vide la palla sotto una foglia. Il cuore di Tommy batteva forte. La palla era bella. Tommy voleva vincere. Pensò: "Se dico che l'ho trovata, sarò il migliore." Questo pensiero gli fece sentire caldo nello stomaco.
Tommy prese la palla e la mise nel cespuglio. Poi tornò dai suoi amici. "L'ho trovata!" disse Tommy con un sorriso. Tutti lo guardarono e applaudirono. Tommy sentì un piccolo orgoglio. Ma dopo, una strana tristezza entrò nel suo petto. Era una tristezza sottile. Tommy abbassò le orecchie.
Lila guardò sotto l'albero e non trovò la palla. "Strano," disse Lila. "Io ho cercato anche qui." Sara la anatra si mise a guardare le foglie. Bruno si avvicinò e disse: "La palla è scomparsa." Gli occhi di Bruno si fecero grandi e lucidi. Bruno amava la sua palla. Era il suo gioco preferito.
Tommy sentì il peso della bugia. La parola "bugia" era nuova e pesante. Tommy aveva voluto vincere. Ma la bugia aveva fatto male a Bruno. Tommy guardò la palla nascosta. La palla sembrava dire: "Torna da lui." Tommy respirò. Respirò piano. Aveva paura di dire la verità. Aveva paura di perdere l'affetto degli amici.
La verità e il gioco
Tommy pensò al grande albero e ai loro abbracci. Pensò a quando tutti ridevano insieme. Pensò a come si sente il cuore quando qualcuno è triste. Allora Tommy decise. "Devo essere sincero," sussurrò.
Tommy uscì dal cespuglio. "Bruno," disse piano, "la palla è qui. L'ho presa io." Tutti restarono in silenzio. Lila e Sara ascoltarono. Bruno guardò la palla. Le sue mani tremarono un poco. Tommy abbassò la testa. "Ho detto che l'avevo trovata per gioco. Ma non era giusto. Mi dispiace," disse Tommy con voce vera.
Bruno ascoltò. C'era sorpresa nei suoi occhi. Poi guardò Tommy. Le sue guance si ammorbidivano. "Mi hai fatto triste," disse Bruno con voce bassa. "La palla è la mia. Mi piace giocare con lei." Tommy annuì e promise: "Non succederà più. Ti ridò la palla. E se vuoi, la ricuciamo insieme." Le sue orecchie tremarono dalla speranza.
Lila fece un piccolo sorriso. Sara batté le ali piano. Tutti capivano che la verità era importante. Tommy restituì la palla. Bruno la prese e fece un grande respiro. "Grazie per aver detto la verità," disse Bruno. "Sono felice che tu abbia detto la verità."
Tommy sentì un calore, diverso dall'orgoglio iniziale. Era un calore dolce. La verità aveva ricostruito il loro gioco. Tutti si sedettero in cerchio. "Giochiamo di nuovo," propose Lila. "Ma questa volta facciamo una regola." Tutti chiesero quale regola. "Se qualcuno sbaglia," disse Sara, "diciamo la verità e chiediamo scusa. Poi ricominciamo."
La regola era semplice. Tutti la capirono. Tutti la ripeterono: "Dire la verità, chiedere scusa, ricominciare." Ripeterono piano tre volte. Era un mantra gentile. Era comodo e sicuro. Tommy lo ripeté con voce chiara. Si sentiva più leggero.
Il gioco ricominciò. Questa volta ognuno nascose e cercò con il sorriso. Quando qualcuno sbagliava, alzava la zampa o il bottoncino e diceva "scusa". Gli amici ascoltavano. Le bugie non avevano più spazio. C'era fiducia nell'aria. C'era giustizia nel gioco. Chi restituiva l'oggetto era applaudito. Chi chiedeva scusa riceveva un abbraccio.
La sera arrivò dolcemente. Il cielo si coprì di stelle piccole. I piccoli animali si avvicinarono per salutarsi. "Buona notte," dissero l'un l'altro. Si abbracciarono sotto il grande albero. Tommy guardò le stelle e sorrise. Aveva imparato qualcosa di importante. Dire la verità lo aveva fatto sentire bene. Avere amici veri lo aveva fatto sentire al sicuro.
Mentre la luna sorrideva, Tommy sussurrò: "Domani giochiamo ancora. E saremo sempre sinceri." Le stelle sembrarono brillare più forte. E nel prato, tra i fiori, la piccola squadra di amici dormì tranquilla. Tutto era giusto. Tutto era calmo. E ogni cuore era pronto per un nuovo giorno di gioco e verità.