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Storia sulla menzogna 3/4 anni Lettura 4 min.

Il piccolo grande segreto

Quattro amici di quattro anni affrontano una piccola bugia e la paura di dire la verità, mentre la loro maestra li accompagna nel capire l'importanza di parlare e sostenersi a vicenda.

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Ci sono 5 personaggi: Tom, bambino di 4 anni con capelli castano corti che mostra timidamente la manica sinistra sporca di fango; Lia, bambina di 4 anni con capelli lunghi neri e fermaglio rosso, a sinistra di Tom con le mani giunte e sguardo comprensivo; Marco, bambino di 4 anni con capelli biondi e taglio a spazzola, a destra di Tom con un sorriso e la mano sulla sua spalla; Sara, bambina rossa di 4 anni con lentiggini e codini, dietro Tom inclinata in avanti, attenta e benevola; la maestra Anna, donna sui trent'anni con capelli castani raccolti, seduta su una piccola sedia dietro il tavolo con sorriso dolce e palme aperte in segno di accoglienza. Ambientazione: piccola aula colorata e luminosa con pavimento in legno chiaro, tavolo rotondo basso in legno, sedie tonde e piccole, adesivi di animali sui muri, un cesto di biscotti sul tavolo e una grande finestra che lascia entrare il sole dorato. Situazione: Tom confessa la verità mostrando la macchia sulla manica, i bambini lo ascoltano attentamente e la maestra sorride rassicurante; atmosfera dolce, colori pastello, forme semplici e contorni arrotondati, stile gommette/adesivi in EVA. segnalare un problema con questa immagine

Parte prima

C'erano quattro amici che avevano tutti quattro anni. Si chiamavano Lia, Marco, Sara e Tom. Ogni mattina si incontravano nel cortile del parco. Ridevano, correvano e giocavano con la palla.

Un giorno, la maestra Anna portò un cestino di biscotti per la merenda. Erano biscotti morbidi, alla vaniglia. "Prendete uno a testa", disse la maestra con un sorriso. I bambini misero le manine avanti. Ognuno prese un biscotto. Erano contenti.

Dopo aver mangiato, la palla del parco rotolò vicino a un cespuglio. Tom corse per prenderla. Mentre cercava, vide una macchia sul prato. Era una piccola pozza di fango. "Oh no", pensò Tom. Aveva il vestito nuovo. Prese la palla e tornò veloce. Ma sulla manica c'era una macchia scura. Tom si spaventò.

Non voleva dire alla maestra. Aveva paura di essere rimproverato. Così, quando la maestra chiese: "Chi ha macchiato la manica?", Tom abbassò lo sguardo e non rispose. Poi disse, "Non lo so." Gli occhi di Tom erano tristi.

Parte seconda

La sera, a casa, Lia raccontò la storia ai suoi genitori. "Tom ha detto di non sapere", spiegò Lia. Marco e Sara ascoltarono. Marco era un poco preoccupato. Sara si fermò a pensare.

Il giorno dopo, i bambini giocarono ancora. La maestra Anna trovò una macchia sul tavolo della mensa. "Qualcuno ha versato il succo", disse. Tutti si guardarono. Marco sentì che qualcosa non andava. Pensò a Tom con la macchia sulla manica. Pensò alla paura di Tom. Marco fece un piccolo respiro. Si avvicinò a Tom e gli sussurrò: "È difficile dire la verità, vero?"

Tom guardò Marco. Le labbra tremavano. "Sì", disse Tom piano. "Ho avuto paura."

Sara prese la mano di Tom. Lia guardò la maestra. La maestra Anna si sedette vicino a loro. "A volte le persone dicono qualcosa che non è vera perché hanno paura", disse con voce dolce. "Ma parlare e dire la verità ci aiuta. E possiamo rimediare insieme."

Tom guardò la maestra. Le parole sollevavano un peso dal suo petto. Con un filo di voce disse: "Ho macchiato la manica. Ho finito il mio biscotto e poi ho toccato la pozza. Ho detto che non sapevo."

La maestra sorrise e non era arrabbiata. "Grazie per aver detto la verità", disse. "Tutti sbagliamo. L'importante è riparare." Tom aiutò a pulire il tavolo. Si sentì più leggero.

Parte terza

La settimana seguente, i quattro amici giocarono e risero. Un giorno Marco lasciò cadere la sua matita. Sara la prese e finse di non vederla. Poi confessò: "L'ho presa per gioco, scusa." Marco la guardò e sorrise. "Va bene", disse. "Grazie per avermelo detto."

La fiducia tra i bambini crebbe come un piccolo fiore. Quando qualcuno aveva paura, gli amici ascoltavano. Quando qualcuno diceva la verità, erano gentili. La maestra Anna li abbracciava e spiegava che tutti possono sbagliare. Poca a poco, i bambini capirono che dire la verità fa stare meglio. Anche quando è difficile.

La sera, prima di dormire, Tom pensò alla giornata. Si sentiva tranquillo. Aveva imparato che la verità non porta sempre rimproveri. Porta aiuto e perdono. Sorrise nel buio della sua stanza e chiuse gli occhi. Nel cortile del parco, i quattro amici sognavano nuovi giochi, con fiducia e gentilezza, insieme.

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Cestino
Un contenitore fatto di paglia o altro, usato per portare cose come cibo.
Vaniglia
Un sapore dolce che si mette nei biscotti e nei dolci.
Cespuglio
Una pianta piccola e folta con molti rami e foglie.
Pozza di fango
Acqua mista a terra che forma una macchia scura sul prato.
Manica
La parte del vestito che copre il braccio.
Rimproverato
Quando un adulto dice che qualcosa non va, con voce seria.
Sussurrò
Parlare piano, quasi senza fare rumore, vicino all'orecchio.
Labbra tremavano
Le labbra che si muovono un po' quando si è tristi o impauriti.
Filo di voce
Parlare con una voce molto sottile e bassa.
Riparare
Aggiustare qualcosa che è sporco o rotto, tornando come prima.
Mensa
Il luogo dove si mangia insieme a scuola.
Fiducia
Sentirsi sicuri con gli amici e sapere che ti aiutano.

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