Sole entra piano dalla finestra. Mia, due anni, è nel letto con il suo pupazzo Orso. La coperta è morbida. La stanza è calma.
Mamma arriva in punta di piedi. “Ciao, Mia”, dice. “Ciao”, risponde Mia, con voce piccola.
Mia vuole il suo bicchiere blu. Lo prende… ma scivola. “Plouf!” Un po' d'acqua cade sul lenzuolo. Mia guarda. Il viso si fa caldo. Gli occhi diventano lucidi. Il cuore fa “tum-tum” più forte.
Mamma si siede vicino. “Vedo lacrime”, dice piano. “Dentro c'è rabbia?” Mia annuisce. “Rabbia”, dice Mia, e fa una faccia stretta.
“Rabbia è ok”, dice mamma. “La senti nel corpo?” Mia mette la mano sul petto. “Qui. Tum-tum.” Poi mette la mano sulle mani. “Calde.”
Mamma prende un piccolo panno. “Asciughiamo insieme. Toc-toc”, dice, e tampona piano il lenzuolo. Mia guarda e fa anche lei “toc-toc” con il panno. Il rumore è lieve. Il letto torna quasi asciutto.
“Quando c'è rabbia, possiamo fare un gesto dolce”, dice mamma. “Facciamo un respiro?” Mamma inspira: “Sss…” Mia prova. “Sss…” Le spalle scendono un po'. Il cuore fa meno forte.
Mia stringe Orso. “Orso, rabbia”, dice. Orso resta lì, morbido. Mamma sorride. “Puoi dire: sono arrabbiata”, dice. “Sono arrabbiata”, ripete Mia. La voce ora è più calma.
Poi mamma mostra il bicchiere. “Lo teniamo con due mani. Hop.” Mia mette due mani. “Hop”, dice. Va bene. Mamma porta un asciugamano piccolo e lo mette sul letto. “Così, se plouf, abbiamo aiuto”, dice.
Mia si sente più leggera. Le guance tornano fresche. “Bene”, dice. Mamma le dà un bacio. “Brava, hai ascoltato la rabbia e l'hai detta”, dice.
La luce si fa dolce. Mia si sdraia. Orso fa “mmm” nella sua testa. Mia chiude gli occhi. Il cuore fa “tum-tum” lento.
Morale: Quando senti rabbia, puoi dirlo con parole semplici e fare un gesto calmo, e il corpo torna piano piano sereno.