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Storia di piccoli investigatori 7/8 anni Lettura 9 min.

Il mistero della spugna rosa

Tre amici trasformano un pomeriggio noioso in un’indagine: seguono odori, impronte e piccoli indizi in un laboratorio fotografico per scoprire cosa è successo a una spugna e a una foto scomparsa.

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Tre bambini: un ragazzo di ~10 anni, capelli castani corti, maglietta blu sporca e ginocchia sbucciate, in piedi al centro che indica una piccola spugna rosa sul pavimento; una bambina di ~9 anni, capelli castani ricci raccolti, taccuino rosso sotto il braccio e vestito verde a pois, accovacciata a sinistra che osserva una linea di impronte umide con penna pronta; una bambina di ~7 anni, capelli biondi ricci, vestito giallo e scarpe ancora bagnate, a destra che tiene una foto stropicciata di un cane, un po' timida ma sollevata; interno di un vecchio laboratorio fotografico illuminato da una lampada calda sospesa, scaffali in legno con barattoli e scatole, grande lavabo metallico e tavolo di legno coperto di fogli e immagini, pavimento in piastrelle leggermente consumate con spruzzi d'acqua brillanti; i tre indagano intorno alla spugna rosa e alle impronte vicino a una porta socchiusa, scena di scoperta calma, espressioni curiose e stile acquerello morbido con colori caldi, contorni leggeri e schizzi controllati per suggerire odore e movimento. segnalare un problema con questa immagine

Capitolo 1 – Un mistero profumato

Era un pomeriggio come tanti nel quartiere di via delle Rose. Il sole era ancora alto, ma le ombre cominciavano a disegnare strane forme tra i cespugli e le biciclette abbandonate dopo la scuola. Tommaso, detto Tom, era sdraiato sull'erba, con lo sguardo rivolto al cielo. Accanto a lui c'erano i suoi amici: Marta, che portava sempre con sé un quaderno rosso, e Leo, che preferiva osservare il mondo attraverso una lente d'ingrandimento.

«Che noia oggi!» sbuffò Leo, passando la lente sulle formiche. «Nessuna avventura, niente da scoprire.»

Marta, seduta in mezzo a loro, si guardava intorno. «Sicuri che non ci sia proprio niente? Magari bisogna solo guardare meglio.»

In quel momento passò davanti a loro la signora Luisa, la fotografa del quartiere. Portava una scatola pesante e un foulard colorato nei capelli. I bambini la salutarono con un sorriso.

«Ciao ragazzi! Attenti agli indizi!» scherzò lei, strizzando l'occhio.

Tom si sollevò a sedere. «Secondo voi, che indizi intendeva?»

Proprio allora, un soffio d'aria portò qualcosa di insolito: un profumo fresco e pulito, proprio come quello del sapone nuovo.

«Sentite anche voi questo odore? Sembra… sapone!» disse Marta, arricciando il naso.

Leo annuì. «Non viene da lì?» Indicò il vecchio laboratorio foto, che si trovava dietro l'edicola. Di solito era chiuso, ma oggi la porta era socchiusa.

Tom si alzò di scatto. «Volete un'avventura? Andiamo a indagare!» E senza aspettare risposta, si incamminò verso il laboratorio, seguito dagli altri due.

Capitolo 2 – Laboratorio di indizi

Il laboratorio fotografico era un posto pieno di misteri: scaffali con bottiglie di liquidi colorati, scatole di carta lucida, macchine strane e un grande tavolo con luci forti. L'interno profumava davvero di sapone, ma c'era anche l'odore tipico delle vecchie foto, un po' pungente e un po' dolce.

«Che confusione!» esclamò Marta, sbirciando tra i flaconi. «Sembra che qualcuno abbia lavorato in fretta… Guardate, c'è una pozzanghera d'acqua vicino al lavandino!»

Tom si avvicinò, attento come nei racconti dei detective. Sul pavimento c'erano piccole orme bagnate, come se qualcuno fosse entrato con i piedi umidi.

Leo si inginocchiò per osservare meglio. «Sono troppo piccole per essere della signora Luisa… Sembrano di bambino.»

Marta, sempre pronta con il suo quaderno, prese nota. «Impronte bagnate. Odore di sapone. E porta socchiusa.»

Tom fece un sorriso misterioso. «Sembra proprio un caso per noi! Ma chi potrebbe essere entrato qui? E perché?»

Mentre ragionavano, sentirono un rumore provenire dal retro. Era un tonfo lieve, seguito da un fruscio. I bambini si guardarono negli occhi.

«Andiamo a vedere?» chiese Leo, con un misto di paura e curiosità.

Si avvicinarono piano piano. Nel retro c'era solo un vecchio scaffale con scatole di fotografie, ma sul pavimento, vicino alle scatole, c'era una piccola spugna rosa.

Marta la raccolse. «Ecco da dove veniva il profumo!»

Tom pensò ad alta voce: «Qualcuno ha usato questa spugna… E forse era di fretta, perché ha lasciato delle tracce.»

Leo osservava ancora le impronte. «Le orme vanno verso la porta. Forse la persona è andata via in fretta.»

All'improvviso la porta d'ingresso si aprì, e la signora Luisa entrò sorridendo.

«Cosa fate qui, piccoli detective?»

Tom rispose con entusiasmo: «Stiamo indagando su un mistero! Qui c'è odore di sapone, impronte bagnate e una spugna rosa abbandonata.»

La signora Luisa rise. «Che investigatori! Ma io non ho usato alcuna spugna rosa oggi…»

Capitolo 3 – Gli indizi si moltiplicano

Prima che potessero fare altre domande, entrò anche Sofia, la sorellina di Marta. Aveva sette anni, i capelli ricci e un'aria innocente.

«Stai bene, Sofia?» chiese Marta. «Hai visto qualcuno entrare qui?»

Sofia scosse la testa, ma i suoi occhi brillavano. «No, ma… Ero qui prima, a guardare le foto nella vetrina!»

Tom la osservò attentamente. Notò che aveva le scarpe umide e un leggero profumo di sapone sulle mani.

Leo inclinò la testa. «Sofia, hai usato il sapone rosa?»

Lei arrossì un pochino. «Sì… volevo pulire una macchiolina che ho fatto sulla vetrina. Ho preso la spugna dal bagno e poi l'ho lasciata qui senza volerlo.»

Marta sorrise e le accarezzò i capelli. «Allora il mistero è quasi risolto!»

Ma Tom non era ancora soddisfatto. «Aspettate… Ma chi ha lasciato la porta socchiusa?»

La signora Luisa si avvicinò. «Io! Quando sono uscita a prendere la scatola, ho lasciato la porta semiaperta perché stavo tornando subito.»

Tom segnalò: «Allora tutti gli indizi hanno una spiegazione!»

Leo annotò: «Sofia ha lasciato la spugna, la signora Luisa la porta, e l'odore di sapone viene dalla spugna.»

Ridevano tutti, ma Tom guardò ancora una volta il quaderno di Marta. «Non abbiamo ancora controllato una cosa… C'è una foto che manca da quella scatola!»

Capitolo 4 – La foto scomparsa

Sul tavolo c'era una scatola con le ultime fotografie sviluppate. Marta la aprì con attenzione. Dentro c'erano immagini di gatti, biciclette, sorrisi di bambini e una del parco. Ma tra le altre mancava la foto del cane di Leo, che lui stesso aveva consegnato la settimana precedente.

«Oh no!» esclamò Leo. «La foto di Otto è sparita! Non può essere stata Sofia, vero?»

Sofia scosse la testa. «Io non ho preso nulla, lo giuro!»

La signora Luisa si avvicinò. «Forse si è attaccata a qualche altra foto, o magari è caduta.»

Tom esaminò il tavolo. Sul bordo c'era una piccola macchia d'acqua e, vicino, una traccia quasi invisibile, come una linea leggera, che sembrava essere stata appena cancellata.

«Guardate!» disse Tom, indicando la traccia. «Qualcuno ha cercato di pulire qui… Forse la foto caduta era bagnata e si è rovinata?»

Marta osservò meglio. «Forse la spugna rosa è stata usata anche per cancellare la macchia, ma ha cancellato anche la traccia della foto…»

Leo balzò in piedi, controllando sotto il tavolo. «Ehi, ho trovato qualcosa!» Estrasse un foglietto umido, un po' spiegazzato ma ancora leggibile: era la foto di Otto, con la zampa sporca di terra.

Tutti sorrisero di sollievo.

«Otto è salvo!» esclamò Leo, stringendo la foto al petto.

La signora Luisa rise. «Che squadra! Avete messo insieme tutti gli indizi.»

Capitolo 5 – Una traccia invisibile

Il sole tramontava ormai, tingendo il cielo di arancione. I tre amici si sedettero fuori dal laboratorio, felici e soddisfatti.

Tom tirò le somme: «Abbiamo seguito indizi, osservato i dettagli, fatto le domande giuste. E, anche se il mistero era semplice, siamo riusciti a risolverlo solo grazie all'attenzione.»

Marta chiuse il suo quaderno. «Mi piace essere un'investigatrice. Basta non fermarsi alla prima risposta.»

Leo fece un sorriso a Sofia. «E tu aiuti sempre, anche senza volerlo!»

Sofia rise. «Magari la prossima volta vi aiuto a nascondere una traccia invece di cancellarla!»

Tom guardò il quaderno di Marta. Proprio sulla copertina c'era un segno leggerissimo, quasi invisibile, come una traccia umida ormai svanita.

«Le tracce non scompaiono mai del tutto,» disse, «ma bisogna avere gli occhi attenti per vederle.»

La signora Luisa li salutò dalla porta. «Tornate quando volete, detective! Nel laboratorio delle foto ci sono sempre misteri da risolvere.»

I bambini si allontanarono ridendo, pronti per nuove avventure, certi che anche il giorno più normale può nascondere un piccolo enigma… se solo si guarda con attenzione.

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Cespugli
Piante basse e fitte con tanti rami e foglie vicino al suolo.
Sdraiato
Stare disteso con la schiena sul terreno o su un letto.
Lente d’ingrandimento
Piccolo strumento con vetro che rende gli oggetti più grandi da vedere.
Socchiusa
Aperta solo un pochino, non completamente.
Soffio d’aria
Piccolo movimento dell’aria che si sente passare.
Pozzanghera
Acqua raccolta a terra dopo la pioggia, una piccola pozza.
Flaconi
Bottiglie di plastica o vetro che contengono liquidi.
Pungente
Odore o sapore forte che dà una sensazione decisa al naso.
Scaffale
Ripiano dove si mettono oggetti o scatole in ordine.
Spugna
Oggetto morbido che assorbe l’acqua per pulire le superfici.
Impronte
Segni lasciati da piedi o mani su una superficie.
Sviluppate
Foto fatte apparire dal negativo, pronte da guardare.
Svanita
Che è diventato molto leggero o quasi sparito.

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