Caricamento in corso...
Storia di piccoli investigatori 7/8 anni Lettura 13 min.

Il mistero della merenda scomparsa al parco degli alberi grandi

Marta, una bambina con un quaderno delle indagini, perde la sua scatola della merenda durante una gita al parco e guida i compagni in una ricerca fatta di tracce, domande e gentilezza.

Scarica questa storia in PDF

Ideale per condividere o stampare questa storia!

Scarica l'e-book (.epub)

Legga questa storia sul suo e-reader.

Bambina di 8 anni dal viso rotondo, capelli castani intrecciati, sguardo sollevato e fiera, accovacciata vicino al tronco di una grande quercia con una piccola scatola merenda blu con stelle; dietro a sinistra Luca, 8 anni, capelli corti e castani, espressione curiosa con le mani sui fianchi che guarda la scatola; a destra Sara, 8 anni, capelli biondi in codini, sorriso complice, indica una piccola piuma a terra; la maestra, donna di circa 30 anni con capelli neri raccolti in uno chignon e sguardo benevolo, in piedi vicino a una panchina di legno sullo sfondo; uno scoiattolo grigio su un ramo basso tiene una briciola; parco con tronco cavo, prato verde, panchina consumata, fontanella di pietra e cespugli fioriti gialli; scena di scoperta gioiosa e tranquilla della scatola merenda con briciole a terra che formano una piccola traccia e luce solare soffusa filtrata dalle foglie. segnalare un problema con questa immagine

Capitolo 1: La merenda scomparsa

Marta aveva sette anni e una cosa molto importante: un quaderno a quadretti con scritto sopra “Indagini di Marta”. Non era una detective vera, ma ci teneva tantissimo a fare le cose con calma, con ordine e con domande intelligenti.

Quel mattino, a scuola, la maestra Elena disse: “Oggi andiamo al parco degli alberi grandi. Faremo una piccola caccia al tesoro… e poi merenda tutti insieme!”

Marta sorrise. La merenda era la parte più felice. Aveva una scatola azzurra con le stelline, dentro un panino al formaggio e due biscotti rotondi.

Quando arrivarono al parco, i bambini si sedettero su una lunga panchina vicino a un grande tiglio. Le foglie facevano ombra e sembrava di stare sotto un ombrello verde.

Marta aprì lo zaino per prendere la scatola… e si bloccò.

“Non c'è!” sussurrò.

Rovistò piano, poi più veloce. Astuccio, quaderno, borraccia. Niente.

“Maestra…” disse Marta, cercando di non piangere. “La mia scatola della merenda è sparita.”

La maestra Elena si chinò. “Respira, Marta. Succede. La troveremo. Non sei nei guai.”

Luca, che era seduto vicino, fece una faccia sorpresa. “Magari un piccione ladro!”

Marta lo guardò. “I piccioni non aprono le cerniere.”

Sara ridacchiò. “Forse sì, con il becco!”

Marta aprì il suo quaderno delle indagini. “Calma. Prima regola: niente panico. Seconda regola: si fanno domande.”

La maestra annuì. “Mi piace. Puoi guidare l'indagine, ma con gentilezza.”

Marta puntò la matita come fosse una bacchetta. “Prima domanda: quando ho visto la scatola l'ultima volta?”

Ci pensò. “A casa, sul tavolo, quando mamma me l'ha data. Poi l'ho messa nello zaino. L'ho chiuso.”

“Quindi…” disse Marta a voce bassa, “è sparita dopo. A scuola o qui al parco.”

Luca alzò una mano come in classe. “Io non l'ho presa!”

“Non ho detto che qualcuno l'ha presa di nascosto,” rispose Marta. “A volte le cose si muovono da sole… cioè, si spostano perché noi le spostiamo senza accorgercene.”

Sara indicò l'erba. “Guarda lì, vicino alla panchina! C'è una briciola.

Marta si chinò. La briciola era piccola, gialla. “Sembra pane,” disse. “Una traccia.

La maestra sorrise. “Allora, detective Marta, da dove cominciamo?”

Marta guardò il parco: alberi, un sentiero di ghiaia, un'altalena, una fontanella e un cestino. Il mistero era dolce, come un biscotto nascosto.

“Cominciamo dal luogo,” disse Marta. “Ispezione del parco!”

Capitolo 2: Tracce tra gli alberi

Marta camminava lentamente sul sentiero di ghiaia. Ogni tanto si fermava e guardava intorno come aveva visto fare nei cartoni: occhi attenti e testa un po' inclinata.

“Tu vieni con me,” disse a Luca. “Tu, Sara, vai con la maestra verso la fontanella e guardate se qualcuno ha visto una scatola azzurra.”

“Ricevuto!” disse Luca, facendo il saluto militare. Poi aggiunse sottovoce: “Spero che il piccione ladro sia educato.”

Marta rise, ma poi tornò seria. Si avvicinò al tiglio. Sotto c'erano foglie secche e… altre briciole.

“Briciole come queste,” disse Marta, “non cadono da sole dalla tasca. Forse la scatola si è aperta?”

“Ma la tua scatola ha il gancio duro,” ricordò Luca. “Lo chiudi sempre bene.”

Marta annuì. “Sì. Quindi… o si è aperta perché l'ho schiacciata, oppure… non è qui.”

Camminarono fino al cestino. C'era odore di carta e di bucce di banana.

Luca fece una faccia schifata. “Non guardare dentro!”

Marta si mise le mani sui fianchi. “Responsabilità, Luca. Se cerchi qualcosa, devi controllare i posti possibili. Ma senza fare pasticci.”

La maestra Elena era lì vicino e portò un fazzoletto grande come un guanto. “Posso aiutarti io.”

La maestra guardò dentro con calma. “Solo cartacce. Nessuna scatola azzurra.”

Marta scrisse nel quaderno: “Cestino: NO.”

Poi sentirono Sara chiamare: “Marta! Alla fontanella c'è una cosa!”

Corsero. Accanto alla fontanella, sull'erba, c'era una striscia di carta lucida, come un pezzetto di involucro.

Marta lo raccolse con due dita. “Questo è di un biscotto,” disse. “I miei biscotti hanno proprio questa carta.”

Luca sgranò gli occhi. “Allora qualcuno ha mangiato i tuoi biscotti!”

Marta scosse la testa. “Non saltare alle conclusioni. Questa carta potrebbe essere caduta quando ho aperto lo zaino… o quando qualcuno ha preso la borraccia.”

La maestra Elena domandò: “Chi era vicino al tuo zaino prima di partire?”

Marta ci pensò. In classe, gli zaini erano appesi agli attaccapanni. “Io ero andata a prendere il cappello. E…” si fermò.

“E?” disse Sara.

“E Tommaso stava cercando la sua sciarpa. Era vicino agli zaini.”

Luca sussurrò: “Tommaso è un mangiatore veloce…”

Marta lo fermò subito. “Luca, niente etichette. Terza regola: si parla con le persone, non delle persone.”

Andarono verso l'altalena. Tommaso stava dondolando piano, contento. Quando vide Marta, saltò giù.

“Ciao!” disse Tommaso. “Che succede?”

Marta parlò con voce tranquilla. “Sto cercando la mia scatola della merenda. Hai visto una scatola azzurra con le stelline? O una scatola che non era tua?”

Tommaso si grattò la testa. “Scatola azzurra… mmm. Ho visto una cosa azzurra nel prato, vicino al cespuglio grande. Pensavo fosse un giocattolo e non l'ho toccata.”

Marta sentì il cuore fare un saltello. “Quale cespuglio?”

Tommaso indicò: “Là, dove ci sono i cespugli e i fiori gialli.”

Marta e i suoi amici corsero, ma senza spingere. Marta si ripeteva: “Passi attenti. Non rovinare le tracce.”

Sotto il cespuglio, però, non c'era la scatola. C'era solo una piuma piccola e una foglia arrotolata.

Luca sospirò. “Il piccione ladro!”

Marta si chinò e guardò bene la foglia arrotolata. Dentro c'era… un pezzetto di formaggio.

“Formaggio!” disse Marta. “Questo è del mio panino.”

Sara fece un verso di stupore. “Allora qualcuno ha iniziato a mangiarlo!”

Marta guardò intorno. Sul terreno, vicino al cespuglio, c'erano piccole impronte. Non scarpe, no. Impronte minuscole, come due puntini.

La maestra Elena disse dolcemente: “Sembra una storia del bosco, ma siamo in un parco.”

Marta sorrise. “Non è una storia spaventosa. È una storia di… animali curiosi.”

“Uno scoiattolo?” propose Luca.

Marta annuì piano. “Possibile. Gli scoiattoli amano le cose buone.”

Sara indicò in alto. “Guarda! Su quel ramo!”

Un piccolo scoiattolo grigio li osservava con occhi brillanti, con una briciola tra le zampette. Poi saltò via come una molla.

Marta scrisse nel quaderno: “Sospetto: scoiattolo. Motivo: formaggio e briciole.”

Ma mancava la cosa più importante: la scatola.

Capitolo 3: La scatola controllata

Marta non voleva accusare lo scoiattolo senza prove. “Quarta regola,” disse, “si verifica.”

“Come si verifica uno scoiattolo?” chiese Luca.

“Si verifica dove porta le cose,” rispose Marta.

Camminarono sotto gli alberi, seguendo briciole e pezzetti di carta. Non erano tante, ma abbastanza per fare una pista.

Arrivarono vicino a una grande quercia con un buco nel tronco, come una porta segreta. Lì, in mezzo a foglie e ghiande, spuntava un angolo azzurro con delle stelline.

Marta si fermò. “Eccola.”

La maestra Elena disse subito: “Bene, niente corse. Marta, prendila tu con calma.”

Marta infilò la mano e tirò fuori la scatola. Era un po' sporca di terra, ma intera.

“Aprila,” sussurrò Sara, curiosa.

Marta aprì il gancio. Dentro il panino era mezzo sbriciolato e mancava un biscotto.

Luca si mise una mano sulla pancia. “Il ladro ha lasciato un biglietto?”

Marta lo guardò e rise. “No. Ha lasciato… briciole e impronte.”

La maestra Elena fece una carezza leggera alla scatola, come per consolarla. “Sono contenta che l'abbiate trovata. E adesso?”

Marta pensò. Era felice, ma anche un po' dispiaciuta: la sua merenda non era più perfetta.

Poi si ricordò di una cosa importante: responsabilità.

“Adesso pulisco la scatola,” disse. “E la prossima volta la tengo nello zaino chiuso e lo zaino lo tengo vicino, non per terra aperto.”

Sara annuì. “Io farò uguale.”

Luca alzò un dito. “E lo scoiattolo?”

Marta guardò la quercia. In alto, tra i rami, lo scoiattolo li osservava di nuovo.

“Non è cattivo,” disse Marta. “È solo affamato e curioso. Noi abbiamo lasciato un invito senza volerlo: uno zaino mezzo aperto.”

La maestra Elena sorrise. “Questa è un'ottima deduzione. E anche una lezione.”

Marta prese dal panino una briciola grande, la mise a distanza, sull'erba, lontano dagli zaini e dalla panchina. “Questa è per lui. Ma non di più. Noi non dobbiamo nutrire troppo gli animali, sennò poi cercano sempre cibo dagli zaini.”

Luca fece un inchino. “Detective Marta, regina delle briciole responsabili.”

Marta rise. “E tu, Luca, sei il cavaliere dell'altalena.”

Tornarono alla panchina. La maestra Elena tirò fuori una merenda di riserva dalla sua borsa: una mela grande tagliata a spicchi.

“Condividiamo,” disse.

Marta guardò la sua scatola. “Posso anche condividere quello che resta. Ho ancora un biscotto.”

Sara e Luca si avvicinarono. “Condivisione investigativa!” disse Luca.

Marta mangiò la sua parte e si sentì meglio. Il mistero era risolto, e nessuno si era arrabbiato. Era stato un problema, sì, ma anche un'avventura.

Capitolo 4: La canzone della detective

Prima di tornare a scuola, la maestra Elena chiese: “Marta, vuoi raccontare alla classe come hai risolto il caso?”

Marta si alzò davanti ai compagni. Non troppo vicino, così tutti vedevano.

“Ho perso la scatola,” disse. “Ma non ho pianto tanto. Ho fatto domande. Ho cercato tracce: briciole, carta di biscotto, impronte piccole. Ho parlato con Tommaso con gentilezza. E ho controllato i posti possibili, anche il cestino.”

Tommaso alzò la mano. “Io non ho toccato la scatola, però ho visto il cespuglio!”

“Esatto,” disse Marta. “Grazie, Tommaso. Poi abbiamo trovato la scatola vicino alla quercia. Uno scoiattolo aveva preso un po' di merenda perché il mio zaino forse era rimasto mezzo aperto. Quindi io mi prendo la responsabilità: la prossima volta lo chiudo bene e lo tengo vicino.”

La maestra Elena applaudì piano, e i bambini la seguirono.

Luca chiese: “E se torna il piccione ladro?”

Marta rispose: “Gli diremo: ‘Buongiorno, piccione. Qui si chiede permesso!'”

Risero tutti.

Quando si misero in fila per tornare, Marta chiuse lo zaino con un gesto deciso. “Clic,” fece la cerniera. Quel suono le sembrò una promessa.

Sara le sussurrò: “Sei proprio una detective.”

Marta rispose: “Sono una bambina che osserva.”

Camminarono sotto gli alberi. Il vento muoveva le foglie come se il parco stesse applaudendo anche lui.

E Marta, per finire l'avventura in modo allegro, cominciò a canticchiare una canzoncina inventata sul momento. Piano piano, gli altri la seguirono:

“Chiudi lo zaino, clic clic clic,

guarda le tracce, tic tic tic,

briciole a terra, non è un guaio,

con calma e testa poi ce la fai.

Se perdi qualcosa, non far ‘oh no!',

fai una domanda e trovi il perché.

Insieme si cerca, insieme si va,

la merenda… si ritroverà!”

Senza pubblicità 3€ al mese

Desidera una lettura senza interruzioni? Sostenga Oh My Tales, rimuova tutte le pubblicità e usufruisca di altri vantaggi inclusi a partire da 3€ al mese.

Vedi i piani e le tariffe
Condividere

segnalare un problema con questa storia

Cosa ne pensi di questa storia?

Esprimi la tua opinione assegnando un voto a questa storia in base a ciò che tu e/o tuo figlio hanno pensato. Grazie in anticipo!

Grazie! Il tuo voto è stato preso in considerazione!

Il quiz: hai capito bene la storia?

Indagini
Ricerche o investigazioni per capire cosa è successo o trovare qualcosa.
Tiglio
Un albero con foglie a forma di cuore che fa ombra nel parco.
Ghiaia
Piccoli sassi messi sul sentiero che fanno rumore quando cammini.
Fazzoletto
Pezzo di stoffa o carta usato per pulire il naso o le mani.
Involucro
Carta o plastica che avvolge un cibo per tenerlo pulito.
Cespuglio
Pianta bassa e folta che cresce spesso vicino agli alberi.
Quercia
Un grande albero con foglie speciali e frutti chiamati ghiande.
Ghiande
Piccoli frutti duri che cadono dalla quercia e mangiano gli animali.
Impronte
Segni lasciati sul terreno da piedi, zampe o ruote.
Deduzione
Idea che nasce osservando fatti e collegandoli insieme.
Responsabilità
Impegno a fare la cosa giusta e prendersi cura delle proprie azioni.
Ispezione
Controllo fatto con attenzione per cercare qualcosa o verificare.
Traccia
Segno o indizio che mostra la presenza di qualcosa o qualcuno.
Sospetto
Idea che qualcuno o qualcosa possa essere coinvolto in un fatto.
Briciola
Pezzettino molto piccolo di pane o biscotto.

Crea una storia magica e unica per suo figlio!

Create un'avventura personalizzata in pochi minuti dove vostro figlio diventa l'eroe. Con il nostro strumento esclusivo, è facile, gratuito e divertente!

Creare una storia

Scaricate questa storia:

Scarica questa storia in PDF Scarica l'e-book (.epub)

Ricevi nuove storie ogni domenica sera!

Ricevete 7 storie emozionanti e coinvolgenti, adatte all'età e ai gusti di vostro figlio, ogni domenica alle 17:00*. È gratuito e garantito senza spam!
*Email inviato alle 17:00, ora dell'Europa Centrale (CET).
Non amiamo neanche lo spam. Pertanto, ti invieremo solo storie. Potrai disiscriverti quando lo desideri.