Oggi è l'ultimo giorno dell'anno e in cucina c'è un profumo di festa. Quattro amici piccolissimi, tutti di circa tre anni, stanno in punta di piedi su uno sgabello grande: Mia, Leo, Sara e Tommaso. Hanno cappellini di carta che fanno “fru fru” quando girano la testa.
“Facciamo il menù dei colori dell'anno!” dice Mia, con un cucchiaio che sembra una bacchetta magica.
“Sì!” fa Leo. “Rosso, verde, giallo e blu!”
Sara batte le mani. “Io voglio il giallo! Come il sole!”
Tommaso ride. “E io il blu! Come il mare… ma nel piatto!”
La mamma di Mia mette sul tavolo una tovaglia bianca e un piatto per ognuno. “Ricordate: in cucina si aspetta il proprio turno e si ascolta. È un modo gentile di festeggiare.”
Mia annuisce seria-seria. Poi fa una faccia buffa e tutti ridono.
Per il rosso, Mia propone una salsa di pomodoro con piccole stelle di pasta. “Stelle rosse per la notte di Capodanno!”
Leo però arriccia il naso. “Io… il pomodoro è troppo… pss!” e fa la faccia del gatto che ha visto un limone.
“Niente paura,” dice Mia. “Facciamo rosso dolce!” Prendono fragole e una banana. Schiacciano, mescolano, e nasce una crema rosa-rossa. “È un sorriso in una ciotola.”
Per il verde, Leo vuole i piselli. “Sono palline che saltano!” Ma Tommaso scuote la testa. “Io non voglio palline verdi.”
“Allora facciamo un prato morbido,” propone Sara. Frullano un po' di zucchina cotta con patata. Diventa una crema verde chiaro. Tommaso la guarda e dice: “Sembra una coperta!” e ne assaggia un cucchiaino. “Mmm. Coperta buona.”
Per il giallo, Sara porta il mais e un uovo sodo. “Giallo come una lampadina!” Però Mia dice piano: “Io l'uovo mi fa un po' paura… cioè, mi fa un po' ‘boh'.”
“Rispettiamo i gusti,” dice Leo, come un cuoco importante. “Facciamo giallo che piace a tutti.” Scaldano pezzetti di mela con un po' di cannella. Il profumo sembra una carezza. “Giallo dolce!” esclama Mia, felice.
Per il blu, Tommaso è pronto con una ciotolina di mirtilli. “Blu! Blu! Blu!” Ma Sara assaggia e fa una smorfia. “Sono un po' aspri.”
Mia pensa e poi dice: “Li facciamo diventare gentili.” Aggiungono yogurt bianco. Il blu diventa lilla, come un cielo al tramonto. “Ora è blu che abbraccia,” dice Sara, e le torna il sorriso.
Intanto, fuori, si sentono già dei “pop” lontani. Non sono forti, solo piccoli come bolle. Sul balcone, la nonna appende una ghirlanda con numeri lucidi: 2, 0, 2, e poi l'ultimo numero, quello nuovo, coperto da un fazzoletto.
“È una sorpresa!” sussurra la nonna.
Quando arriva il momento, i quattro si siedono. Quattro piatti, quattro colori, quattro cucchiai. “Buon ultimo giorno!” dice la mamma. “E buon primo giorno che arriva!”
Mangiano, si passano l'acqua, dicono “per favore” e “grazie” come piccoli campanelli. Se qualcosa non piace, lo dicono piano, senza fare “bleah”, e gli altri annuiscono: “Va bene. Ognuno ha i suoi gusti.”
Poi si spengono le luci e si accende una sola candela sul tavolo. La fiamma balla, piccola e allegra.
“Tre… due… uno!” contano insieme.
La nonna toglie il fazzoletto: appare il numero nuovo, brillante. Tutti fanno “Oooooh!”
E proprio in quel momento, una manciata di coriandoli cade dall'alto. Nessuno sa come. Forse è stato il vento. Forse è stata la cucina che ha voluto festeggiare.
I quattro si guardano. Mia sussurra: “È magia di Capodanno.”
Leo lecca un dito di crema rosa. “Se è magia, è buonissima.”
Sara abbraccia Tommaso. “Nuovo anno, stessi amici.”
Tommaso sbadiglia e sorride. “E nuovi colori… nel pancino.”
Fuori, il cielo fa qualche scintilla lontana, morbida come una stella che saluta. Dentro, la casa è calda, piena di risate piccole. E il nuovo anno entra piano piano, come un passo leggero sul tappeto.