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Storia di creatura divertente 7/8 anni Lettura 7 min.

Il grande spettacolo delle risate

Gino vuole diventare il più divertente del villaggio e organizza uno spettacolo con amici strampalati; tra prove pasticciate e piccole magie del bosco imparano il valore di ridere insieme.

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Piccolo vampiro Vladino, volto timido ma ridente, occhi brillanti e guance rosate, mantello blu scuro, zanne visibili e spaghetti incastrati in testa, ride con le mani alzate e busto leggermente inclinato in avanti; ragazzo Gino (circa 8 anni), capelli castani arruffati e sorriso furbo, camicia colorata, lo aiuta a togliere gli spaghetti, a destra sul palco; ragazza Lila (circa 9 anni), trecce rosse e vestito a fiori, applaude ridendo sullo sfondo a sinistra vicino a un pagliaio; fattorino Toto (uomo circa 30 anni), panzuto con uniforme un po' larga, tiene una grande busta da cui escono spaghetti, sul retro a destra con una smorfia comica; palcoscenico di legno al centro di una piazza lastricata con lanterne e ghirlande di stoffa, pubblico sfocato tra i tetti e luna piena visibile; atmosfera gioiosa, colori caldi e contrastati, espressioni esagerate, movimento dinamico (spaghetti penzolanti, cappello che cade, sedie che si muovono), stile cel-shading con ombre morbide e contorni marcati. segnalare un problema con questa immagine

La grande idea

Nel villaggio di Bramabosco tutti si svegliavano al canto delle galline... tranne Gino. Gino si svegliava con una risata. Era piccolo, con capelli arruffati e occhi sempre pronti a fare una marachella. "Voglio diventare il più divertente del villaggio!" diceva ogni mattina saltando sul letto come una rana.

Un giorno, mentre mangiava una fetta di pane con la marmellata, Gino ebbe un'idea brillante. "Farò uno spettacolo! Farò ridere tutti!" esclamò. La marmellata gli uscì dal lato della bocca come una mascella ridens; lui ci fece il verso e scoppiò a ridere. La mamma lo guardò e sorrise. "Ricorda, però: ridere insieme è più bello che ridere di qualcuno."

Gino corse per il villaggio a cercare partecipanti. Si presentò davanti alla fontana e gridò: "Cercasi amici per uno spettacolo di risate! Chi si unisce?" Appena aprì la bocca, una figura elegante scivolò fuori dall'ombra. Era il conte Vladino, un piccolo vampiro con un cappotto blu e due zanne minuscole.

"Un vampiro!" sussurrarono alcuni. Ma Vladino non era spaventoso. Aveva un sorriso timido e un naso che si arricciva quando rideva. "Posso aiutare?" chiese con voce gentile. "Ho imparato qualche barzelletta... notturna."

Gino fece un salto. "Sei dentro! Più siamo, più ridiamo." E così si formarono subito una squadra strampalata: Gino il birichino, Vladino il vampiro, Lila la contadina con le trecce che faceva facce buffe, e Toto, il postino che raccontava filastrocche sbagliate apposta.

Prove e pasticci

Le prove cominciarono nel fienile di Lila. "Iniziamo con i giochi!" propose Gino. "Facciamo una gag con le sedie." Disposero le sedie e provarono a sedersi tutti insieme mentre cantavano una canzone pazza. La prima prova fu un disastro dolce: le sedie scapparono rotolando giù dal fienile, come se avessero gambe segrete. Tutti rotolarono nelle paglie ridendo finché una mucca li guardò come per dire: "Ehi, fate piano."

"Prova numero due," disse Vladino, asciugandosi le zanne con una tovagliola, "una barzelletta notturna." Si schiarì la voce: "Perché il pipistrello ha portato un ombrello? Per non farsi riconoscere dalla pioggia!" Tutti risero così forte che il gatto del fienile chiese di uscire.

"Ok, ok, serve qualcosa di spettacolare," rifletté Gino. "Facciamo una scenetta con travestimenti!" Presto si vestirono: Lila con un cappello troppo grande, Toto con una busta gigante e Vladino con occhiali da sole (anche se non gli servivano la notte). Durante le prove, però, successe l'imprevisto più buffo: i travestimenti si scambiarono da soli! Le scarpe andarono sulle mani, il cappello finì sul naso di Vladino. Nessuno capiva cosa fosse successo, ma tutti scoppiarono a ridere ancora di più.

"È magia?" chiese Toto. Lila guardò il cielo e fece una smorfia. "Forse è il vento del bosco." Vladino, serio per un attimo, propose: "O forse il bosco vuole ridere con noi."

Gino capì che più sbagliavano, più la gente rideva. "Perfetto!" disse. "Manteniamo gli sbagli come parte dello spettacolo!"

Lo spettacolo in piazza

La sera dello spettacolo la piazza era piena. Candele, lanterne e qualche palloncino galleggiavano. Gino tremava un poco, ma Vladino gli prese la mano. "Insieme," sussurrò. "Ricorda: ridere insieme."

La banda suonò una marcia buffa e la squadra salì sul palco. Primo atto: le sedie ballerine. La gente ridacchiava già quando le sedie, come promesso, scapparono a fare il giro della piazza. Alcuni bambini inseguivano le sedie cercando di sedersi, altri applaudivano.

Secondo atto: la filastrocca sbagliata di Toto. Invece di dire "spedisco la posta", Toto gridò "spedisco la pasta!" e tirò fuori una busta piena di spaghetti veri. Una signora si mise a mangiare uno spaghetto come se fosse una caramella. Risate generali.

Terzo atto: la barzelletta notturna di Vladino. "Cosa fa un vampiro quando piove?" chiese Vladino con tono misterioso. La folla trattenne il fiato. "Si mette gli ombrellini per pipistrelli!" urlò poi, e tutti scoppiarono a ridere. Anche Vladino rise così forte che gli occhiali scivolarono sul naso e gli spaghetti di Toto gli finirono in testa. Gino lo aiutò a levarseli e la gente applaudì.

Alla fine, Gino propose un gioco: tutti sul palco dovevano raccontare il loro errore più buffo. Lila parlò della mucca curiosa, Toto del pacco di spaghetti, Vladino del cappello sul naso. Tutti ridevano non perché qualcuno sbagliava, ma perché condividevano quei momenti insieme.

Il segreto delle risate

Dopo lo spettacolo, la gente del villaggio si avvicinò per ringraziare. "È stato il miglior spettacolo di sempre!" disse il fornaio asciugandosi le lacrime di gioia. "Abbiamo riso insieme e ci sentiamo più vicini."

Gino si sedette su una panca e pensò: "Volevo essere il più divertente, ma ora... voglio che tutti ridano." Vladino gli diede una carezza sul braccio con una mano freddina ma gentile. "Sai perché ti hanno adorato?" chiese. "Perché hai fatto squadra. Le risate diventano più grandi se sono condivise."

La luna brillava e il bosco intorno fece un piccolo fruscio che sembrava un applauso. Gino guardò gli amici e capì che il suo sogno non era più solo suo: era di tutti.

Prima di andare a dormire, Vladino fece l'ultimo scherzo della serata. "Un vampiro non beve latte," dichiarò solenne, "perché gli fa le bollicine nel mantello!" Fece una smorfia buffa e tutti risero ancora. Gino si asciugò gli occhi e sussurrò: "Grazie a tutti."

E mentre la luna faceva l'occhiolino al villaggio, Gino guardò il pubblico—sì, proprio te—e strizzò l'occhio con un piccolo, complice sorriso. "Alla prossima risata!" disse, e il bosco rispose con un fruscio che sembrava ridere con lui.

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Arruffati
Capelli disordinati e spettinati, come se non fossero stati pettinati.
Marachella
Un piccolo scherzo o birbonata che fa ridere o sorprende gli altri.
Una mascella ridens
Immagine buffa di una bocca che sembra ridere in modo esagerato.
Fienile
Edificio della fattoria dove si conserva il fieno per gli animali.
Zanne
Denti lunghi e appuntiti, come quelli dei vampiri o di alcuni animali.
Smorfia
Espressione strana o buffa del viso per fare ridere gli altri.
Fruscio
Suono leggero e sottile, come quello delle foglie o del vento.
Applauso
Battere le mani per mostrare piacere o per applaudire qualcuno.
Travestimenti
Vestiti e accessori usati per cambiare aspetto e sembrare un altro.
Filastrocche sbagliate
Piccole poesie o rime recitate con errori voluti per far ridere.

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