C'era una volta, nella sera di Natale, un bimbo di quattro anni che si chiamava Luca. Fuori la neve faceva “puf puf” e cadeva piano piano. Dentro, la casa era calda. Le candele facevano “fiù fiù” con una luce dolce. L'albero di Natale stava lì, verde e grande, con palline che brillavano.
Din don, din don, facevano le campanelle.
Neve neve, piano piano.
Albero albero, luce luce.
Candela candela, calda calda.
Luca aveva un piccolo campanellino d'oro. Lo teneva sempre in mano. “Din!” diceva Luca, e rideva. Poi il campanellino fece “toc” e scivolò sotto l'albero. Luca si chinò. “Oh!” disse Luca.
La mamma era vicino, sul divano. “Piano piano,” disse la mamma. “Hop,” disse Luca. Lui guardò sotto l'albero. Vide una scatola rossa. Sopra c'era un fiocco. La scatola faceva “cric cric” piano, come se fosse viva.
“È per me?” disse Luca.
“Per te,” rispose la mamma, e sorrise.
Luca aprì la scatola. “Tac!” Dentro c'era un campanellino nuovo, piccolo e lucido, e anche il suo campanellino d'oro, tutto pulito. Accanto c'era un biglietto con un disegno: una stella e un cuore.
Din don, din don, facevano le campanelle.
Neve neve, piano piano.
Albero albero, luce luce.
Candela candela, calda calda.
Luca prese il campanellino e lo scosse. “Din din!” La luce dell'albero parve più forte. La neve fuori fece “puf puf” più lenta. Luca guardò la mamma. “Grazie,” disse Luca. La mamma lo abbracciò. “Buona notte, piccolo,” disse.
Luca andò a letto con il campanellino vicino. Ascoltò “din don” da lontano, e sentì il cuore caldo, caldo. La casa era in pace, e la notte era morbida come una coperta.
Morale: Quando condividi e ringrazi, il Natale diventa più caldo per tutti.