Prima della partenza
La donna astronoma si sveglia con il sole che si nasconde dietro la Terra. Si chiama Anna. Anna è astronauta. Anna sorride e mette il casco vicino al finestrino. Il cielo è blu. La Terra è tonda e bella.
Anna apre il suo calendario. Il calendario è grande e colorato. Ci sono tanti piccoli quadrati. Anna tocca un quadrato e lo colora di verde. È il giorno del saluto alla mamma. “Gioco con te dopo la passeggiata spaziale,” dice. La voce è dolce e tranquilla.
Anna segna altri quadrati. Un quadrato per il papà, uno per la sorella, uno per il nonno. Ogni quadrato ha un orario. “Alle sei parlerò con mamma,” dice. “Alle otto racconterò una storia a mia sorella.” Anna sa che parlare aiuta. Parlare rende la distanza più piccola. Parlare fa sentire il calore di casa.
Anna chiude il calendario. Lo mette vicino al computer. Sa che nello spazio ci sono regole. Sa che nello spazio si lavora insieme. Sa anche che è bello sognare.
Il viaggio nello spazio
La navicella vola lenta e sicura. Anna guarda fuori dal finestrino. Le stelle brillano come piccole lanterne. La Terra scorre come una palla blu. “Ciao Terra,” sussurra Anna. “Buonanotte, mamma.”
Anna indossa il suo zaino azzurro. Lo zaino è pieno di strumenti. C'è una lente, c'è una penna, c'è una copertina leggera. Anna lavora con calma. Controlla i pannelli solari. Controlla le valvole. Controlla le luci. Dice: “Controllo, controllo, controllo.” La parola è come una canzone.
Durante il lavoro, Anna apre il calendario e ricorda i saluti. Ogni tanto preme il tasto per la videochiamata. Appare il viso della sorella. Appare il viso del nonno. Tutti ridono. La voce della mamma è una coperta calda. Anna ascolta e racconta. Racconta dei pianeti, delle stelle e dei fiori che fioriscono sulla Terra. Racconta che nello spazio anche le cose più piccole sono importanti.
Anna non è sola. Ci sono altri nello stesso veicolo. Hanno tutti un compito. Si aiutano. Si passano gli attrezzi con mani gentili. Si scambiano un sorriso. Quando uno è stanco, l'altro dice: “Stai tranquilla. Lo facciamo insieme.” La collaborazione è un abbraccio silenzioso.
A un certo punto, una piccola luce lampeggia. Anna guarda il pannello. Non è nulla di grave. È solo un avviso che ricorda di controllare l'aria. Anna toglie la sua penna e segna ancora il calendario. “Controllo aria alle dieci,” scrive. La sicurezza è una scelta. La sicurezza è amore per tutti.
Il rientro sereno
Quando il lavoro è finito, Anna si prepara a ritirarsi. Il giorno è dolce. Le stelle salutano piano. Anna prende il computer e apre la casella delle email. Vuole ringraziare qualcuno. Vuole dire grazie.
Scrive con cura. “Caro Marco,” inizia. Marco è l'ingegnere che controlla l'ossigeno. Marco lavora spesso di notte, lontano dagli sguardi. Marco è una persona invisibile, ma molto importante. Anna spiega che senza il suo lavoro lo spazio sarebbe silenzioso e freddo. Anna scrive: “Grazie per l'aria che mi fa respirare. Grazie per la tua attenzione e il tuo cuore calmo. Grazie per rendere la terra più sicura anche da lontano.”
Anna invia l'email e sorride. Poi manda un altro messaggio alla sua famiglia: “Buonanotte. Vi penso.” La luce del computer diventa una stella vicina.
Anna chiude il calendario. Guarda la Terra una volta ancora. Promette di tornare presto per raccontare altre storie. Si mette la coperta leggerissima sulle ginocchia. Respira lento. Una, due, tre.
La navicella è calma. La casa lontana è vicina nel cuore. Anna sente il coraggio tranquillo che l'ha accompagnata tutto il giorno. Il coraggio è come una lanterna che non brucia forte, ma resta accesa. Il rispetto per la Terra e per chi lavora insieme la scalda.
Anna spegne le luci. La voce della mamma arriva dolce e lontana: “Buonanotte, Anna.” Anna risponde piano: “Buonanotte, mamma. Ti amo.” Poi sogna di cieli pieni di luci e di mani che si tengono. Tutto è sicuro. Tutto è tenero. Tutto è grato.