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Storia di creatura divertente 9/10 anni Lettura 12 min. Disponibile in audiostoria (2)

Zangolo e la gara delle risate nella Valle dei Colori Pazzi

Nella Valle dei Colori Pazzi, Zangolo, una creatura strana e divertente, partecipa al Grande Concorso di Barzellette, dove si sfida con amici eccentrici in un turbinio di risate e battute folli. Mentre la gara si svolge tra colpi di scena esilaranti, Zangolo scopre che la vera vittoria è far ridere gli amici.

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Un vampiro di nome Vladimiro, con la pelle viola chiaro e occhi brillanti, indossa un mantello scintillante. Ha un grande sorriso malizioso ed è molto felice, ridendo a crepapelle. Accanto a lui, una giraffa di nome Gilda, con un lungo collo e macchie dorate, è su una scala mentre racconta una barzelletta a un gruppo di creature divertite. Sullo sfondo, una marmotta di nome Miss Marmellata, con pelo marrone e occhiali rotondi, è in piedi sulle zampe posteriori, ridendo mentre cerca di non cadere. La scena si svolge nella Piazza delle Risate, un luogo colorato pieno di palloni a forma di narici, gelatina che tremola sulle montagne e creature strane che applaudono. Al centro, un grande podio decorato con festoni luminosi ospita un concorso di barzellette. La situazione principale mostra Vladimiro, il vampiro, mentre racconta una barzelletta esilarante, mentre il pubblico scoppia a ridere, creando un'atmosfera gioiosa e festosa. segnalare un problema con questa immagine

La versione audio è disponibile gratuitamente per questa storia:

Durata dell'audiostoria: 12:42

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Capitolo 1: Un Buffo Risveglio nella Valle dei Colori Pazzi

Nella Valle dei Colori Pazzi, le nuvole erano rosa pastello, gli alberi avevano foglie a pois blu e le montagne… beh, le montagne erano fatte di gelatina che tremolava ogni volta che qualcuno starnutiva. In questo mondo incredibile viveva Zangolo, una creatura davvero strana ma assolutamente irresistibile: aveva il corpo tutto peloso color arancione con strisce verdi, tre occhi tondi e vivacissimi, e una bocca enorme che sembrava sempre pronta a scoppiare a ridere.

Zangolo si svegliò quella mattina con i baffi tutti arruffati e un pensiero che gli faceva il solletico al cervello: “Oggi è il giorno del Grande Concorso di Barzellette della Valle!” Saltò giù dal letto, che era fatto di marshmallow giganti, e infilò il suo cappello preferito: un casco di banana (sì, una vera banana).

Mentre si lavava i denti con la schiuma di zucchero filato, Zangolo ripassava le sue migliori battute davanti allo specchio. “Perché il pomodoro non riesce mai a vincere a nascondino? Perché si fa sempre scoprire!” rise così forte che una delle sue orecchie (a forma di foglia) iniziò a vibrare.

Appena uscì di casa, fu investito da una brezza profumata di caramello e vide il suo vicino, il Signor Polpaccio, un polipo con i baffi da pirata che stava saltando la corda con le sue otto braccia. “Buongiorno, Zangolo! Pronto a far ridere tutta la valle?” chiese con un occhiolino.

“Prontissimo! Ho preparato la mia super barzelletta segreta!” rispose Zangolo, facendo una capriola e atterrando su una nuvola bassa che passava di lì.

La Valle dei Colori Pazzi era piena di stranezze: c'erano uccelli che facevano la ruota come pavoni ma con piume a forma di spaghetti, funghi che cantavano canzoni pop e ruscelli che scorrevano al contrario. Tutti, in quel giorno speciale, si preparavano al concorso che si sarebbe tenuto nella Piazza delle Risate, proprio davanti al Castello del Re Sbadiglio.

Zangolo si incamminò, saltellando su e giù, mentre i suoi tre occhi brillavano di eccitazione. Lungo la strada incontrò la sua amica Lilla, una lumaca con le ali di farfalla, che gli regalò una foglia di fortuna. “In bocca al drago, Zangolo! Ma non troppo, che poi puzza!” disse ridendo.

Zangolo rise così forte che fece cadere una mela parlante dall'albero. “Ehi! Più piano con quelle risate!” protestò la mela, ma poi scoppiò a ridere anche lei.

Capitolo 2: L'Arrivo dei Concorrenti

La Piazza delle Risate era già piena di creature di ogni tipo. C'erano draghi con la coda intrecciata, gnomi con cappelli giganti a forma di torta e addirittura un gruppo di formiche che portavano un'enorme fetta di pizza sulle spalle.

Zangolo salutò tutti con il suo sorriso smagliante e si fece largo tra la folla per raggiungere il palco. Proprio mentre stava passando vicino al tavolo dei giudici, sentì una voce profonda e misteriosa: “Attento a non inciampare, peloso!”

Si girò e vide Vladimiro, il famoso vampiro della valle. Vladimiro non era come gli altri vampiri: aveva la pelle viola chiaro, due denti da latte ancora da sostituire e portava un mantello pieno di paillettes luccicanti. Amava le barzellette almeno quanto il succo di pomodoro.

“Ciao Vladimiro! Pronto a perder… ehm, a partecipare?” scherzò Zangolo.

“Pronto a vincere, piuttosto! Ho preparato una barzelletta che ti farà rotolare per terra!” rispose Vladimiro, facendo una riverenza esagerata che fece volare via un pipistrello dal suo cappello.

Tra gli altri concorrenti c'erano anche:

- Gilda la Giraffa, che aveva il collo così lungo che doveva parlare con il microfono su una scala.

- Poldo il Porcospino, che rideva sempre prima ancora di raccontare la sua barzelletta.

- Miss Marmellata, una marmotta con il vizio di inciampare sulle sue stesse zampe.

Il presentatore era un unicorno con la voce squillante, chiamato Frizzolo. Salì sul palco e urlò: “Benvenuti alla Gara delle Barzellette più pazza del mondo! Che vinca il più divertente!”

La folla scoppiò in un applauso rumoroso e Zangolo sentì il suo cuore battere come un tamburo impazzito. Si guardò intorno: il palco era decorato con palloncini a forma di narice, e sopra, un'enorme insegna luminosa lampeggiava: “Risate Garantite!”

Capitolo 3: Le Prime Risate

Frizzolo chiamò il primo concorrente: Gilda la Giraffa. Gilda salì sulla scala, si schiarì la gola e disse: “Perché la giraffa non gioca mai a nascondino? Perché è sempre vista!” La folla rise di gusto, anche se alcuni uccellini si misero a ridere in ritardo, perché la barzelletta ci aveva messo un po' a raggiungere la loro altezza.

Poi fu il turno di Poldo il Porcospino. Poldo salì sul palco e, ancora prima di parlare, scoppiò a ridere così forte che le sue spine si scompigliarono tutte. “Perché il porcospino non usa il cuscino? Perché si punge da solo!” Tutti risero, e Zangolo sentì una specie di formicolio sulle braccia: la gara era davvero agguerrita!

Miss Marmellata inciampò tre volte prima di arrivare al microfono, ma ci riuscì. “Perché la marmotta non va mai in discoteca? Perché si addormenta prima della musica!” La sua voce tremava, ma la platea la premiò con una risata calorosa.

Quando fu il turno di Vladimiro, il vampiro fece un passo teatrale, si aggiustò il mantello e guardò tutti con i suoi occhi scintillanti. “Perché il vampiro non mangia mai insalata?” chiese. Silenzio. Poi Vladimiro sorrise: “Perché non trova mai i denti giusti per la forchetta!” La piazza scoppiò in una risata così forte che alcuni palloncini volarono via.

Infine, toccò a Zangolo. Salì sul palco, prese fiato e guardò il pubblico con i suoi tre occhi. “Sapete perché il drago non fa mai il bucato? Perché ogni volta brucia le mutande!” Un silenzio di un secondo e poi… una risata generale, così travolgente che persino il Re Sbadiglio sbadigliò di meno per qualche minuto.

Capitolo 4: Disastri Comici e Colpi di Scena

Dopo il primo giro, Frizzolo annunciò: “Ora la seconda manche! Questa volta, dovrete raccontare una barzelletta improvvisata, usando una parola scelta dal pubblico!”

Un bambino umano tra la folla urlò: “Gelato!” Un altro gridò: “Calzini!” Un drago minuscolo, invece, propose: “Cipolla!”

Gilda la Giraffa provò subito: “Cosa fa una giraffa con i calzini? … Aspetta, non lo so! Ahah!” e scoppiò a ridere da sola, contagiando tutti.

Poldo il Porcospino prese la parola e disse: “Perché il gelato non va mai a scuola? Perché teme di sciogliersi durante le interrogazioni!” Un gruppo di lumache applaudì con entusiasmo, lasciando una scia di brillantini.

Miss Marmellata, sempre un po' distratta, inciampò su un calzino gigante e finì per atterrare sul palco con una capriola. “Ecco, questa è la mia barzelletta!” esclamò, e il pubblico rise ancora di più per la scena che per la battuta.

Vladimiro, invece, prese la parola con il suo tono misterioso: “Sapete perché il vampiro non mangia mai la cipolla? Perché poi tutti scappano via… anche i pipistrelli!” Il pubblico rise così tanto che un gabbiano si posò sulla testa del Re Sbadiglio.

Quando toccò a Zangolo, lui pensò un attimo, poi disse: “Perché il calzino non può mai essere un gelato? Perché nessuno vuole leccare i piedi!” La piazza scoppiò in una risata fragorosa che fece tremare la gelatina delle montagne.

Ma proprio in quel momento, accadde qualcosa di bizzarro: un gruppo di formiche salì sul palco, portando una torta gigante che cominciò a ballare da sola! La torta, con occhi e bocca, iniziò a cantare una canzone buffissima: “Sono una torta, non mi mordere la coda!”

Tutti rimasero a bocca aperta, poi risero ancora più forte. Vladimiro cercò di ipnotizzare la torta, ma lei gli fece una linguaccia e scappò via rotolando.

Capitolo 5: L'Amicizia più Forte delle Risate

Dopo mille risate, pasticci e battute, Frizzolo si avvicinò ai giudici. Il Re Sbadiglio, che aveva quasi smesso di sbadigliare, prese la parola: “Mai vista una gara così divertente! Ma ora dobbiamo scegliere… chi è stato il più buffo?”

I giudici si consultarono: la Regina delle Nuvole, il Drago musicista e una pianta di piselli ballerini. Dopo qualche minuto, Frizzolo tornò sul palco: “E il vincitore è… Zangolo, il peloso dalle tre risate!”

La folla esplose in un applauso. Zangolo si avvicinò al microfono, felice ma anche un po' imbarazzato. “Grazie a tutti! Ma posso dire una cosa? Senza Vladimiro, Gilda, Poldo e Miss Marmellata, non sarebbe stata così divertente!”

Vladimiro, con il suo mantello scintillante, si avvicinò e abbracciò Zangolo. “Prometti che l'anno prossimo perderai apposta, così vinco io?” scherzò.

“Tutt'al più vinciamo insieme!” rispose Zangolo, e tutti risero ancora.

Poi, il Re Sbadiglio fece portare un'enorme coppa piena di gelato arcobaleno. “Questa è per tutti i concorrenti, perché la vera vittoria è far ridere gli amici!”

Tutti si sedettero insieme sulla Piazza delle Risate, mangiando gelato, raccontando barzellette e inventando nuove battute. Perfino la torta ballerina tornò, chiedendo una fetta di se stessa (ma nessuno gliela diede, ovviamente).

Capitolo 6: Il Ritorno a Casa e un'Ultima Risata

Quando il sole tramontò dietro le montagne di gelatina, la Valle dei Colori Pazzi si illuminò di mille luci. Zangolo, stanco ma felice, salutò tutti i suoi amici. Vladimiro gli promise di insegnargli a volare con i pipistrelli, mentre Gilda la Giraffa gli regalò una cravatta lunga lunga, “per quando vuoi nasconderti dietro un albero.”

Zangolo tornò a casa, saltellando tra le nuvole basse, e si tuffò sul letto di marshmallow. Mentre chiudeva gli occhi, pensò: “Le risate sono la magia più potente che ci sia!”

Poi, proprio mentre stava per addormentarsi, sentì un rumore sotto il letto. Era la mela parlante, che sussurrò: “Perché le mele non vanno mai agli spettacoli di magia? Perché hanno paura di sparire!”

Zangolo scoppiò a ridere così forte che fece tremare tutto il letto. E così, nella Valle dei Colori Pazzi, la notte fu piena di sogni buffi, di amici strani e di risate infinite.

E se ascolti bene, anche tu, da molto lontano, puoi ancora sentire l'eco di una risata a tre occhi che fa tremare le montagne di gelatina…

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