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Storia sugli schermi 9/10 anni Lettura 9 min.

Tommaso e la tartaruga digitale: avventure di cybergentilezza

Tommaso e Riccardo imparano a essere gentili online e a trovare un equilibrio tra schermi e vita reale, inventando la "tartaruga digitale" per aiutarsi a staccare e coinvolgendo le loro famiglie in nuove regole.

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Ci sono due ragazzi di circa 10 anni: Tommaso, capelli castani corti, seduto su una sedia a rotelle blu al centro del soggiorno, tiene un tablet nero sulle ginocchia e sorride dicendo "tartaruga digitale"; Riccardo, capelli biondi spettinati, seduto a destra su un piccolo pouf verde, posa la console portatile rossa sul tavolo e guarda Tommaso sorpreso e divertito; ambientazione: un soggiorno caldo e colorato visto in tre quarti con un grande divano crema a sinistra, un tavolino in legno chiaro, una finestra alta con la pioggia sulle lastre, una tazza di cioccolata fumante sul tavolo e un grande disegno di tartaruga appeso al muro; situazione: i due smettono di giocare in un momento di transizione, tablet e console riposano, ci sono pennarelli e un grande foglio bianco sul tavolo mentre decidono di fare una pausa digitale e disegnare insieme, espressioni rilassate e complici. segnalare un problema con questa immagine

Capitolo 1 – Il mistero della cybergentilezza

Era un lunedì pomeriggio e fuori pioveva. Tommaso e Riccardo si erano rifugiati nel salotto di casa, circondati da cuscini e biscotti al cioccolato. La mamma di Tommaso aveva appena portato due tazze di cioccolata calda fumante e sorrideva osservando i due amici. Tommaso era seduto sulla sua sedia a rotelle, con il tablet sulle ginocchia, mentre Riccardo armeggiava con la console portatile.

“Ric, sai cosa ha detto la maestra oggi?” chiese Tommaso con un'espressione curiosa. “Ha parlato di cybergentilezza. Ma cosa vuol dire, secondo te?”

Riccardo alzò le spalle e fece una smorfia. “Forse è quando si dice ‘ciao' su internet?”

Tommaso rise. “Sarebbe bello se bastasse un saluto! Ma la maestra ha detto che bisogna rispettare gli altri anche online, come nella vita vera.”

Riccardo ci pensò su, mentre sullo schermo la sua squadra vinceva una partita. “Io a volte scrivo messaggi veloci ai miei amici, ma non sempre penso a come li leggono. Forse dovremmo stare più attenti.”

Tommaso annuì, poi scorse una nuova notifica sul tablet. Era un invito a una chat di gruppo. Sapeva che lì, a volte, volavano battutine poco gentili. Sentì una strana sensazione nello stomaco. “Forse la cybergentilezza è anche non prendere in giro gli altri, anche se sembra solo uno scherzo.”

Riccardo guardò l'amico e sorrise. “Sì, e magari aiutare chi è triste, anche solo con una faccina sorridente.”

Fuori la pioggia batteva più forte, ma in casa l'atmosfera era calda. I due amici decisero di scrivere insieme un messaggio gentile a un compagno che spesso rimaneva in silenzio nella chat. In quel momento, Tommaso sentì che aveva già fatto il primo passo verso la cybergentilezza.

Capitolo 2 – Un pomeriggio connesso

Il giorno dopo, era ancora brutto tempo. I due amici si ritrovarono di nuovo a casa di Tommaso, questa volta decisi a provare un nuovo videogioco di avventure. La stanza era piena di risate e di grida ogni volta che uno dei due superava un livello difficile.

Dopo un'ora, però, Tommaso iniziò a sentire gli occhi stanchi e la testa un po' pesante. Si guardò intorno e notò che fuori il cielo si era schiarito, anche se la pioggia cadeva ancora lieve.

“Ric, ti capita mai di non riuscire a smettere di giocare anche quando senti che dovresti fare altro?” chiese a bassa voce.

Riccardo si fermò, abbassando la console. “Sì, sempre! È come se il gioco volesse che restassi ancora un minuto… e poi dieci… e poi un'ora!”

Tommaso sospirò. “A volte vorrei chiedere aiuto per fermarmi, ma mi vergogno un po'.”

Riccardo si grattò la testa pensieroso. “Potremmo aiutarci a vicenda. Tipo, se uno dice ‘ho bisogno di una pausa', l'altro deve proporre qualcosa di diverso.”

Tommaso sorrise. “Mi piace! Possiamo anche inventare un segnale segreto. Tipo, quando dico ‘tartaruga digitale', vuol dire che ho bisogno di staccare.”

I due scoppiarono a ridere. Decisero che ogni volta che uno di loro avrebbe sentito il bisogno di fermarsi, avrebbe detto la parola magica. E così, tra un livello e l'altro, cominciarono a sperimentare il nuovo sistema.

Capitolo 3 – La regola delle tartarughe digitali

Il terzo pomeriggio, Tommaso e Riccardo si ritrovarono per fare i compiti insieme. Avevano i tablet per cercare informazioni, ma presto la tentazione di guardare video divertenti fu troppo forte.

“Solo uno, poi torniamo ai compiti!” propose Riccardo, già pronto a cliccare.

Tommaso però si ricordò della loro promessa. Guardò l'amico e disse con decisione: “Tartaruga digitale!”

Riccardo si immobilizzò come una statua, poi rise e lasciò il tablet sul tavolo. “Hai ragione, ci stavamo perdendo.”

Si misero a disegnare insieme su un grande foglio bianco, inventando una mappa del tesoro immaginaria. Parlarono di pirati, isole misteriose e animali esotici, dimenticandosi per un po' degli schermi.

La mamma di Tommaso entrò nella stanza e osservò il foglio pieno di colori. “Che bella mappa! Avete finito i compiti?”

“Quasi, mamma,” rispose Tommaso. “Ma ci siamo presi una pausa dalle cose digitali.”

La mamma sorrise compiaciuta. “Sapete, a volte anche gli adulti fanno fatica a staccarsi dagli schermi. È bello che abbiate trovato un modo per aiutarvi.”

Tommaso si sentì fiero. Non era facile fermarsi, ma con Riccardo era più semplice. Avevano capito che chiedere aiuto non era una debolezza, ma un modo per stare meglio insieme.

Capitolo 4 – Una riunione di famiglia speciale

La sera stessa, Tommaso propose alla sua famiglia di organizzare una riunione per parlare del tempo passato davanti agli schermi. Tutti si sedettero intorno al tavolo della cucina: mamma, papà, la sorella maggiore e persino il gatto, che però dormiva beato su una sedia.

Tommaso raccontò dell'idea della “tartaruga digitale” e di quanto fosse utile avere qualcuno che ti aiuta a fermarti. La mamma propose di fissare insieme alcune regole, in modo che ognuno potesse dire la sua.

“Potremmo scegliere dei momenti senza schermi, tipo a cena o quando facciamo giochi da tavolo,” suggerì la sorella.

Il papà aggiunse: “E magari stabilire un tempo massimo per i videogiochi durante la settimana.”

Tommaso propose di appendere un cartellone colorato con le nuove regole vicino alla porta d'ingresso, così tutti potevano ricordarsele. Riccardo, che era rimasto a cena, partecipò con entusiasmo.

“Anche a casa mia farò la stessa cosa!” disse. “E magari la tartaruga digitale può diventare la mascotte delle nostre regole.”

Tutti risero e si misero al lavoro per disegnare una tartaruga simpatica. La serata si concluse con una partita a “Indovina Chi?” e tante chiacchiere lontano dagli schermi. Tommaso si sentiva sereno: le regole erano state decise insieme, nessuno si era arrabbiato, e ognuno si era sentito ascoltato.

Capitolo 5 – Una nuova giornata, nuovi equilibri

I giorni successivi furono pieni di piccoli cambiamenti. Al mattino, Tommaso e Riccardo si salutavano a scuola e si raccontavano delle loro “tartarughe digitali”. A volte era difficile rispettare le regole, soprattutto quando uscivano nuovi giochi o video divertenti, ma sapevano che potevano sempre chiedere aiuto.

Un sabato pomeriggio, i due amici andarono al parco. Portarono con sé solo un piccolo zaino con merenda e una palla. Giocarono a calcio, inventarono una corsa a ostacoli e si sdraiarono sull'erba a guardare le nuvole.

Riccardo disse: “Sai, pensavo che senza schermi mi sarei annoiato. Invece sto proprio bene.”

Tommaso annuì. “Anche io. Gli schermi sono belli, ma non sono tutto. Ci sono mille cose da fare insieme.”

Quando tornarono a casa, Tommaso si sedette sul letto e pensò a come avrebbe voluto usare gli schermi in futuro. Si vedeva grande, magari con un lavoro che usava il computer, ma anche con tanti amici, avventure all'aria aperta e momenti di risate senza notifiche.

Capì che non doveva avere paura di chiedere aiuto quando sentiva che era troppo, e che la gentilezza – anche digitale – era un dono prezioso. Bastava poco per cambiare una giornata.

Quella sera, mentre si preparava per dormire, Tommaso si sentì orgoglioso. Aveva scoperto che l'equilibrio non era una regola da seguire da solo, ma una strada da costruire insieme, passo dopo passo, con chi ti vuole bene.

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