Serpino il serpente si svegliò tutto arrotolato come una ciambella verde. Aprì un occhio, poi l'altro. Sorrise. Era una mattina calma nel Bosco Frizzante.
“Buongiorno, pancia mia!” disse Serpino, e la pancia fece “glup”.
Serpino scivolò fuori dalla sua tana. Voleva fare una cosa semplice: portare al picnic la sua tovaglietta a pois, quella rossa con i puntini bianchi. Era la sua preferita.
Ma… oh-oh.
La tovaglietta aveva un piccolo strappo. Piccolo piccolo, ma proprio in mezzo. Sembrava una bocca che faceva “oh!”
Serpino la guardò serio per un secondo. Poi fece una faccia buffa. “Ehi, tovaglietta, stai facendo la sorpresa?”
La tovaglietta, ovviamente, non parlò. Però il vento fece “fiuu” e sembrò una risata.
“Va bene,” disse Serpino. “La riparo. Facile-facile.”
Si mise in marcia, sss-sss-sss, verso il prato dove gli amici stavano preparando il picnic.
Per primo incontrò Timo il topo, che portava una briciola gigante come fosse un tesoro.
“Timo!” chiamò Serpino. “Hai per caso ago e filo?”
Timo alzò le orecchie. “Ago? Filo? Io ho… questo!” e mostrò un lunghissimo filo di spaghetti.
Serpino sbatté le palpebre. “Spaghetti?”
“È un filo molto gustoso,” disse Timo. “Si ripara e poi si mangia!”
Serpino provò a far passare lo spaghetti nello strappo. Lo spaghetti si spezzò. “Crac.” E cadde dentro la tovaglietta.
Timo lo guardò felice. “Perfetto! Ora è uno snack.”
Serpino ridacchiò. “Grazie, Timo. Sei… creativo.”
Continuò, tenendo la tovaglietta tra le spire, come una bandiera.
Poco dopo vide Pina la papera, che camminava dondolando con un cestino di mele.
“Pina!” disse Serpino. “Mi serve qualcosa per chiudere questo strappo.”
Pina inclinò la testa. “Ho una cosa appiccicosa!” Tirò fuori una foglia piena di miele.
“Il miele tiene tutto!” disse Pina, fiera.
Serpino provò. Mise il miele sullo strappo. Schiacciò un po'. La tovaglietta si incollò… alle sue spire.
“Oh! Sono diventato una tovaglia-serpente!” disse Serpino.
Pina rise “Qua qua qua!” “Ti sta bene! Sei molto elegante.”
Serpino fece un piccolo giro su se stesso. La tovaglietta non voleva staccarsi. Poi arrivò una farfalla e si posò sul miele. Poi un'ape. Poi un'altra.
Serpino sussurrò: “Ragazze, è un lavoro di riparazione, non un buffet.”
Le api fecero “bzz” come per dire: “Ops!”
Pina soffiò piano. “Fiuu.” Le api volarono via tranquille. Serpino si leccò un pezzetto di miele. “Almeno è buono.”
Con calma, e un po' di erba secca, riuscì a staccare la tovaglietta. Era ancora strappata, ma ora profumava di dolce.
“Andiamo avanti,” disse Serpino. “Ci vuole un'idea migliore.”
Arrivò vicino al ruscello e incontrò Rocco la rana. Rocco stava seduto su una pietra e faceva “plin” con una cannuccia nell'acqua.
“Rocco!” disse Serpino. “Hai qualcosa per riparare un buchetto?”
Rocco gonfiò le guance. “Ho bolle!”
“Bolle?” Serpino strizzò gli occhi.
“Certo!” disse Rocco. “Le bolle tappano tutto… per un secondo.” Fece una bolla grande e la poggiò sullo strappo.
La bolla tremò, brillò, fece “plop” e sparì.
Serpino e Rocco rimasero zitti. Poi scoppiarono a ridere.
“È stata la riparazione più veloce del mondo,” disse Serpino.
“E la più… bagnata,” disse Rocco, e fece un saltino. Splash.
Serpino guardò la tovaglietta. “Va bene. Non voglio arrabbiarmi. La mia tovaglietta è diversa oggi. Va bene anche così.”
In quel momento arrivò Lola la lumaca, lenta lenta, con un cappellino di foglia.
“Ciao Serpino,” disse Lola. “Perché fai quella faccia che ride e piange?”
Serpino le mostrò lo strappo. “Volevo ripararlo. Ho provato spaghetti, miele e bolle.”
Lola annuì piano piano. “Sono idee… molto allegre.”
“Ma non funzionano,” sospirò Serpino.
Lola aprì la sua borsetta minuscola. Tirò fuori una cosa piccola: una foglia morbida e verde, a forma di cuore. E poi una gocciolina lucida.
“Cos'è?” chiese Serpino.
“Colla di… chiocciola,” disse Lola, un po' timida. “È solo una gocciolina. Non fa male a nessuno. E si lava via.”
Serpino spalancò gli occhi. “Tu hai la colla in tasca?”
Lola sorrise. “Io lascio una scia. A volte è utile.”
Serpino abbassò la voce, gentile: “Posso provarla? Prometto di dire grazie mille.”
“Certo,” disse Lola. “Ma piano piano.”
Serpino appoggiò la foglia a cuore sopra lo strappo, come una toppa. Lola mise una gocciolina e la spalmò con la puntina della foglia.
Aspettarono. Uno… due… tre.
Serpino provò a tirare. La foglia restò ferma. Lo strappo era coperto. Non perfetto, ma bello: un cuore verde su pois rossi.
Serpino fece un sorriso enorme. “È fantastico! Sembra una decorazione!”
Lola arrossì un pochino. “Davvero?”
“Davverissimo,” disse Serpino. “La mia tovaglietta ora è speciale. Come te.”
Arrivarono al prato del picnic. C'erano anche Nina la gatta, Bruno il coniglio e Arturo il riccio. Tutti misero cibo e frutta.
Nina indicò il cuore sulla tovaglietta. “Oh! Che carino! Chi te l'ha fatto?”
Serpino si raddrizzò tutto fiero. “Lola. Con una goccia di colla di lumaca.”
Bruno sbatté le orecchie. “Colla di lumaca? Che idea geniale!”
Arturo guardò Lola. “Io pensavo che le lumache fossero solo lente.”
Lola fece un sorriso piccolo. “Sono lenta, sì. Ma posso fare cose utili.”
Serpino annuì. “Ognuno fa le cose a modo suo. E va bene così.”
Pina la papera arrivò con le mele. Timo il topo portò altri spaghetti. Rocco la rana fece bolle sopra il ruscello, lontano dalla tovaglietta, “per sicurezza!”
Tutti risero.
Si sedettero. Mangiarono tranquilli. Il sole era caldo ma non troppo. La tovaglietta a pois con il cuore stava lì, al centro, come un abbraccio.
Serpino guardò Lola. “Grazie. Hai riparato il mio piccolo problema.”
Lola rispose piano: “È stato un lavoro… dolce e lento.”
Serpino ridacchiò. “Io invece sono veloce e scivoloso. Ma oggi ho imparato a fare piano.”
Il picnic finì con una ninna-nanna di grilli. Serpino arrotolò la tovaglietta con cura.
Prima di tornare a casa disse: “Domani porto anche due cuori. Uno per me e uno per chi ne ha voglia.”
E nel Bosco Frizzante, tutti, diversi e contenti, fecero “mmm” di felicità.