Parte 1
Nel Bosco di Zucchero, dove le foglie brillavano come caramelle verdi, viveva un coniglietto di nome Lino. Aveva orecchie morbide come due vele e un naso che tremava come una piccola stella.
Una mattina, Lino seguì una farfalla blu. La farfalla danzava nell'aria come un fiocco di cielo.
“Che bella!” disse Lino.
Saltò, saltò, saltò… e senza accorgersene arrivò in un prato nuovo. Tutto era diverso. Gli alberi avevano tronchi a righe, come bastoncini di menta.
Lino si fermò. Guardò a destra. Guardò a sinistra.
“Oh… dov'è il mio sentiero?” sussurrò. Il cuore gli fece “tum tum”, ma non era un tum tum cattivo. Era un tum tum che diceva: “Sono qui con te”.
Una coccinella rossa atterrò su una pietra lucida.
“Ciao, Lino,” disse.
“Ciao… mi sono perso,” disse Lino.
“Non sei solo,” rispose la coccinella. “Qui la strada si trova con tre cose: coraggio, curiosità e ascolto.”
Lino alzò le orecchie. “Io posso ascoltare!”
Parte 2
La coccinella indicò una via di sassolini dorati. I sassolini luccicavano come monete del sole.
“Segui la luce,” disse. “E parla con chi incontri.”
Lino camminò. Ogni passo era una piccola avventura, come sfogliare una pagina brillante.
Incontrò una lumaca con una casa a spirale, come una conchiglia di luna.
“Buongiorno,” disse Lino. “Sai dov'è il sentiero del Bosco di Zucchero?”
La lumaca sorrise lenta lenta. “Io vado piano, ma vedo tanto. Ascolta il vento: fa ‘fiuu' verso nord.”
“Grazie!” disse Lino. “Io ascolto il vento.”
Il vento passò tra l'erba e sembrò una canzone morbida. “Fiuu… fiuu…”
Lino riprese a saltare, ma senza correre. Saltava con attenzione. Saltava con calma.
Poi vide un ruscello che parlava con voce argentata: “Glin glin.”
Lino si chinò. “Ruscello, ruscello, mi aiuti?”
“Certo,” cantò il ruscello. “Guarda il mio riflesso. Vedi quelle nuvole? Sono pecore di panna. Vanno verso casa tua.”
Lino guardò l'acqua. Le nuvole scivolavano lente, tutte nella stessa direzione.
“Le nuvole sanno la strada!” disse Lino, e rise.
Ma subito dopo arrivò davanti a due sentieri: uno di funghi rossi, uno di foglie gialle.
Lino inspirò. “Coraggio,” disse a se stesso. “Curiosità. E ascolto.”
Chiuse gli occhi un secondo. Sentì il vento: “Fiuu…” verso le foglie gialle.
“Allora vado di qua,” disse Lino.
Parte 3
Il sentiero di foglie gialle era come un tappeto d'oro. Sopra, un arco di rami faceva una porta, come in un castello gentile.
La farfalla blu tornò a volare davanti a lui.
“Eri tu che mi guidavi?” chiese Lino.
La farfalla sembrò dire “Sì” con le ali, flap flap, come due piccoli applausi.
E allora Lino vide il grande Albero della Mappa. Aveva una corteccia disegnata, piena di linee come stradine.
La coccinella era lì.
“Guarda,” disse. “Dov'è casa tua?”
Lino posò la zampina sul disegno. “Qui! Vicino al cespuglio di more.”
“Bravissimo,” disse la coccinella. “Ora sai leggere i segni.”
Lino seguì le linee, poi i sassolini, poi le more… e finalmente sentì un profumo familiare, dolce come biscotto.
Ecco il suo sentiero. Ecco il suo bosco. Ecco la sua tana calda.
“Ce l'ho fatta,” disse Lino piano.
“Perché sei stato coraggioso,” disse la coccinella.
“E curioso,” aggiunse la lumaca, arrivata piano piano.
“E hai ascoltato,” cantò il ruscello da lontano: “Glin glin!”
Lino si accoccolò. Il mondo sembrava un abbraccio grande.
Capì una cosa semplice: anche quando la strada si nasconde, dentro di lui c'è una piccola luce che può guidarlo. E quella luce cresce ogni volta che prova.
Poi chiuse gli occhi, sereno, con un sorriso che sembrava una luna.