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Storia di viaggio sott'acqua 5/6 anni Lettura 11 min.

Lia e lo Scoglio Luna: la mappa del mare e l’amicizia di Timo

Lia, una bambina curiosa, esplora il mare con lo zio Nino e il polpo Timo per dare un nome a un puntino misterioso sulla sua mappa. Durante l'avventura impara il valore del coraggio e del rispetto per il mare.

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Lia, bambina di 6 anni, occhi grandi e sereni, in muta colorata e maschera con bordo giallo, fluttua vicino a una roccia tenendo una piccola tavoletta liscia con il disegno di una roccia e di una luna e un pezzetto di vetro di mare blu; Timo, il piccolo polpo amico dal corpo rotondo e tentacoli flessibili che cambiano colore (giallo pallido, rosa, arancione), è accanto a Lia arrotolando un’alga verde e appoggiando un tentacolo sulla corda al polso di Lia in segno d’amicizia; lo zio Nino, uomo di circa 50 anni con barba brizzolata e giacca da marinaio, sta sulla piccola barca "Stella Lenta" in superficie con una corda in mano, osservando benevolo; luogo: un giardino sottomarino luminoso con archi di roccia liscia, alghe ondeggianti, anemoni rosa e banchi di piccoli pesci argentati, raggi di luce blu che filtrano; situazione: Lia scopre lo "Scoglio Luna" — una roccia con una macchia bianca a forma di luna — e scrive il suo nome sulla tavoletta senza toccare gli animali mentre Timo le offre l’alga, atmosfera dolce, curiosa e rispettosa. segnalare un problema con questa immagine

Parte 1: La mappa e il desiderio

Lia aveva sei anni e un quaderno con la copertina blu. Dentro, con matite colorate, disegnava mappe di luoghi veri e di luoghi immaginati. Disegnava spiagge, scogli, conchiglie giganti e frecce che sembravano piccoli pesci.

Quella sera l'aria profumava di sale. Lia era seduta vicino alla finestra della casetta sul porto. Fuori, le barche dondolavano piano, come culle.

Sul tavolo c'era una mappa speciale, fatta su carta spessa. Era la mappa del mare vicino, con tante macchie azzurre e verdi. Un vecchio pescatore l'aveva regalata alla mamma, dicendo: “Questa mappa è buona per chi sa guardare.”

Lia la guardò con gli occhi larghi. In un angolo c'era un puntino senza nome, vicino a una curva di costa. Un posto vuoto.

“Quello… che cos'è?” chiese Lia.

La mamma sorrise. “Forse è uno scoglio. Forse non l'hanno segnato bene.”

Lia sentì una voglia forte, come una corrente sotto la pancia. Voleva dare un nome a quel puntino. Voleva segnare uno scoglio come punto di riferimento sulla mappa. Un roccia-amica, una roccia-guida.

Il giorno dopo, Lia portò il suo quaderno blu al piccolo laboratorio dello zio Nino. Lo zio costruiva cose strane: retini per granchi, bussole che brillavano, e una maschera per guardare sotto la superficie dell'acqua.

“Zio, mi aiuti?” disse Lia.

Lui si grattò la barba e le porse una maschera con un bordo giallo. “Questa ti farà vedere bene. E ti serve anche questo.” Le diede una matita cerata, che poteva scrivere anche su cose bagnate, e una piccola tavoletta liscia.

“Ma io non voglio scrivere sul mare,” disse Lia, ridendo.

“No, ma potrai fare un segno su una pietra, se serve. Un segno gentile, non uno che fa male.”

Lia annuì. Non voleva rovinare nulla. Voleva solo ricordare.

Al molo c'era anche un'amica. Si chiamava Timo. Non era una bambina: era un piccolo polpo che viveva tra le corde e le alghe. Lia lo conosceva da tempo. Quando Lia si avvicinava, Timo cambiava colore per salutarla: un momento diventava rosso come una fragola, poi verde come una foglia.

Lia appoggiò la mano sull'acqua. “Oggi vado a cercare uno scoglio senza nome.”

Timo uscì piano e le toccò il dito con un tentacolo morbido. Sembrava dire: vengo anch'io.

Lia non parlava la lingua dei polpi, ma capiva le cose semplici. Capiva l'amicizia.

Lo zio Nino portò Lia su una piccola barca. La barca si chiamava Stella Lenta. Scivolava tranquilla, senza fretta. Lia teneva stretta la mappa e guardava l'orizzonte.

“Ricorda,” disse lo zio, “il mare è pieno di meraviglie. E anche di misteri. Ma noi andiamo piano. Con calma. Con occhi attenti.”

Lia fece un respiro grande. Era un po' emozionata, ma il cuore le batteva come un tamburo felice.

Parte 2: Sotto il mare dei misteri

Arrivarono vicino al punto vuoto della mappa. L'acqua lì era più scura, come se nascondesse un segreto.

Lo zio Nino gettò l'ancora. “Io resto qui. Tu guardi vicino alla barca. Non lontano. E se vuoi, tieni la corda.”

Lia indossò la maschera gialla. Mise un gilet leggero che la teneva a galla. E legò al polso una cordicella sottile, per sicurezza.

Timo, il polpo, scomparve sotto l'acqua e poi riapparve poco più in là, come una guida buffa.

Lia mise la faccia nell'acqua. All'improvviso il mondo cambiò.

Sotto, c'era un giardino. Le alghe ondeggiavano come capelli verdi. Pesci piccoli passavano in gruppo, brillanti come monete. Un granchio camminava di lato, serio serio, tra i sassi.

Lia si muoveva piano, come se stesse volando. Ogni tanto guardava in alto: lo zio era lì, la barca era lì. Va tutto bene, pensò.

Timo nuotò verso un arco di rocce. Lia lo seguì, restando vicino. Sotto l'arco c'era una zona più ombrosa. E lì, in mezzo a due pietre, Lia vide qualcosa di strano: una conchiglia grande, ma non come le altre. Aveva piccole linee a spirale che sembravano disegnate.

Lia indicò la conchiglia. Timo diventò giallo pallido, come una lampada. Poi la conchiglia si mosse. Non era una conchiglia. Era un piccolo pesce balestra, che si era nascosto bene.

Lia fece una bolla di risata. Il pesce scappò via, fiero del suo trucco.

Poi Lia vide una cosa ancora più misteriosa. Una luce piccola, azzurra, che lampeggiava tra le alghe. Sembrava una stellina caduta.

Lia si avvicinò lentamente. Era un pezzetto di vetro levigato dal mare, blu come il cielo. Brillava quando lo toccava un raggio di sole.

“Che bello,” sussurrò Lia dentro la maschera, anche se nessuno poteva sentirla bene.

Ma proprio allora, una corrente un po' più forte arrivò da dietro l'arco. Le alghe si mossero tutte insieme. La cordicella al polso di Lia si tirò un poco.

Lia sentì un piccolo spavento. Il mare non stava gridando, ma stava dicendo: attenzione.

Lia pensò in fretta. Cosa farebbe una brava esploratrice? Prima cosa: restare calma. Seconda cosa: non lottare contro l'acqua come contro un mostro. Terza cosa: cercare un punto stabile.

Si avvicinò a una roccia e appoggiò la mano su una parte liscia. Non strappò alghe, non spinse i coralli. Solo un tocco leggero.

Timo arrivò subito. Cambiò colore in un blu tranquillo. E mise un tentacolo sulla cordicella, come per dire: siamo insieme.

La corrente passò, come una porta che si chiude piano. Tutto tornò quieto.

Lia fece un respiro lungo. Il cuore riprese a battere con un ritmo normale. E in quel momento si sentì coraggiosa. Non perché non aveva paura, ma perché aveva saputo aspettare e pensare.

Poi vide lo scoglio.

Non era grande come una montagna. Era un roccione largo, con una punta che sembrava il naso di una balena. Attorno c'erano sassi più piccoli, come una famiglia. Lo scoglio aveva una macchia bianca a forma di luna.

“Eccoti,” pensò Lia. “Tu sei il puntino senza nome.”

Lia guardò bene. C'erano anemoni che si aprivano come fiori. C'erano piccoli gamberetti trasparenti. Nessuno doveva essere disturbato.

Lia prese la tavoletta liscia. Con la matita cerata fece un disegno, non sullo scoglio, ma sulla tavoletta: una roccia con una luna sopra. Poi fece una freccia, e accanto scrisse, con lettere un po' storte: “Scoglio Luna”.

Era il suo modo gentile di segnare. Un segno che non faceva male a nessuno.

Timo sembrò contento. Diventò rosa, poi arancione, come un tramonto.

Lia guardò ancora attorno. E vide un'ombra sottile che passava vicino al fondo. Un pesce lungo, con il muso appuntito. Non era cattivo, ma era veloce e misterioso. Passò e sparì.

Lia ebbe un secondo mini-sussulto. Ma poi pensò: anche lui vive qui. Anche lui è parte del mare.

Fece un piccolo saluto con la mano. Il mare non rispose con parole, ma con luce e movimento.

Parte 3: Il ritorno e l'alga arrotolata

Quando Lia tornò verso la barca, lo zio Nino la aiutò a salire. Lei si tolse la maschera, con le guance rosse di gioia.

“Allora?” chiese lo zio.

Lia mostrò la tavoletta. “Ho trovato lo scoglio. Ha una luna. L'ho chiamato Scoglio Luna. E l'ho segnato sulla mia mappa. Ma senza graffiare nulla.”

Lo zio Nino guardò il disegno e annuì. “Hai fatto bene. Un'esploratrice vera rispetta il posto che scopre.”

Lia aprì la mappa grande sul fondo della barca. Con una matita normale aggiunse un piccolo simbolo nel punto vuoto: una roccia con una luna. Poi scrisse, molto piano, “Scoglio Luna”.

Sentì un calore felice. Quel posto adesso aveva un nome nella sua testa e sulla carta. Era un punto di riferimento. Un amico silenzioso nel mare.

Timo spuntò dall'acqua vicino alla barca. Teneva tra i tentacoli qualcosa di verde. Era un'alga lunga. Timo la arrotolò e la arrotolò, con cura, finché diventò un rotolino, come una piccola pergamena.

Lia rise. “Hai fatto un regalo?”

Timo si avvicinò. L'alga arrotolata profumava di mare. Lia la prese tra le dita, delicata. Non era un tesoro di oro. Era un tesoro vivo, semplice, morbido. Un segno di amicizia.

Lo zio Nino disse: “Guarda come ti ha salutato. Nel mare, anche i regali possono essere verdi.”

Lia appoggiò l'alga arrotolata sulla tavoletta, vicino al disegno. Sembrava un sigillo. Sembrava dire: missione compiuta.

Sulla via del ritorno, il sole scendeva piano. L'acqua diventava arancione e rosa. Lia teneva la mappa sulle ginocchia e pensava al coraggio che aveva trovato dentro di sé.

Pensava anche a Timo, che ora nuotava accanto alla barca per un po', poi si fermava, poi tornava. Sempre vicino, ma libero.

Quando arrivarono al porto, Lia salutò il mare con una mano. “Grazie,” disse piano. “Per i misteri gentili. Per lo scoglio. Per l'amicizia.”

A casa, prima di dormire, Lia mise la mappa accanto al letto. E mise l'alga arrotolata in un piccolo vasetto con un po' d'acqua di mare, così restava fresca.

Nel suo quaderno blu disegnò anche Timo, e scrisse: “Oggi abbiamo trovato Scoglio Luna. Insieme.”

Poi chiuse gli occhi. Nella sua testa vedeva alghe che danzavano, pesci che brillavano, e una roccia con una luna bianca. E sentiva una cosa importante, semplice e forte: quando si esplora con attenzione e con un amico vicino, anche i misteri fanno meno paura.

E mentre il sonno arrivava, Lia sorrise. Nel silenzio della stanza, l'alga arrotolata sembrava una piccola promessa verde. Una promessa di altre avventure, calme e luminose, sotto il mare.

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Mappa
Disegno su carta che mostra luoghi e posti da ricordare.
Laboratorio
Stanza dove si costruiscono e si riparano oggetti piccoli o strani.
Pescatore
Persona che prende pesci dal mare con reti o canne.
Maschera
Cosa che metti sul viso per vedere sott'acqua senza bagnarti gli occhi.
Matita cerata
Matita che può scrivere anche su superfici bagnate o lisce.
Tentacolo
Braccio lungo e morbido che hanno i polpi per toccare e muoversi.
Polpo
Animale del mare con tanti tentacoli e corpo morbido.
Alghe
Piante verdi che crescono nel mare e ondeggiano come capelli.
Corrente
Movimento dell'acqua che spinge e fa muovere le cose.
Anemoni
Animali del mare che sembrano fiori e hanno tentacoli piccoli.
Levigato
Qualcosa liscio perché il mare o il tempo lo hanno usato molto.
Pergamena
Foglio vecchio o piegato, come un piccolo rotolo che sembra antico.
Sigillo
Segno o oggetto che chiude o protegge qualcosa, come un marchio.

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