Caricamento in corso...
Storia di Cantante e Musicista 5/6 anni Lettura 10 min.

La valigia che suona e il coro dei diversi

Una musicista di nome Lina arriva in paese con una valigia di strumenti e, insieme ai bambini e al loro violino rotto, scopre che la musica nasce dall'ascolto, dall'improvvisazione e dal rispetto delle differenze.

Scarica questa storia in PDF

Ideale per condividere o stampare questa storia!

Scarica l'e-book (.epub)

Legga questa storia sul suo e-reader.

Una donna cantante e musicista sorridente e benevola, capelli castano chiaro raccolti in coda, vestito blu semplice, tiene una piccola chitarra di legno e canta dolcemente al microfono su un piccolo palco di legno; accanto a sinistra sta Nina, circa 7 anni, bassa con trecce rosse e occhi brillanti, che applaude ammirata; a destra Bruno, circa 9 anni, capelli neri corti, suona un violino con tre corde visibili, volto concentrato ma coraggioso; dietro Bruno Ada, circa 8 anni, capelli ricci castani, batte delicatamente un secchio-percussione con due cucchiai di legno; un piccolo cane marrone maculato, Pepe, abbaia gioioso sul bordo del palco con una zampa sollevata, seguendo il ritmo; luogo: una piccola piazza di paese al crepuscolo con lucine gialle appese tra due platani, case in pietra ocra e sedie di legno per il pubblico sfocato; atmosfera calda e un po' goffa, strumenti vari, luci dorate, bambini in fila sul palco, pubblico sorridente e dettagli LEGO visibili (studs, mattoncini, texture plastica), tonalità morbide e colorate. segnalare un problema con questa immagine

Parte 1: La valigia che suona

Nel pomeriggio, la casa di campagna sembrava respirare piano. I vetri delle finestre brillavano come caramelle, e il vento faceva frusciare le foglie come pagine di un libro.

Lina arrivò con una valigia marrone e una sciarpa azzurra. Era una cantante e musicista: dentro la valigia non c'erano vestiti eleganti, ma suoni. C'era una piccola chitarra, un flauto dolce, un tamburello con sonagli d'argento e un quaderno pieno di note.

La nonna che abitava lì aprì la porta e sorrise.

«Benvenuta, Lina. Sei pronta per la festa del paese?»

«Prontissima… e un po' emozionata,» disse Lina. «Quando canto, mi sembra di tenere in mano una lanterna. Illumina, ma devo stare attenta a non farla cadere.»

In cucina c'era profumo di pane. Sul tavolo, una tazza di latte caldo fumava come una nuvola buona. Lina appoggiò la valigia e ascoltò. Sì, ascoltò davvero: il tic tac dell'orologio, il canto di un merlo fuori, il gorgoglio dell'acqua nella pentola.

«Per fare musica,» spiegò Lina alla nonna, «prima bisogna ascoltare. Le orecchie sono come due piccoli amici: dicono dove sta il ritmo.»

Proprio allora comparve Nina, una bambina del vicino, con gli occhi curiosi.

«Tu sei una vera cantante?» chiese.

«Sì. E suono anche,» rispose Lina. «Vuoi vedere?»

Nina annuì così forte che le trecce le saltarono.

Lina tirò fuori la chitarra. Le corde luccicavano. Le pizzicò con delicatezza, come se accarezzasse un gatto addormentato.

«Ogni corda ha una voce diversa,» disse. «Questa è più grave, come un papà che racconta una storia. Questa è più acuta, come una risata.»

«E la tua voce?» chiese Nina.

Lina mise una mano sul petto. «La mia voce abita qui. Ma per farla uscire bene devo respirare. Vedi?» Inspirò piano. «Come se annusassi un fiore. Poi espiro e canto.»

Fece una nota lunga, morbida, che sembrò stendere una coperta di seta nell'aria. Nina spalancò la bocca.

«Sembra… una luce!»

«È proprio quello che spero,» disse Lina.

All'improvviso, un “crack!” arrivò dal giardino, come un ramo spezzato. Nina sobbalzò.

«Che cos'è?»

Lina posò la chitarra. «Andiamo a vedere. Anche la paura, a volte, vuole essere ascoltata.»

Parte 2: Il coro dei diversi

In giardino, vicino al vecchio noce, c'era un piccolo gruppo di bambini del paese. Uno teneva un triangolo, un'altra aveva due cucchiai di legno, un altro ancora un tamburo fatto con una scatola. Sembravano una band… ma un po' triste.

Al centro c'era Bruno, con un violino minuscolo. Aveva le guance rosse.

«Si è rotta una corda,» disse, indicando il violino. «E senza quella non posso suonare. Alla festa rideranno di me.»

Lina si chinò, alla sua altezza. «Posso guardare?»

Bruno annuì.

Lina osservò lo strumento. «Il violino è delicato. È come una coccinella: piccolo, ma pieno di colori. Non serve avere tutto perfetto per fare musica. Serve trovare un modo.»

Una bambina con i ricci, Ada, sbottò: «Bruno suona diverso. A volte va più lento.»

Bruno abbassò lo sguardo.

Lina sorrise, dolce. «Diverso non è sbagliato. È un altro sentiero nel bosco. E i sentieri diversi portano a fiori diversi.»

Poi batté le mani due volte: clap clap!

«Bruno, io ti applaudo già adesso,» disse. «Perché ci hai provato e non ti sei arreso.»

Gli altri bambini la guardarono. Lina applaudì anche loro:

«E applaudo voi, perché siete qui insieme. La musica è una squadra: ognuno ha un suono, e tutti servono.»

Nina si fece avanti. «Ma… come facciamo senza la corda?»

Lina aprì la sua valigia. «Nel mestiere del musicista c'è una cosa importante: l'improvvisazione. È una parola lunga, ma vuol dire inventare con quello che hai.»

Tirò fuori il tamburello. «Questo può fare il battito del cuore.» Lo scosse: tin tin.

Poi prese il flauto. «Questo può fare il vento.» Soffiò: fiii.

E con la chitarra fece un “plum” caldo. «Questo è come il sole sul legno.»

«E Bruno?» chiese Ada, più gentile.

Lina guardò Bruno. «Il tuo violino può ancora cantare con tre corde. E se una nota manca, la riempiamo noi, come quando manca un pezzo di puzzle e lo disegniamo.»

Bruno si illuminò un poco. Provò a suonare una melodia semplice, con cautela. Lina lo seguì con la chitarra, piano piano. Ada con i cucchiai fece toc toc, come passi sul sentiero. Un bambino con il triangolo fece din! come una stellina.

Ma ecco un mini-rebound: il cagnolino della nonna, Pepe, corse in mezzo e abbaiò “bau bau!” proprio sul ritmo sbagliato. I bambini scoppiarono a ridere, poi si confusero e si fermarono.

Bruno sospirò. «Vedi? Non viene.»

Lina si sedette sull'erba. «Pepe vuole partecipare. Anche lui è diverso: non sa leggere le note, ma sa sentire. Facciamo così: gli diamo un posto.»

Si mise a battere un ritmo semplice con il piede: tum… tum…

«Questo è il nostro binario. Se Pepe abbaia, lo fa tra un tum e l'altro. Proviamo?»

Nina guardò Pepe. «Pepe, quando Lina fa tum, tu aspetti. Poi bau.»

Pepe inclinò la testa, come se capisse davvero.

Ripresero. Tum… tum… e Pepe: bau!

Questa volta era quasi perfetto. I bambini applaudirono. Lina applaudì più forte, ridendo con gli occhi.

«Bruno,» disse, «quando suoni, guarda le mie dita. Io ti accompagno. Nel lavoro del musicista, spesso si accompagna qualcuno: significa sostenerlo, come un amico che ti prende la mano.»

Bruno rialzò il mento. «Allora posso ancora essere nel gruppo?»

«Certo,» disse Lina. «E oggi ci insegni che anche un violino con una corda in meno può raccontare una storia.»

Parte 3: La festa, e poi la loge tranquilla

La sera arrivò con un cielo color prugna. Al paese, le lucine appese tra gli alberi sembravano note musicali: piccole, luminose, in fila.

Sul palco c'era un microfono. Lina lo guardò e fece un respiro lento. «La voce,» sussurrò a Nina, «non si spinge come una porta pesante. Si invita come un uccellino.»

La band dei bambini salì con lei. Bruno teneva il violino con attenzione. Ada teneva i cucchiai come fossero due bacchette magiche.

Prima di iniziare, Lina fece una cosa importante: guardò tutti e disse al microfono, con calma:

«Questa musica è fatta di suoni diversi. Alcuni sono forti, altri piccoli. Alcuni sono veloci, altri lenti. E va bene così. Quando ascoltiamo, rispettiamo.»

Il pubblico tacque, come quando sta per cadere la neve.

Lina contò: «Uno… due… tre…»

Il tamburello fece tin tin, il triangolo din, la chitarra plum, il flauto fiii. Bruno entrò con il suo violino “incompleto”, ma pieno di coraggio.

Pepe, sotto il palco, aspettò il momento giusto. Tum… tum… bau!

La gente rise piano, contenta, e poi batté le mani a tempo.

La canzone parlava di un fiume che non sceglie una sola pietra, ma passa tra tutte. Lina cantava con voce calda, come miele. Ogni tanto guardava i bambini e sorrideva, per dire: “Siamo insieme.”

Quando finirono, ci fu un applauso grande, come un'onda. Lina applaudì anche il pubblico, e poi si voltò verso il gruppo e applaudì loro, uno per uno.

«Bravi!» disse. «Avete suonato con gentilezza. E la gentilezza si sente, come una carezza.»

Bruno aveva gli occhi lucidi. «Nessuno ha riso di me.»

Ada gli mise una mano sulla spalla. «Mi piace il tuo modo di suonare. È… speciale.»

Bruno sorrise. «Grazie.»

Dopo la festa, Lina tornò dietro il palco, nella loge tranquilla: una stanzetta con una lampada bassa e una sedia morbida. Sul tavolino c'era una bottiglietta d'acqua e un biscotto. Sembrava un nido.

Nina entrò piano. «Qui è silenzioso.»

Lina annuì. «Il silenzio è parte del mio lavoro. Dopo i suoni, serve riposo. Anche le note dormono.»

Si sedettero. Lina massaggiò le guance, come fanno i cantanti per sciogliere i muscoli.

«Sai,» disse a Nina, «nel mestiere di cantante ci sono tante cose: respirare, ascoltare, allenare la voce, rispettare gli altri sul palco. E applaudire. Applaudire è una musica senza strumenti.»

Nina si strinse tra le spalle, felice. «Io posso applaudire anche a scuola, quando qualcuno sbaglia ma ci prova.»

«Sì,» disse Lina. «E puoi dire: “Ognuno ha il suo tempo.”»

Dalla finestra della loge si vedeva la campagna, scura e dolce. Un grillo faceva cri cri, come un ultimo piccolo concerto.

Lina chiuse la valigia con cura. «Domani tornerò in città,» disse, «ma porterò con me il suono di stasera. Un suono fatto di differenze che si tengono per mano.»

Nina sbadigliò. «Mi sento… calma.»

Lina abbassò la voce, come una ninna nanna. «Allora la musica ha fatto il suo lavoro. Ti ha messo una coperta nel cuore.»

E nel silenzio buono della loge tranquilla, tra un respiro e l'altro, sembrò che anche la notte applaudisse piano.

Senza pubblicità 3€ al mese

Desidera una lettura senza interruzioni? Sostenga Oh My Tales, rimuova tutte le pubblicità e usufruisca di altri vantaggi inclusi a partire da 3€ al mese.

Vedi i piani e le tariffe
Condividere

segnalare un problema con questa storia

Cosa ne pensi di questa storia?

Esprimi la tua opinione assegnando un voto a questa storia in base a ciò che tu e/o tuo figlio hanno pensato. Grazie in anticipo!

Grazie! Il tuo voto è stato preso in considerazione!

Il quiz: hai capito bene la storia?

Crea una storia magica e unica per suo figlio!

Create un'avventura personalizzata in pochi minuti dove vostro figlio diventa l'eroe. Con il nostro strumento esclusivo, è facile, gratuito e divertente!

Creare una storia

Scaricate questa storia:

Scarica questa storia in PDF Scarica l'e-book (.epub)

Da leggere dopo su Storie di Cantanti e Musicisti per 5/6 anni

Ricevi nuove storie ogni domenica sera!

Ricevete 7 storie emozionanti e coinvolgenti, adatte all'età e ai gusti di vostro figlio, ogni domenica alle 17:00*. È gratuito e garantito senza spam!
*Email inviato alle 17:00, ora dell'Europa Centrale (CET).
Non amiamo neanche lo spam. Pertanto, ti invieremo solo storie. Potrai disiscriverti quando lo desideri.