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Storia sulla paura del buio 9/10 anni Lettura 9 min.

La torcia magica di Matteo

Matteo, un bambino con paura del buio, scopre che affrontare le proprie paure può trasformarle in giochi divertenti insieme alla sua famiglia. Con l'aiuto di una torcia magica e racconti, impara a vedere la bellezza anche nell'oscurità.

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Un ragazzo di 10 anni, con i capelli castani arruffati e grandi occhi curiosi, si trova al centro di una stanza buia, il suo viso segnato da un'espressione di esitazione e coraggio. Stringe forte tra le braccia un leone di peluche, Leo, che ha un sorriso amichevole e occhi brillanti. Accanto a lui, sua sorella Chiara, di 7 anni, con i capelli biondi e ricci, guarda con occhi meravigliati, tenendo una piccola torcia accesa che illumina il loro viso. La stanza è decorata con poster colorati di dinosauri e pianeti, con un letto dai lenzuoli blu e un tappeto morbido sul pavimento. In un angolo, una finestra lascia entrare la luce della luna, proiettando ombre danzanti sulle pareti. La scena principale mostra il ragazzo e sua sorella mentre giocano con le ombre create dalla luce della torcia, trasformando il buio della notte in un mondo magico pieno di forme divertenti e risate, mentre affrontano insieme la loro paura del buio. segnalare un problema con questa immagine

Capitolo 1: Il Segreto della Luce Spenta

Matteo aveva dieci anni, i capelli castani e gli occhi grandi e curiosi. Viveva in una piccola casa gialla con le persiane verdi insieme a mamma, papà e la sua sorellina Chiara. Ogni sera, dopo cena, la famiglia si radunava in salotto per raccontare storie o giocare insieme. Ma quando arrivava il momento di andare a letto, Matteo sentiva il cuore battere più forte.

Il motivo? Aveva una grande paura del buio.

Quella sera, mentre mamma spegneva la luce del corridoio, Matteo si fermò davanti alla porta della sua stanza. Guardò il letto, le ombre che si allungavano lungo le pareti e il soffitto che sembrava più alto del solito. Trattenne il fiato.

"Mamma, puoi lasciare la porta un po' aperta?" chiese, cercando di sembrare coraggioso.

Mamma gli sorrise dolcemente. "Certo, amore. Ma ricordati che non c'è niente di cui aver paura qui dentro."

Matteo annuì ma, appena la porta si richiuse quasi del tutto, si coprì fino al naso con il lenzuolo. Ogni piccolo rumore diventava improvvisamente gigantesco nel silenzio della notte.

Quella notte, Matteo fece fatica a dormire. Sentiva il vento che sussurrava tra i rami fuori dalla finestra e pensava a tutte le cose strane che si potevano nascondere nel buio. Avrebbe voluto scappare nel lettone di mamma e papà, ma non voleva sembrare piccolo davanti a sua sorella.

All'improvviso sentì un fruscio ai piedi del letto. Si fermò a respirare e strinse forte il suo pupazzo, Leo il leone. "Leo, tu hai paura del buio?"

Ma Leo, silenzioso come sempre, sembrava sorridere.

Capitolo 2: La Notte della Torcia Magica

Il giorno dopo, Matteo si svegliò stanco. A colazione, mamma notò le sue occhiaie.

"Tutto bene, tesoro? Hai dormito poco?"

Matteo sbuffò. "Un po'. È che il buio mi fa venire idee strane in testa... Sento rumori, vedo ombre..."

Papà sorrise. "Davvero? Quando ero piccolo, anche io avevo paura del buio. Ma ho imparato un trucco. Vuoi saperlo?"

Matteo spalancò gli occhi. "Sì!"

"Giocavo con la mia torcia magica. Immaginavo che fosse una spada di luce che scacciava le ombre cattive. Vuoi provare anche tu questa notte?"

Matteo annuì entusiasta.

Quella sera, dopo la storia della buona notte, papà gli consegnò una piccola torcia. "Adesso questa è tua. Puoi usarla quando vuoi. E ricorda, a volte il buio serve solo per farci vedere meglio la luce."

Quando la mamma spense la luce, Matteo rimase da solo nella stanza buia. Il cuore gli batteva forte, ma questa volta aveva la sua torcia magica accanto. La accese e disegnò cerchi luminosi sul soffitto. Le ombre si ritiravano, e Matteo si sentiva un po' più coraggioso.

Poi sentì Chiara che ridacchiava dalla stanza accanto.

"Matteo, giochi con le ombre anche tu?" chiese lei.

"Sì! Guarda, con la torcia posso farle ballare!"

E così Matteo e Chiara iniziarono a creare figure strane sulle pareti: draghi, farfalle, cuori e alberi. Ogni forma era un piccolo passo avanti contro la paura.

Matteo, divertendosi, si accorse che il buio non era poi così spaventoso se lo si affrontava insieme.

Capitolo 3: La Sfida del Corridoio Buio

Una sera, mentre i genitori erano in cucina, Matteo stava giocando con Chiara in camera. Improvvisamente sentì un forte brontolio: era il suo stomaco!

"Devo andare in cucina a prendere un biscotto," disse Matteo.

Chiara lo guardò. "Ma il corridoio è tutto buio!"

Matteo deglutì. Non era mai andato da solo in cucina senza le luci accese. Guardò la sua torcia, ma questa volta decise di lasciarla sul comodino.

"Voglio provare senza luce," disse piano, più a se stesso che alla sorella.

Affacciato all'uscio della stanza, guardò il corridoio lungo e silenzioso. Sentiva il battito del cuore nelle orecchie. Poi ricordò le parole di papà: "Il buio serve solo per farci vedere meglio la luce."

Matteo fece un respiro profondo. Fece un passo, poi un altro, sentendo il pavimento freddo sotto i piedi nudi. Ogni ombra sembrava muoversi all'improvviso, ma Matteo si fermò e pensò: "Le ombre sono solo oggetti che conosco bene, solo più scuri."

Arrivò in cucina, accese la luce e prese i biscotti. Tornò indietro, questa volta a passo più svelto e con un sorriso sulle labbra.

Quando rientrò in camera, Chiara lo guardò con ammirazione. "Sei stato coraggioso!"

Matteo si sentì fiero. "Non è stato così difficile come pensavo. Le ombre non fanno niente, sono solo... ombre!"

Capitolo 4: Il Gioco Delle Paure

Nel fine settimana, la mamma organizzò un gioco speciale per Matteo e Chiara: "Il gioco delle paure". Mise in un sacchetto dei bigliettini colorati con scritte sopra le paure più comuni: buio, ragni, temporali, stare da soli...

"Ogni volta che pescate un bigliettino, dovrete raccontare una storia o inventare un modo per affrontare quella paura," spiegò la mamma sorridendo.

Matteo pescò subito il bigliettino con scritto "buio". Guardò la mamma, poi Chiara.

"Quando ho paura del buio," iniziò, "immagino di essere un esploratore in una grotta piena di tesori nascosti. Uso la mia torcia magica e cerco le cose belle che ci sono nel buio: i sogni, il silenzio, il calore delle coperte..."

Chiara applaudì entusiasta. "Io invece, quando ho paura dei temporali, penso ai fiori che bevono l'acqua della pioggia per diventare più belli!"

Papà aggiunse: "Io, quando ero piccolo, avevo paura di stare da solo. Ma ho imparato che a volte la compagnia migliore è proprio stare in silenzio con se stessi, ascoltando i propri pensieri."

Il gioco continuò tra risate, racconti buffi e abbracci. Matteo si accorse che tutti avevano paure, anche i grandi. Ma raccontarle e affrontarle insieme le rendeva sempre più piccole.

Capitolo 5: Una Notte Senza Luci

Arrivò il giorno della tempesta. Fulmini e tuoni scuotevano la casa, e all'improvviso... zac! Andò via la corrente.

La casa piombò nel buio più totale.

Chiara urlò: "Mamma, papà! È tutto spento!" Matteo sentì la paura che risaliva veloce come una lucertola sulla schiena.

Mamma prese per mano i bambini e li radunò sul divano con papà. "Non preoccupatevi," disse calma. "Facciamo un gioco: chi trova il coraggio nascosto nel buio, vince un premio speciale!"

Papà accese una candela. La fiamma danzava, illuminando i volti sorridenti della famiglia. Matteo guardò le ombre tremolanti e si ricordò delle sagome che aveva creato con Chiara.

"Vuoi vedere una magia?" chiese Matteo a sua sorella. Mise le mani davanti alla candela e creò la figura di un coniglio sulla parete.

Chiara rise divertita. "Fallo ancora!" chiese.

Così, tra sagome, indovinelli e storie raccontate sottovoce, il buio si trasformò in un momento speciale. Le ombre non erano più mostri, ma animali buffi o personaggi delle loro storie.

Matteo scoprì che il buio, con la famiglia accanto, non faceva più paura. Anzi, era diventato un gioco nuovo, una magia diversa.

Capitolo 6: Una Piccola Luce Dentro di Sé

La luce tornò, portando con sé un coro di "Evviva!" da tutta la famiglia. Quella notte, prima di andare a dormire, Matteo si sedette sul letto con Leo il leone tra le braccia.

Guardò fuori dalla finestra: la luna brillava, circondata da stelle timide. Sentiva il respiro lento della casa e il calore delle coperte. Ma questa volta, per la prima volta, spense la torcia magica e chiuse gli occhi, lasciando che il buio lo avvolgesse come una coperta morbida.

Si sentiva diverso. Più grande, più sicuro. Aveva scoperto che non era solo: la paura del buio era una cosa che si poteva affrontare, un passo alla volta. Bastava trovare una piccola luce dentro di sé, ricordarsi dei giochi e delle risate, delle storie e degli abbracci.

E così, tra un sogno e l'altro, Matteo imparò che il buio non è da temere. È solo un modo per vedere meglio le piccole luci che brillano nel cuore.

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Persiane
Oggetti mobili che si trovano alle finestre e che si possono aprire o chiudere per far entrare o bloccare la luce.
Fruscio
Suono leggero e sottile che si sente quando qualcosa si muove lentamente.
Soffitto
Parte superiore di una stanza, che la copre dall'alto.
Battito
Il suono che fanno il cuore o altri organi quando si muovono, come un ritmo.
Torcia
Oggetto che emette luce, solitamente portatile, usato per illuminare luoghi bui.
Sagome
Forme o figure che rappresentano qualcosa, create da ombre o disegni.

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