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Storia di Natale 5/6 anni Lettura 16 min. (1)

La tisana che scintilla e il sentiero per tutti

Quattro bambini e una bambina di nome Mei partono alla ricerca di due stelline d’anice per preparare una tisana d’inverno, scoprendo lungo il cammino l’importanza della gentilezza, della collaborazione e della condivisione.

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Cinque bambini spingono e tirano insieme una piccola slitta carica di pacchi in una stretta via di paese innevata di notte: Lila, circa 5 anni, codini e cappotto rosso sorride spingendo davanti a sinistra; Tommi, circa 5 anni, berretto grande e cappotto blu spinge dietro a destra facendo una smorfia; Nora, circa 5 anni, capelli ricci e sciarpa multicolore tiene la corda davanti a destra con determinazione; Samir, circa 6 anni, pelle olivastra e maglione blu con stelline cammina al centro sinistra mostrando con la mano destra una stella di anice; Mei, circa 6 anni, capelli neri e cappotto giallo tiene la corda a sinistra e guarda gli altri con gratitudine; atmosfera natalizia accogliente con luci calde dai lampioni, case di pietra innevate, finestre decorate e una fontana gelata sullo sfondo, colori caldi che contrastano con la neve bianca. segnalare un problema con questa immagine

Parte 1: Il profumo dell'inverno

La neve cadeva piano, come zucchero a velo, e le luci di Natale facevano brillare la strada del paese. Le finestre avevano tende rosse, e dentro si vedevano ombre che si muovevano, pentole che borbottavano, risate che saltellavano nell'aria calda.

Nella piccola casa vicino al ponte, quattro bambini stavano stretti intorno a un tavolo. Avevano tutti più o meno cinque anni, guance rosse e occhi curiosi.

C'erano Lila, con due codini legati da nastri verdi. C'era Tommi, che portava un cappello di lana troppo grande e lo tirava giù fin quasi sulle sopracciglia. C'era Nora, con una sciarpa a righe colorate e un sorriso che spuntava come il sole. E c'era Samir, con un maglione blu pieno di stelline cucite, e mani gentili che sapevano sempre cosa fare.

Sul tavolo c'era una tazza grande e una scatola di legno con un coperchio.

Samir la indicò con attenzione. «Questa è la scatola delle tisane di mamma. Oggi voglio fare una tisana d'inverno. Una tisana che scalda il cuore.»

«Che sapore ha una tisana d'inverno?» chiese Tommi, annusando l'aria come un cagnolino.

«Sa di abbracci,» disse Nora, ridacchiando.

Lila batté le mani. «Allora facciamola!»

Samir aprì la scatola. Dentro c'erano bustine profumate, pezzetti di cannella, bucce d'arancia secche e un sacchettino con scritto “miele”. Ma mancava qualcosa.

Samir aggrottò la fronte. «Per la tisana perfetta serve anche una cosa speciale: due stelline di anice.»

«Stelline vere?» chiese Lila, guardando il soffitto.

Samir sorrise. «No, stelline di spezia. Le abbiamo finite. Senza, la tisana è buona… ma non scintilla.»

Tommi si alzò subito. «Andiamo a cercarle! In un negozio!»

Nora guardò fuori dalla finestra. «Però la neve è alta.»

Samir prese un cucchiaio e lo mise in tasca, come fosse un oggetto importante. «Andiamo insieme. E se vediamo qualcuno che ha bisogno, lo aiutiamo. A Natale si fa così.»

Lila annuì forte. «Tutti insieme. Nessuno resta indietro.»

Si misero gli stivaletti, le giacche imbottite e i guanti. Quando aprirono la porta, un vento freddo entrò come un fischio gentile. La neve scricchiolava sotto i piedi e il cielo era di un blu scuro pieno di punti luminosi.

«La strada sembra una torta gigante!» disse Tommi, lasciando un'impronta rotonda.

«E noi siamo i confettini,» aggiunse Nora.

Samir guidava piano, con passo attento. «Prima passiamo dalla signora Ada. Lei abita da sola. Magari le auguriamo buon Natale.»

Lila si mise la mano sul cuore. «Sì. Anche a lei serve un abbraccio.»

Parte 2: Piccole sorprese nella neve

La casa della signora Ada aveva un campanello che suonava “din-don” come una campanella di slitta. Samir bussò, e la porta si aprì piano. La signora Ada aveva capelli bianchi come panna e un maglione viola.

«Oh! Quattro fiocchi di neve in visita!» disse, sorpresa e contenta.

«Buon Natale, signora Ada!» dissero tutti insieme.

Tommi aggiunse: «Stiamo cercando due stelline di anice per una tisana d'inverno.»

La signora Ada portò una mano alla guancia. «Anice stellato? Credo di averne un po'. Ma la mia credenza è in alto, e io… oggi mi sento un pochino stanca.»

Samir si avvicinò con delicatezza. «Posso aiutare io. Ma solo se lei vuole.»

«Certo, caro,» rispose lei. «E grazie per averlo chiesto.»

Samir prese uno sgabello, salì piano e cercò nella credenza. Trovò un barattolino con un'etichetta dorata. Lo aprì: dentro, però, c'era solo un fondo di spezie. Nessuna stellina.

«Finito,» disse Samir, senza scoraggiarsi.

La signora Ada sospirò. «Mi dispiace, piccoli miei. Però… ho delle bucce d'arancia candite. Per addolcire il cammino.»

Lila sgranò gli occhi. «Davvero?»

«Sì. Ma una per ciascuno,» disse la signora Ada, porgendo un sacchettino. «Così è giusto e tutti partecipano.»

Nora guardò Samir. «Vedi? Inclusione anche nelle cose dolci.»

Samir sorrise. «Giusto. Grazie, signora Ada. Le auguriamo una serata calda.»

Prima di uscire, Tommi disse: «Se vuole, dopo le portiamo un po' di tisana.»

La signora Ada si illuminò. «Sarebbe bellissimo.»

Fuori, la neve era un po' più fitta. I fiocchi si posavano sulle ciglia e sembravano piccole piume. Camminarono verso la piazza, dove c'era una bancarella con un ombrellone rosso. Il venditore, il signor Berto, indossava un cappotto marrone e una barba che pareva di neve anche se era vera.

«Spezie! Dolci! Auguri!» gridava con voce allegra.

I bambini si avvicinarono.

«Cerchiamo due stelline di anice,» disse Samir con gentilezza.

Il signor Berto frugò in una scatola. «Ne ho una sola. L'altra… l'ha comprata poco fa una bambina con un cappotto giallo. Ha detto che le serviva per un regalo.»

Lila fece una piccola “oh” di delusione.

Nora però alzò il mento. «Una stellina è già un inizio.»

Samir guardò la stellina rimasta. Era marrone e profumata, con punte perfette. «La prendiamo. E poi cerchiamo l'altra.»

Il signor Berto la mise in un sacchettino e aggiunse, come sorpresa, un bastoncino di cannella. «Per la magia.»

Tommi spalancò la bocca. «Grazie!»

Mentre si allontanavano, videro davvero una bambina col cappotto giallo. Era vicino alla fontana, e cercava di trascinare una piccola slitta carica di pacchetti. La slitta si era bloccata in un mucchio di neve.

La bambina tirava, tirava… ma non si muoveva.

Samir si avvicinò per primo. «Ciao! Vuoi aiuto?»

La bambina si girò. Aveva occhi scuri e un naso arrossato. «Sì, per favore. Mi chiamo Mei. La slitta è pesante e io devo portarla a mio nonno.»

«Io sono Lila, io Nora, io Tommi, e lui è Samir,» disse Lila in fila, indicando uno a uno. «Siamo una squadra.»

Mei sorrise piano. «Una squadra è proprio quello che mi serve.»

I quattro bambini si misero ai lati della slitta. Tommi spinse con la pancia e fece una faccia buffissima. Nora contò: «Uno, due, tre… via!»

La slitta si mosse, ma subito scivolò di lato e cadde un pacchetto nella neve.

«Oh no!» esclamò Mei.

Samir raccolse il pacchetto con attenzione e lo scosse. «È integro. Tutto bene.»

Lila indicò i solchi nella neve. «Serve un sentiero più liscio. Se lo facciamo noi, la slitta va meglio.»

Mei si strinse nelle spalle. «Ma come? La neve è tanta.»

Nora tirò fuori il sacchettino con la bucce candite. «Una buccia per coraggio,» disse, porgendone una a Mei. «E poi lavoriamo insieme.»

Mei la prese. «Grazie. Io posso battere la neve con i piedi.»

Samir annuì. «Io ho un cucchiaio!» Lo mostrò, serio come un esploratore. «Posso scavare un po' davanti ai pattini della slitta.»

Tommi rise. «Il cucchiaio più coraggioso del mondo!»

Così fecero: Samir scavava, Nora e Lila pestavano la neve per renderla più compatta, Tommi spingeva, Mei guidava la corda. Poco a poco, il percorso diventò più facile.

Camminando, Mei guardò il sacchettino di Samir. «Cos'è?»

«Una stellina di anice. Ne serve un'altra per una tisana d'inverno.»

Mei si fermò di colpo. «Io… ho l'altra.»

Tutti si immobilizzarono come statue di neve.

«Tu?» chiese Tommi, con un filo di voce.

Mei infilò la mano nella tasca del cappotto giallo e tirò fuori una stellina identica. «L'ho comprata per metterla in un sacchettino profumato, da regalare al nonno. Lui ama l'odore delle spezie, ma oggi… si sente un po' triste.»

Samir pensò un momento. Il vento portò un tintinnio di campane dalla piazza, come se la notte ascoltasse.

«Mei,» disse Samir con dolcezza, «se tu ci dessi la stellina, noi potremmo fare la tisana e poi portarne una tazza anche al tuo nonno. E alla signora Ada. Così si scaldano in due.»

Mei strinse la stellina nel pugno. Sembrava indecisa. Poi guardò la slitta, i pacchetti, e la loro squadra.

«Se facciamo la tisana insieme… posso venire anch'io?» chiese.

Lila fece un salto. «Sì! Più siamo, meglio è.»

Nora annuì. «E così il tuo nonno avrà anche una visita.»

Mei aprì la mano. «Va bene. La stellina è per tutti, allora.»

Samir prese la spezia come se fosse una piccola cosa preziosa. «Grazie. È un gesto grande.»

Ripresero a spingere la slitta. La neve continuava a cadere, ma ora sembrava più leggera.

Parte 3: La tisana che scintilla e il sentiero sgombro

Arrivarono prima dal nonno di Mei. Viveva in una casetta con una lanterna appesa alla porta. Mei bussò e una voce lenta disse: «Avanti.»

Il nonno era seduto su una poltrona. Aveva un plaid sulle gambe e un libro aperto, ma gli occhi erano un po' lontani.

Mei corse da lui. «Nonno! Ho portato i regali… e anche degli amici.»

Il nonno alzò lo sguardo e vide i bambini. «Oh,» disse piano, «che bella compagnia.»

Samir fece un passo avanti. «Buon Natale, signore. Noi stiamo preparando una tisana d'inverno. Le porteremo una tazza calda.»

Il nonno sorrise, e per un attimo sembrò meno stanco. «Una tisana… mi ricorderebbe il Natale di quando ero piccolo.»

Nora guardò Mei e le strinse la mano. «Allora facciamolo davvero.»

Mei lasciò i pacchetti e disse al nonno: «Torno presto. Voglio che tu senta il profumo.»

Tornarono tutti alla casa di Samir. Dentro, la cucina era luminosa e profumava già di arancia. Samir mise l'acqua in un pentolino. Lila mise sul tavolo le bucce candite, Tommi posò il bastoncino di cannella come fosse una bacchetta magica, Nora preparò le tazze.

Samir alzò le due stelline di anice. «Ecco le nostre stelle.»

Mei si avvicinò. «Posso buttarle io?»

«Certo,» disse Samir. «È anche merito tuo.»

Mei le lasciò cadere nell'acqua. Plop. Subito un profumo caldo si alzò, come una coperta invisibile. Samir aggiunse la cannella e un pezzetto di buccia d'arancia. Poi un cucchiaino di miele.

Tommi appoggiò il naso vicino al vapore. «Sembra… un bosco con luci.»

Lila chiuse gli occhi. «Sembra una canzone lenta.»

Nora sussurrò: «Sembra che l'inverno sorrida.»

Samir abbassò il fuoco e disse: «Ora deve infondere. Aspettiamo, senza fretta.»

In quel momento bussarono. Era la mamma di Samir che rientrava con una pala da neve.

«Bimbi! La strada davanti casa è piena. Domani passa tanta gente: meglio spalare un po'.» Poi vide Mei e aggiunse subito: «Ciao! Benvenuta. Vuoi restare con noi?»

Mei arrossì, ma sorrise. «Sì, grazie.»

Samir guardò gli altri. «Prima la tisana, poi spalare. Così avremo energia.»

Versarono la tisana nelle tazze. Ne riempirono anche due termos piccoli: uno per la signora Ada e uno per il nonno di Mei.

Uscirono di nuovo. La neve era alta, ma il vento si era calmato. Andarono prima dalla signora Ada. Lei aprì la porta e il profumo le arrivò addosso come un regalo.

«Oh,» disse, portandosi la tazza vicino al viso, «questa è vera magia.»

Tommi le porse anche un biscotto che aveva trovato in tasca. «Per farle compagnia.»

La signora Ada rise. «Siete dolcissimi.» Poi guardò Mei. «E tu chi sei, stellina gialla?»

«Sono Mei,» disse la bambina. «Ho aiutato con l'anice.»

«Allora sei parte della squadra,» disse la signora Ada, e lo disse come fosse una cosa importante.

Poi corsero dal nonno. Quando aprì, l'aria fredda entrò, ma fu subito cacciata dal profumo della tisana.

Il nonno chiuse gli occhi e bevve un sorso. «Sì… è proprio quello che mi mancava.» Guardò Mei. «E mi mancavi anche tu.»

Mei gli si sedette vicino. «Adesso sono qui.»

Dopo le visite, tornarono davanti alla casa di Samir, dove la strada era coperta da un grande strato di neve. La mamma di Samir diede ai bambini piccole palette leggere.

«Solo un pezzetto ciascuno,» disse. «Così nessuno si stanca troppo.»

Samir indicò il marciapiede. «Facciamo un sentiero largo, così passano tutti: grandi, piccoli, passeggini, chi cammina piano.»

Nora annuì. «Un sentiero per tutti. Nessuno escluso.»

Lila iniziò a spostare la neve ai lati, facendo mucchietti come meringhe. Tommi scavava con entusiasmo, ma a volte lanciava la neve troppo lontano e poi rideva. Mei lavorava accanto a Lila, seguendo il ritmo. Samir controllava che il percorso restasse dritto e sicuro.

A un certo punto, Tommi si fermò e disse: «Guarda! Sotto la neve c'è il selciato. È come scoprire un segreto.»

«È il segreto del cammino,» disse Samir. «Se lo pulisci, appare.»

La luce di un lampione si rifletteva sul sentiero che cresceva. I fiocchi continuavano a scendere, ma ora la strada davanti casa diventava sempre più chiara.

Quando finirono, il marciapiede era sgombro, come un nastro grigio che invitava a passeggiare. Samir passò una mano sul cappello e guardò gli amici, tutti con il fiato che faceva nuvolette.

«Abbiamo fatto una tisana che scintilla,» disse, «e abbiamo fatto un cammino. Due cose che scaldano.»

Mei strinse la sua sciarpa. «E io ho trovato una squadra.»

Nora alzò la tazza vuota come un brindisi. «Ai buoni auguri!»

Lila aggiunse: «Agli amici nuovi!»

Tommi concluse: «E ai cucchiai coraggiosi!»

Risero tutti. Dalle finestre vicine arrivavano canzoni natalizie, e la neve, gentile, sembrava applaudire piano.

Samir guardò il sentiero sgombro davanti a loro. Era semplice, ma importante. «Domani tante persone passeranno di qui,» disse. «E nessuno scivolerà. È un regalo anche questo.»

La mamma di Samir li chiamò. «Dentro, piccoli. C'è ancora tisana calda.»

Entrarono, lasciando dietro di sé il sentiero pulito, come una promessa luminosa nella notte d'inverno. E mentre la porta si chiudeva, il profumo di cannella e anice rimase nell'aria, insieme a un pensiero quieto e felice: quando si cammina insieme, il Natale diventa più caldo per tutti.

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Tisana
Bevanda calda fatta con erbe o spezie, che si beve per scaldarsi o calmarsi.
Anice stellato?
Spezia a forma di stella, profumata, usata per aromatizzare bevande e cibi.
Stelline di anice
Piccole spezie a forma di stella usate per dare profumo alla tisana.
Credenza
Mobile della cucina dove si conservano piatti, barattoli e spezie.
Bucce d’arancia candite
Scorze d’arancia zuccherate e tenute morbide per dolcetti o decorazioni.
Imbottite
Riferito a giacche o stivali: pieni di materiale morbido per tenere caldo.
Borbottavano
Suono che fanno le pentole quando l’acqua o il cibo bolle piano.
Sgabello
Piccolo sedile senza schienale che si usa per arrivare più in alto.
Frugò
Cercare dentro qualcosa muovendo le cose con le mani.
Plaid
Coperta morbida che si mette sulle gambe per scaldarsi.
Solchi
Segni o tracce nella neve fatti dai passi o da una slitta.
Integro
Che non è rotto o danneggiato, rimasto tutto com’era.

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