C'era una volta, in un regno incantato dove le rane indossavano mantelli e le nuvole scivolavano come panna montata sopra le torri rosa, una principessa di nome Fioraluna. Fioraluna non era una principessa come tutte le altre: mentre le sue cugine sognavano balli scintillanti e torte di tre piani, lei aveva una passione irresistibile per i fiori… e per metterli nei posti più improbabili! Il suo sogno? Riempire il castello di boccioli profumati, persino nei luoghi dove nessuno osava immaginare.
Capitolo 1 – Fioraluna e il vaso in bilico
Quella mattina, Fioraluna si svegliò con un'idea brillante come il sole di maggio. «Oggi metterò un fiore in ogni stanza del castello!», annunciò, saltando giù dal letto con un sorriso largo quanto la luna piena. Prese il suo grembiule a pois, una cesta di margherite e cominciò l'impresa.
Nel salone delle danze, infilò un girasole tra le tende. Nella cucina, posò una violetta proprio sopra lo zucchero. In biblioteca, la rosa finì dentro un libro di magie (forse per insegnare agli incantesimi a profumare di rosa). Alla fine, si avventurò in quel luogo dove nessuna principessa aveva mai osato mettere piede: la Galleria dei Ritratti.
Capitolo 2 – La Galleria degli Occhi Strabuzzati
La Galleria dei Ritratti era lunga, tortuosa e un po' polverosa. Sui muri appesi, centinaia di quadri con visi di re baffuti, regine dal naso a punta e cavalieri con armature che sembravano fatte di carta stagnola. Ma c'era una particolarità: i ritratti… si muovevano!
Appena Fioraluna entrò, sentì un colpo di tosse e vide il Duca di Frittolina che la fissava con occhi grandi come uova sode. «Oh, una visitina rara!», squittì un quadro con una dama dai capelli blu. «Che ci porti, Fioraluna?»
«Un fiore per ciascuno!», rispose lei allegramente.
Allora i ritratti fecero un gran chiasso. «Un fiore rosso per me!», «Io voglio una margherita!», «Un garofano, prego!», gridavano a turno. La principessa distribuì i fiori con destrezza, appiccicandoli alle cornici o infilando gli steli tra le dita dipinte. La Galleria si trasformò in una giungla colorata: le regine ridevano, i re soffiavano sopra i petali, i cavalieri facevano a gara a chi aveva il fiore più bello.
Capitolo 3 – L'Incantesimo dello Starnuto
Ma nel regno incantato, le cose semplici diventano sempre un po'… magiche! Quando Fioraluna posò un piccolo anemone sul naso del Conte Sbadiglio, successe qualcosa di strano: il Conte starnutì così forte che il quadro tremò dalla cornice alle orecchie.
«A-a-a…Ciùùù!» fece il Conte, e con quello starnuto magico tutti i fiori iniziarono a girare come trottole impazzite nella Galleria. Una tempesta di petali colorati si alzò nell'aria, e i ritratti ridevano talmente forte da sembrare galline che chiacchierano al mercato.
«Aiuto, aiuto!», gridò il Duca di Frittolina, mentre una margherita gli si appiccicava sul naso.
Fioraluna, invece di spaventarsi, si mise a ridere. «Mai vista una tempesta di fiori come questa!», esclamò, provando ad acchiappare un papavero che svolazzava sopra il quadro della Bisnonna Pasticciona. Era uno spettacolo più buffo di una rana che canta l'opera!
Capitolo 4 – La Ricetta Segreta della Bisnonna
Tra una risata e l'altra, dalla cornice della Bisnonna Pasticciona si sollevò una voce roca e allegra. «Fioraluna, vuoi sapere il segreto per fermare la tempesta di fiori?»
La principessa si avvicinò, incuriosita. «Certo, bisnonna!»
«Serve una torta magica… con petali di rosa e una spruzzatina di zucchero fatato. Ma attenta! Va cotta in un forno che… non sia troppo caldo, anzi: meglio spento!»
«Un forno spento?!», esclamò Fioraluna, sgranando gli occhi come due gigli.
La bisnonna rise. «La magia della creatività non ha bisogno di fuoco: basta l'immaginazione!»
Fioraluna corse in cucina, seguita da un codazzo di petali svolazzanti e qualche quadro che saltellava fuori dalla cornice pur di non perdersi lo spettacolo. Prese una teglia, qualche petalo profumato, zucchero (ne cadde anche sul pavimento, ma pazienza), mescolò tutto con energia e mise la torta nel forno… spento, proprio come diceva la bisnonna.
Capitolo 5 – La Fine Dolcissima e Profumata
Aspettarono. E aspettarono ancora un po'. Niente profumo di torta cotta, ma l'aria si riempì di risate e storie buffe raccontate dai ritratti: la Regina delle Mele che aveva paura dei vermi, il Cavaliere Pancione che perse l'armatura in lavanderia, la Zia Riccioluta che ballava il valzer con uno stambecco.
Alla fine, aprirono il forno spento: dentro, la torta era rimasta esattamente com'era… ma chi la toccava sentiva crescere una voglia irrefrenabile di inventare qualcosa di nuovo, di ridere, di colorare il mondo! E così, la tempesta di fiori si fermò, i petali si posarono come coriandoli dopo una festa di carnevale, e la principessa capì che la creatività non ha bisogno di magie complicate: basta un pizzico di fantasia, un sorriso e qualche fiore infilato nei posti più strani.
E da quel giorno, nel regno incantato, ogni angolo – anche le cornici dei quadri – profumava un po' di rosa e molto… di risate.