Tommaso, Luca e Amir avevano quattro anni. Erano amici per la pelle. Andavano nello stesso asilo e giocavano spesso nel cortile, vicino al grande albero.
Quella sera, però, Tommaso era sul divano con una coperta morbida. Aveva il naso che colava un po' e le guance calde. La mamma gli mise una mano sulla fronte e sorrise piano. “Hai un piccolo raffreddore. Niente di grave. Stasera riposiamo.”
Tommaso fece un musetto. “Ma io volevo giocare ai dinosauri.”
“Domani,” disse la mamma. “O anche dopodomani. I dinosauri sanno aspettare.”
Suonò il campanello. Era Luca con Amir. Avevano in mano un disegno e una busta.
“Ciao, Tommi!” disse Luca. “Siamo venuti piano piano, come gattini.”
Amir annuì serio-serio. “Per non svegliare i raffreddori.”
Tommaso rise, poi tossì un po'. La mamma li fece entrare. “Benvenuti. Potete stare qui vicino a lui, ma restiamo tranquilli.”
I tre si sedettero sul tappeto. Luca aprì la busta. “Abbiamo una missione. Una missione da amici.”
“Una missione?” chiese Tommaso, con gli occhi curiosi.
Amir tirò fuori un foglio con scritto grande: PLAYLIST DELLE CANZONI CALME. C'erano anche disegni: una luna, una stella e un'orecchia sorridente.
“Cos'è una play… lis?” chiese Tommaso.
“La playlist,” spiegò Luca piano, “è una fila di canzoni. Una dopo l'altra. Così non devi scegliere ogni volta. Premi e… via.”
“Come un trenino!” disse Tommaso.
“Esatto,” disse Amir. “Un trenino di musica che fa compagnia quando non ti senti bene.”
La mamma portò tre bicchieri d'acqua e un piattino con biscotti semplici. “Che bella idea. Ma ricordate: volume basso, e canzoni tranquille.”
Luca si avvicinò al telefono della mamma. “Posso?” chiese.
“Sì,” disse la mamma. “Io vi aiuto.”
Tommaso indicò la coperta. “Io sono il capo del trenino. Da qui.”
“Capo-coperta,” rise Amir.
Iniziarono a scegliere. Luca disse: “Io voglio una canzone con il pianoforte. Fa din-din, come la pioggia gentile.”
La mamma cercò una musica lenta. Partì un suono morbido. Tommaso chiuse un attimo gli occhi. “Mi fa sentire come quando la mamma mi pettina.”
“Una bella sensazione,” disse la mamma.
Amir propose: “Adesso una canzone con le onde del mare. Non fa paura. Solo scià scià.”
“Il mare che sussurra,” disse Luca.
La mamma aggiunse anche quella. Il tappeto sembrò più caldo. Tommaso respirò piano. “Il mio naso fa meno rumore,” disse, e poi fece apposta un “snif!” forte.
Luca scoppiò a ridere. “Il tuo naso fa il clacson!”
“Beep beep!” aggiunse Amir, e anche Tommaso rise. La mamma sorrise. “Ridere fa bene, ma senza stancarci.”
Poi arrivò il momento di scegliere una canzone con una voce dolce. Tommaso disse: “Una che dice ‘buona notte'.”
“Una ninna nanna,” suggerì la mamma.
Luca alzò un dito. “Ma non una troppo triste. Una felice, come un abbraccio.”
Amir fece sì con la testa. “Un abbraccio sonoro.”
Scelsero una ninna nanna leggera. Tommaso guardò i suoi amici. “Sapete… io avevo un po' paura del raffreddore.”
“Perché?” chiese Luca.
“Perché mi fa stare nel letto,” disse Tommaso. “E io voglio correre.”
La mamma si sedette vicino a lui. “Capisco. Ma il corpo, quando è stanco, chiede una pausa. È come quando il tuo gioco si rompe un po': lo aggiusti con calma.”
Amir disse: “E noi siamo qui. Anche se tu riposi.”
Luca aggiunse: “Domani ti portiamo un disegno di dinosauro infermiere.”
“Con il cerotto!” rise Tommaso.
La mamma mostrò anche un piccolo termometro. “Lo usiamo per controllare. E poi acqua, riposo, un po' di brodo. Se serve, chiamiamo il dottore. Ma ora va già meglio.”
Tommaso si rilassò. “Quindi… il raffreddore passa.”
“Sì,” disse la mamma. “Passa. E tu non sei solo.”
I tre amici guardarono la lista sullo schermo. C'erano cinque canzoni: pianoforte, onde, ninna nanna, un flauto dolce e una musica con uccellini del mattino.
Luca disse: “Mettiamo anche ‘Risatina Piccola'. È una canzone inventata.”
“Come si canta?” chiese Tommaso.
Amir cantò piano: “La risatina piccola fa ‘hi hi hi', e il cuore fa ‘si si si'.”
Tommaso provò: “Hi hi hi… si si si…” e si mise a ridere sottovoce.
La mamma disse: “Questa la mettiamo nel cuore, non nel telefono.”
Quando fu tardi, Luca e Amir si alzarono. “Noi andiamo,” disse Luca. “Ma domani ci racconti quale canzone ti piace di più.”
Amir salutò con la mano. “Buon riposo, capo-coperta.”
Tommaso li guardò andare verso la porta, sempre vicino alla mamma, e si sentì tranquillo. La musica continuava piano piano, come un trenino lento.
La mamma sistemò il cuscino. “Vuoi ascoltare ancora due canzoni?”
“Sì,” sussurrò Tommaso. “E poi dormo.”
La stanza era calma. Tommaso pensò alla playlist: un aiuto piccolo, fatto dagli amici. Chiuse gli occhi. Il suo respiro diventò più leggero. E, prima di addormentarsi, disse piano: “Il raffreddore è fastidioso… ma l'amicizia è più forte.”