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Storia di viaggio sott'acqua 9/10 anni Lettura 7 min.

La parete luminosa di Lume

Un piccolo polpo di nome Lume segue una parete luminosa nel mare, tracciando una mappa di bolle e incontrando creature e sfide che mettono alla prova la sua pazienza e generosità.

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Un piccolo polpo chiamato Lume, corpo rotondo e tentacoli corti, pelle lavanda con macchie turchesi, concentrato e dolce, è inginocchiato sulla sabbia e tende una cordicella gialla con una ventosa verso una grande medusa-lampada rosa pallido e traslucida dai tentacoli sottili, il cui volto è benevolo mentre, sospesa sopra Lume, emana una calda luce mentre lui sistema delicatamente il filo del suo nido sotto una pioggia di bolle; la stella marina Seta, pesca e soffice, osserva da una pietra vicina con un pezzo di stoffa azzurro, sorriso incoraggiante; lo sfondo è una valle sottomarina di meduse luminescenti, alghe verdi ondeggianti, coralli viola e particelle luminose che fluttuano come polvere di stelle, atmosfera calma, luminosa e rassicurante. segnalare un problema con questa immagine

La mappa di bolle

C'era una volta un piccolo polpo di nome Lume. Le sue ventose erano piene di curiosità. Ogni mattina contava le pietre della sua tana. Ogni sera ascoltava il canto lontano delle balene. Lume era molto preciso. Disegnava mappe con le alghe e misurava le correnti con una conchiglia.

Un giorno udì parlare di una parete luminosa. Dicevano che brillava come una festa di meduse. Dicevano che lungo quella parete nascevano storie e segreti del mare. Lume decise: avrebbe seguito la parete. Si fece una mappa di bolle e legò al braccio una cordicella sottile per segnare il percorso. La cordicella era gialla come un raggio di sole.

Prima di partire, la sua amica, la stella marina Seta, gli porse una pezza morbida. "Per pulire," disse. "E ricorda, la parete non è una corsa. Vai piano, guarda bene." Lume annuì. Era meticoloso e paziente. Voleva vedere ogni cosa.

Il primo angolo luminoso

La parete apparve alla distanza come una striscia di luce nel blu profondo. Le sue luci erano piccole lampadine viventi, incastonate nella roccia. Lume nuotò vicino. Le lampade respiravano una luce calda. Alcune scintillavano verdi, altre azzurre, altre rosa. Ogni luce aveva un piccolo pesce che la custodiva.

Davanti a un angolo, un gruppo di cavallucci marini giocava con un'insenatura. Lume studiò l'angolo. Misurò la larghezza con le ventose. Notò un filo di sabbia che cadeva come neve sott'acqua. La parete cantava una musica sottile. Lume seguì la musica, segnando la cordicella ogni cinque bolle.

A un certo punto, una corrente improvvisa lo spinse contro la roccia. Lume si aggrappò con cura. Le sue ventose strinsero forte. Sentì dolore, ma non si arrese. Respirò piano e contò fino a dieci. Poi cercò una via più calma. Trovò una piccola grotta dove ripararsi. Lume asciugò con la pezza una delle lampadine: era incrostata di alghe. La luce riprese a splendere e gli fece un sorriso. Lume si sentì coraggioso.

La valle delle meduse

Più avanti la parete si aprì su una valle di meduse luminose. Fluttuavano lente, come lanterne di seta. Lume doveva attraversare senza svegliarle. Si muoveva come un'ombra gentile. Ogni passo era un silenzio.

Una medusa più grande si avvicinò. Aveva le punte come dita di vetro. Lume si fermò e le parlò con voce bassa. "Sto seguendo la parete," disse. La medusa inclinò il corpo e mostrò un filo sottile attorcigliato al suo tentacolo. "Questo filo è una via spezzata," spiegò la medusa. "Serve per tenere il mio nido."

Lume guardò la sua cordicella. Era corta ma forte. Con delicatezza, offrì la sua cordicella alla medusa per aggiustare il nido. Lavorarono insieme, intrecciando i fili. La medusa tornò a galleggiare serena. Lume aveva perso un tratto di cordicella, ma aveva guadagnato una nuova amica. Capì che a volte aiutare gli altri è più importante che tenere tutto per sé. Proseguì lungo la parete, più leggero nel cuore.

Il segreto sotto la luce

La parete divenne una lunga scogliera di luce. In certi punti era fredda come cristallo, in altri tiepida come una tazza di latte. Lume notò incisioni minuscole come scritte di conchiglie. Le decifrò con cura usando la punta di un braccio. Raccontavano di viaggi antichi e di creature che avevano solcato il mare.

All'improvviso, il bagliore si abbassò. Un'ombra passò sopra la scogliera. Un grande tritone di pietra stava rotolando via, lasciando dietro sé un sentiero buio. Lume doveva decidere velocemente. Se avesse dato fretta, avrebbe potuto perdere la parete. Se si fosse fermato, la corrente lo avrebbe trascinato via.

Respirò piano. Pensò alle sue misure, alle bolle della mappa, alla sua pazienza. Cominciò a muoversi in modo preciso. Si attaccò alla parete con tutte le ventose e avanzò lentamente, tranciando il movimento in piccoli passi. Ogni volta che una corrente lo colpiva, si nascondeva in una spaccatura e aspettava che passasse. Così riuscì a superare l'ombra del tritone.

Quando la luce tornò piena, Lume trovò una nicchia dove la parete brillava più forte. Al centro, un corallo trasparente ospitava una piccola perla che emetteva riflessi di mille colori. Lume la guardò e comprese: la parete luminosa non era solo luce, era memoria. Ogni luce teneva una storia.

Prima di andare, tirò la cordicella rimasta e la usò per misurare la nicchia. Con un gesto piano, legò un nodo alla parete, così avrebbe potuto tornare se fosse servito. La notte cadde lieve sulle acque, e le luci continuarono a cantare.

Il ritorno e la cordicella asciutta

Nel viaggio di ritorno, Lume incontrò ancora amici: una tartaruga dal guscio a mosaico che gli mostrò un passaggio segreto, un banco di sardine che lo accompagnò come una scala luccicante. Lume restituì piccoli favori: aggiustò una rete, spostò una lisca incastrata, pulì una lampada.

Quando giunse alla sua tana, la cordicella era quasi finita. Aveva perso alcuni pezzi lungo la strada, regalati e consumati. Ma non era triste. Guardò le mappe di bolle: la sua traccia era piena di punti dove aveva aiutato, ascoltato, misurato. La sua avventura aveva reso il mare più leggero.

Sulla riva di una roccia emersa, la cordicella, messa al sole per un momento, si asciugò. Lume la guardò con cura. Era ora rigida ma sottile. La cordicella asciutta non era più solo uno strumento: era un filo di storie. Lume lo arrotolò con delicatezza, lo ripose nella sua tana e sospirò felice. Aveva seguito la parete luminosa. Aveva imparato a non arrendersi. E sapeva che, ogni volta che avesse voluto, le luci lo avrebbero chiamato ancora.

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Ventose
Parti morbide dei tentacoli del polpo che servono per attaccarsi e prendere oggetti.
Alghe
Piante che crescono in acqua, spesso verdi e morbide sul fondale o sulle rocce.
Insenatura
Piccola rientranza della costa o della roccia dove si forma una specie di baia.
Incrostata
Coperta da uno strato duro o sporco che si è attaccato sopra.
Corrente
Movimento d'acqua che spinge e porta via le cose nel mare.
Grotta
Spazio vuoto dentro una roccia dove ci si può riparare o nascondere.
Meduse
Creature marine gelatine che fluttuano e hanno lunghi tentacoli.
Incisioni
Segni o scritte fatti sulla roccia con piccoli tagli o graffi.
Nicchia
Piccolo spazio scavato nella parete o nella roccia, spesso per mettere qualcosa.
Corallo trasparente
Corallo chiaro che sembra vetro, forma piccole strutture sulla barriera.
Perla
Piccola sfera lucente che si trova dentro alcune conchiglie.
Cordicella
Filo sottile e resistente usato per segnare il percorso o legare cose.
Scogliera
Parete rocciosa che si affaccia sul mare, spesso alta e ripida.
Spaccatura
Fenditura stretta nella roccia dove ci si può infilare o nascondere.

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