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Piccoli avventurieri 5/6 anni Lettura 16 min.

La mappa del tesoro del Fiume di Zampa e della Roccia Dormigliona

Due sorelle di sei anni trasformano casa e giardino in una mappa del tesoro piena di prove, piccoli imprevisti e soluzioni creative, imparando il valore del coraggio, dell’ingegno e dell’aiuto reciproco.

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Ci sono tre personaggi: Lina, 6 anni, con due trecce brune e un vestito giallo chiaro macchiato di pittura, accovacciata a sinistra con una cartina stropicciata che indica dove scavare; Mira, 6 anni, capelli biondi corti, maglietta verde chiaro e jeans, a destra di Lina con una piccola pala rossa sopra uno scavo poco profondo e un grande sorriso mentre guarda una scatola-tesoro aperta che contiene una biglia verde lucente, una conchiglia nacrée e bottoni colorati; e il gatto Piuma, bianco e grigio, piccolo, dietro le bambine vicino a una grande pietra piatta chiamata Roccia Dormigliona, con una zampa sulla pietra come a vegliare il tesoro. Ambientazione: giardino di casa nel tardo pomeriggio con erba leggermente ingiallita, una panchina di legno blu sullo sfondo, fioriere colorate, una siepe e una porta-finestra aperta da cui entra un raggio di sole aranciato. Situazione: le due esploratrici stanno scavando dietro la pietra per seppellire la scatola-tesoro; la mappa è posata accanto, le loro espressioni sono di meraviglia e complicità; atmosfera dolce, ludica e rassicurante con texture visibili di gouache a tratti larghi e colori caldi con leggere spruzzature. segnalare un problema con questa immagine

Parte 1: Il foglio bianco e l'idea brillante

Lina e Mira avevano sei anni e un segreto importantissimo: sapevano trasformare le cose di tutti i giorni in avventure enormi.

Quel pomeriggio, nella cameretta, c'era un foglio bianco grande come un piccolo tappeto. Lina lo guardava con gli occhi seri e curiosi. Aveva una matita dietro l'orecchio, come faceva suo papà quando cercava le chiavi.

“Facciamo una mappa del tesoro,” disse Lina piano, come se il foglio potesse spaventarsi.

Mira spalancò la bocca. “Un tesoro vero?”

“Un tesoro per gli altri,” rispose Lina. “Così chi lo trova si sente coraggioso. E anche un po' esploratore.”

Mira saltellò. “Io voglio disegnare il posto dove la mamma nasconde i biscotti!”

Lina rise. “No, quello è un posto segretissimo. Facciamo una mappa sicura. Per il giardino e la casa. Una grande avventura… senza pericoli.”

Si sedettero sul pavimento. La luce del sole entrava dalla finestra e faceva brillare la polvere come stelline lente.

“Prima serve un nome per i luoghi,” disse Lina, pensosa. “Così sembra davvero un mondo.”

Mira indicò il tappeto rotondo. “Questo è il Lago Morbidoso!”

“Perfetto.” Lina disegnò un cerchio e lo colorò con una matita azzurra. “E la sedia della scrivania?”

Mira si mise in posa come un cavaliere. “La Montagna di Legno!”

Lina segnò un triangolo. “E il corridoio… è il Tunnel degli Passettini.

“E la cucina è…” Mira annusò l'aria. “Il Regno delle Merende.

Risero tutte e due.

Poi Lina diventò seria. “Una mappa del tesoro deve avere una X.

Mira guardò il foglio, poi la stanza, poi il corridoio. “E il tesoro cosa sarà?”

Lina aprì la scatola dei bottoni colorati che la nonna le aveva dato. Dentro c'erano bottoni a forma di fiore, una conchiglia lucida e una biglia verde.

“Mettiamo un tesoro gentile,” disse Lina. “Qualcosa che fa sorridere.”

Mira prese la biglia e la tenne controluce. “Questa sembra una goccia di foresta.”

“Allora la biglia sarà il Cuore Verde del Tesoro,” decise Lina. “Ma dobbiamo nasconderlo bene. E dobbiamo segnare la strada.”

Mira si avvicinò al foglio. “Io faccio le frecce.”

Lina annuì. “E io scrivo le parole. Piccole, così ci stanno.”

Disegnarono una linea che partiva dalla porta della cameretta: una strada punteggiata, come i passi di una formica.

“Attenta,” disse Mira, “una mappa deve avere anche un avviso.”

“Giusto.” Lina scrisse: “Cammina piano. Guarda bene. Chiedi aiuto se serve.”

In quel momento, dal corridoio arrivò un “Miao” leggero. Il gatto di casa, Piuma, passò come una nuvola. Guardò il foglio e ci mise una zampa sopra.

“Ehi!” fece Mira.

Piuma, con calma, camminò proprio sul Lago Morbidoso e sulla Montagna di Legno. La matita fece una riga lunga e storta.

Lina si fermò. Per un attimo, sembrò triste. Poi respirò e disse: “Va bene. È un imprevisto. Nelle avventure ci sono sempre.”

Mira strinse i pugnetti. “Non voglio che la nostra mappa si rovini.”

Lina guardò la riga storta e sorrise. “Non si è rovinata. È diventata… un fiume! Un fiume segreto che non avevamo visto.”

Mira sbatté le palpebre. Poi rise forte. “Sì! Il Fiume di Zampa!”

Piuma fece un altro “Miao”, come se fosse d'accordo, e andò via.

Lina mise una piccola barchetta sul fiume, disegnata in due secondi. “Vedi? Con l'ingegno si aggiusta tutto.”

Mira annuì convinta. “Allora siamo pronte.”

“Non ancora,” disse Lina. “Una mappa va provata. Dobbiamo fare il percorso come se fossimo altre bambine.”

Mira si mise in piedi. “Io sono un'esploratrice con un cappello di… di… cucchiaio!”

Prese un cucchiaio di legno dalla cucina e se lo mise in testa. Lina rise, ma poi prese la mappa con cura.

“Partenza: Porta della Cameretta,” lesse Lina. “Pronte?”

“Prontissime!” disse Mira.

Parte 2: Il Tunnel degli Passettini e il mini-drago del bucato

Uscirono nel corridoio. Lina teneva la mappa come un tesoro già. Mira camminava davanti, facendo passi piccoli e silenziosi.

“Secondo la mappa,” disse Lina, “dobbiamo attraversare il Tunnel degli Passettini fino al grande specchio.”

Lo specchio era in fondo al corridoio. Rifletteva due bambine e un cucchiaio-cappello.

Mira si guardò. “Sembro una regina buffa.”

“Regina delle Esplorazioni,” corresse Lina.

Arrivarono allo specchio. Lina indicò un segno sulla mappa: una stellina.

“Qui c'è la Prova del Riflesso, spiegò. “Devi guardarti e dire una cosa coraggiosa.”

Mira pensò. Si guardò negli occhi. “Sono coraggiosa quando provo di nuovo anche se sbaglio.”

Lina fece un cenno. “Ottimo. Ora tocca a me.” Si guardò e disse: “Sono coraggiosa quando chiedo aiuto.”

Poi la mappa diceva: “Gira a sinistra, supera il Ponte delle Calze.”

Il Ponte delle Calze era… il cesto del bucato, pieno di calzini e magliette. La mamma lo aveva lasciato lì, pronto per la lavatrice.

Mira lo fissò. “È una montagna di panni!”

Lina si avvicinò e tastò il bordo. “Non è una montagna. È un ponte. Ma oggi… sembra un mini-drago.”

Infatti, una maglietta a righe sembrava una lingua, e un calzino nero sembrava un occhio. Mira si mise dietro Lina.

“Fa paura,” sussurrò.

Lina strinse la mappa. Aveva il cuore che batteva, ma non voleva mollare. “È solo bucato. Però capisco. Facciamo una cosa intelligente.”

“Quale?” chiese Mira.

Lina guardò intorno. Vide due mollette colorate sul tavolino. Le prese. “Queste sono le Pinze della Pace.

Mira sorrise appena. “Pinze della Pace?”

“Sì. Se mettiamo le mollette qui e qui…” Lina pinzò la maglietta così che non sembrasse una lingua. Poi pinzò due calzini insieme, come se fossero un fiocco. “Il mini-drago diventa un cuscino buffo.”

Mira si avvicinò. Il “drago” adesso sembrava sorridere.

“Funziona!” disse Mira, più forte. “Hai usato l'ingegno.”

Lina arrossì un po'. “E tu hai usato il coraggio. Sei rimasta qui.”

Attraversarono il Ponte delle Calze, un passo alla volta, senza calpestare il “Fiume di Zampa” immaginario che scorreva sotto.

La mappa diceva: “Tre passi e una giravolta. Poi ascolta.”

Mira fece la giravolta. Lina si fermò e mise una mano all'orecchio.

Dal salotto arrivava un suono: tic tac… tic tac… l'orologio.

“È il Cuore della Casa,” disse Lina. “Dobbiamo seguirlo.”

Ma appena fecero due passi, un rumore diverso li fermò: un “TUMP” sordo. Qualcosa era caduto in cucina.

Mira spalancò gli occhi. “Un mostro?”

Lina si immobilizzò. Un po' di paura le salì come una bolla.

Poi si ricordò la frase nello specchio: chiedere aiuto è coraggioso.

“Possiamo controllare insieme,” disse Lina. “Mano nella mano.”

Mira allungò la mano. “Sì.”

Camminarono fino alla cucina. Sul pavimento c'era… una pentola rovesciata. E accanto, Piuma, con la coda alta, che guardava la pentola come se l'avesse scoperta per caso.

“È stato lui!” disse Mira, con finta voce severa. “Piuma, esploratore combinaguai.”

Piuma fece “Miao” e si strofinò contro la gamba di Lina.

Lina rimise la pentola a posto. “Nessun mostro. Solo una pentola coraggiosa che voleva vedere il mondo.”

Mira rise. “Allora continuiamo!”

Parte 3: Il Regno delle Merende e la X che si sposta

In cucina, la luce era più chiara. C'erano odori di pane e di sapone. Lina aprì la mappa.

“Qui c'è il Regno delle Merende,” lesse. “E la prova è… contare tre cose rosse.”

Mira guardò in giro. “Una mela! Un tappo! E… la scritta sulla scatola dei cereali!”

“Bravissima,” disse Lina. “Ora dobbiamo andare nel giardino. La strada passa dalla Porta del Vento.”

La Porta del Vento era la porta-finestra. Lina provò ad aprirla. Ma non si muoveva.

“È chiusa!” disse Mira.

Lina tirò ancora. Niente. Si sentì un po' frustrata. “Ma io avevo segnato la strada così.”

Mira guardò la maniglia. “Forse c'è il blocco. Quello che gira.”

Lina lo vide: un piccolo fermo. Lo girò piano. La porta si aprì con un “clac”.

“Vedi?” disse Mira, orgogliosa. “A volte basta guardare meglio.”

“È vero,” disse Lina. “Hai risolto tu.”

Uscirono in giardino. L'erba era verde e morbida. Un vaso di fiori sembrava una torre colorata. Un annaffiatoio azzurro era una nave.

Lina respirò forte. “Qui la mappa deve essere precisa. Perché la terra cambia con il vento.”

Mira si chinò. “E anche con i piedi!”

Camminarono fino alla siepe. La mappa mostrava un albero piccolo, con un cuore disegnato.

“L'Albero delle Promesse,” disse Lina. “Qui dobbiamo dire una promessa da esploratrici.”

Mira mise una mano sul tronco. “Prometto di non correre quando non vedo bene.”

Lina fece lo stesso. “Prometto di usare l'ingegno prima di arrabbiarmi.”

Poi arrivò il momento della X. Lina guardò la mappa, poi guardò il punto vicino alla panchina.

Lina si fermò. “Aspetta…”

La panchina non era dove doveva essere. Non di tanto, ma un pochino. Il papà l'aveva spostata al mattino, per tagliare l'erba.

“La X è… sbagliata,” disse Lina, con un filo di voce.

Mira la guardò. “Allora non c'è il tesoro?”

Lina sentì un nodo nello stomaco. Aveva lavorato tanto. Voleva fare una mappa perfetta per gli altri.

Poi alzò lo sguardo. Il giardino era pieno di indizi: una pietra a forma di cuore, una piccola buca, un vaso con una farfalla disegnata.

“Il tesoro c'è,” disse Lina lentamente. “Siamo noi che dobbiamo essere… flessibili. Come un ramo.”

Mira aggrottò la fronte. “Flessibili?”

“Vuol dire che possiamo cambiare piano,” spiegò Lina. “Intelligenti e tranquille.”

Mira annuì. “Allora facciamo una nuova X!”

“Esatto,” disse Lina. “Ma dobbiamo scegliere un punto che non si sposta.”

Guardò intorno. Vide una grande pietra piatta vicino al muro. Era sempre lì.

“Quella!” disse Lina. “La Roccia Dormigliona. Nessuno la sposta.”

Cavarono una piccola buchetta dietro la pietra, usando una paletta da spiaggia. Lina prese la scatolina del tesoro: la biglia verde, la conchiglia e due bottoni a fiore.

Mira aggiunse una cosa sua: un adesivo a forma di stella. “Per chi lo trova,” disse.

Lina chiuse la scatolina. La misero nella buca e la coprirono con foglie secche.

“E adesso?” chiese Mira.

“Adesso,” disse Lina, “dobbiamo aggiornare la mappa. E lasciare un indizio gentile.”

Tornarono dentro e corsero al foglio. Lina cancellò la vecchia X con una gomma morbida. Poi disegnò la Roccia Dormigliona e una nuova X.

Mira disegnò un sorriso vicino alla X. “Così chi arriva qui sa che è nel posto giusto.”

Lina aggiunse una frase: “Se sei arrivato fin qui, sei stato coraggioso. Bravo!”

Mira batté le mani. “È una mappa che fa bene.”

Parte 4: La mappa per gli altri e la canzone del coraggio

La sera, la mamma e il papà vennero a vedere.

Lina stese la mappa sul tavolo. “È una mappa del tesoro per… chi vuole esplorare in sicurezza.”

Il papà si chinò. “Che bei nomi. Lago Morbidoso… Fiume di Zampa… Ponte delle Calze!”

La mamma rise. “E cos'è la Prova del Riflesso?”

Mira spiegò seria: “Devi dire una cosa coraggiosa.”

La mamma guardò Lina. “E tu cosa hai detto?”

Lina rispose senza esitare: “Che sono coraggiosa quando chiedo aiuto.”

La mamma le accarezzò i capelli. “È vero.”

Il papà indicò la nuova X. “E il tesoro dov'è?”

Mira fece una faccia misteriosa. “Sotto la Roccia Dormigliona. Ma solo se segui gli indizi.”

Il papà fingeva di tremare. “Oh no, dovrò attraversare il mini-drago del bucato?”

Lina rise. “L'abbiamo trasformato con le Pinze della Pace.”

“Geniale,” disse il papà. “Questo è proprio ingegno.”

Poi la mamma disse: “Se volete, possiamo fare una cosa: domani lasciamo la mappa in una busta per la vostra amica del piano di sopra. Così anche lei può fare l'avventura.”

Gli occhi di Lina si illuminarono. “Sì! È per questo che l'ho fatta!”

Mira alzò il cucchiaio-cappello come un re che saluta. “E io sarò la guida.”

Prima di andare a letto, Lina si sentì piena e tranquilla. Però aveva una piccola domanda che le saltava in testa.

“E se qualcuno si spaventa?” chiese Lina mentre si infilava il pigiama.

La mamma si sedette sul bordo del letto. “Allora la mappa lo aiuta. Perché gli dice di andare piano, di guardare bene, e di chiedere aiuto.”

Il papà aggiunse: “E poi c'è una cosa che gli esploratori fanno sempre. Cantano. Le canzoni fanno compagnia.”

Mira, nell'altro letto, sussurrò: “Io conosco una canzone.”

“Quale?” chiese Lina.

Mira ci pensò un secondo e poi inventò una melodia semplice, come un saltello. La mamma e il papà la seguirono battendo piano le mani.

E insieme impararono una canzone nuova, corta e dolce, da mettere anche nella mappa.

“Passo passo, piano piano,

guardo bene, mano a mano.

Se ho paura, lo posso dire,

con un'idea posso riuscire.

Cuore sveglio, occhi brillanti,

siamo esploratrici, avanti!”

Lina la ripeté una volta, poi due. Sentì che le parole le facevano una coperta calda dentro.

Mira sbadigliò. “Domani la cantiamo nel Tunnel degli Passettini.”

“E anche davanti allo specchio,” disse Lina. “Per ricordarci.”

La mamma spense la luce. Restò una striscia di luna sulla porta.

Lina chiuse gli occhi. Nella sua testa, la mappa si stendeva come una strada di puntini luminosi. Non portava solo a una scatolina. Portava a un'idea: che con ingegno, coraggio e aiuto, anche il bucato può diventare un drago buffo, e una panchina spostata può diventare una nuova scoperta.

E nel silenzio, piano piano, Lina e Mira mormorarono ancora l'ultima riga della canzone, come un segreto felice:

“Siamo esploratrici, avanti!”

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Imprevisto
Qualcosa che succede senza avviso e cambia i piani.
Ingegno
La capacità di trovare idee e soluzioni intelligenti e pratiche.
Coraggioso
Chi affronta qualcosa di difficile senza arrendersi.
Prova del Riflesso
Una piccola prova davanti allo specchio per dire qualcosa di vero su di sé.
Tunnel degli Passettini
Il corridoio della casa trasformato in un percorso immaginario da seguire.
Fiume di Zampa
Un fiume inventato sulla mappa, nato da una riga del gatto.
Pinze della Pace
Due mollette usate come oggetti magici per sistemare il bucato spaventoso.
Regno delle Merende
La cucina vista come un posto ricco di cibo e di merende.
Roccia Dormigliona
Una pietra grande e stabile scelta come punto sicuro per nascondere il tesoro.
Mini-drago
Nome giocoso per il mucchio di panni che sembra un piccolo mostro.
X
Il segno sulla mappa che indica il punto dove si trova il tesoro.

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