Capitolo 1 – La Gara dei Sacchi Immaginari
“Pronti… partenza… VIA!” urlò Leo, stringendo un vecchio sacco della spesa tra le mani come se fosse il trofeo più prezioso del mondo. Accanto a lui, Samu, il suo fratello gemello, rideva già e faceva ondeggiare l'altro sacco, quello con i disegni delle fragole.
“Oggi ti batto, Leolino!” disse Samu, facendo una smorfia buffa. Leo arricciò il naso. “Sogna, Samosauro! Il campione delle corse di sacchi sono io!”
I due si trovavano davanti al grande albero di nocciole, proprio al confine fra il giardino e la foresta. Era il loro punto di partenza segreto, lontano da occhi indiscreti e soprattutto fuori dalla vista di mamma, che non avrebbe mai approvato una corsa di sacchi su un sentiero un po' sterrato.
“Regole?” chiese Samu, alzando un sopracciglio.
“Chi arriva primo al grosso sasso vicino al ruscello, vince. Se cadi, ti rialzi subito. E vietato barare!” precisò Leo, serissimo.
“Affare fatto!” rispose Samu.
Leo si infilò nel suo sacco giallo, Samu in quello verde. Presero posizione. “Tre, due, uno… VIAAA!” gridarono insieme.
Saltellare in un sacco era più difficile di quanto sembrasse. Leo sentiva le gambe che si ingarbugliavano, il sacco che faceva “scrich, scrich” su ogni salto. Samu era un saltatore pazzo: ogni tanto volava avanti, poi inciampava e tornava indietro.
“Occhio al ramo, Leo!” gridò Samu, mentre si piegava dal ridere.
“Grazie, fratellino!” replicò Leo, schivando per un soffio un ramo basso che sembrava volerlo abbracciare.
Mentre saltavano, la foresta intorno a loro sembrava osservare la gara. Uno scoiattolo curioso li fissava da un ramo, e perfino due passerotti facevano il tifo cinguettando.
PLUF! Leo inciampò e rotolò a terra, ridendo.
“Hai fatto la frittata!” rise Samu, ma poi inciampò anche lui, atterrando morbido sulle foglie secche.
I due gemelli rimasero lì qualche secondo, guardandosi e ridendo. Poi Leo si rialzò per primo: “Non si molla mai! La gara continua!”
“Eccomi, arrivo!” esclamò Samu, riprendendo il suo sacco.
La corsa diventava una danza tra salti, cadute e risate. Nessuno dei due sembrava voler arrivare davvero primo: la cosa più bella era essere insieme e inventare nuove regole ad ogni passo.
Capitolo 2 – Nella Foresta Magica
Il sentiero si faceva più stretto, e gli alberi più fitti. Leo e Samu, sempre nei loro sacchi, dovevano stare attenti a non prendersi troppe foglie in faccia.
“Sei sicuro che il grosso sasso sia ancora laggiù?” domandò Samu, ansimando e ridendo insieme.
“Certo! È la nostra pietra della fortuna!” disse Leo, con gli occhi che brillavano.
Improvvisamente, Samu si fermò di colpo. “Sssst… senti che rumore?”
Dal cuore della foresta arrivava un suono strano: “TUMP, TUMP, TUMP”.
“Lo sento anch'io… Che sia un mostro gigante?” sussurrò Leo, spalancando gli occhi.
Samu si portò una mano alla bocca, fingendo paura. “O forse… è il Gigante dei Sacchi che è geloso della nostra corsa!”
Leo scoppiò a ridere. “Figurati! Se fosse un gigante, avrebbe bisogno di un sacco GIGANTESCO!” urlò, allargando le braccia.
I due si guardarono complici. “Andiamo a vedere?” propose Leo.
“Prima chi arriva!” gridò Samu, riprendendo a saltellare nel sacco a tutta velocità.
La corsa proseguì tra gli alberi, tra “tump” misteriosi e il fruscio delle foglie. Ad un tratto, sbucarono in una piccola radura, proprio accanto al grosso sasso.
E lì, davanti a loro, c'era… una grossa scatola colorata! Sopra, un biglietto scritto con il pennarello blu.
“Una consegna speciale!” lesse Samu ad alta voce. “Ma da chi sarà?”
“Sicuramente dal Gigante dei Sacchi!” esclamò Leo, mettendosi una mano sulla fronte come un capitano alla ricerca di un tesoro.
Samu si chinò e osservò la scatola. “Apriamo?”
Leo annuì, emozionato. “Sì, ma attento. Potrebbe esserci di tutto!”
Capitolo 3 – La Scatola Misteriosa
I due gemelli si sedettero davanti alla scatola. Leo la toccò piano. “Scotta?” chiese Samu, avvicinandosi con cautela.
“No, è fredda. Magari dentro c'è…” Leo fece una pausa teatrale, “…un esercito di ranocchie danzanti!”
Samu scoppiò a ridere e batté le mani. “O delle torte volanti!”
“Solo uno di noi può aprirla”, propose Leo. “Facciamo la conta!”
“Ambarabà ciccì coccò…” cominciò Samu, ma alla fine risero così tanto che decisero di aprirla insieme.
Pronti, via! Sollevarono il coperchio e dentro trovarono… una montagna di piccoli sacchi di stoffa colorata, ognuno decorato con animali buffi: orsetti, pinguini, gufi, persino un leone col berretto.
“Guarda!” esclamò Leo, prendendo in mano un sacchetto con una rana sorridente. “Sono sacchi per la corsa… ma sono mini!”
Samu ne prese uno a pois. “Ce n'è per tutti! Anche per mamma, papà, la nonna… persino per il nonno che dice sempre che i sacchi sono solo per le patate!”
I due si misero subito a inventare una nuova gara: la corsa dei sacchi mini! Dovevano infilarsi le mani nei sacchetti e correre a quattro zampe come cagnolini.
“Pronti a perdere, Samosauro?” scherzò Leo.
“Se cadi tu, ti do il soprannome di Rana Saltellante!” rise Samu.
Partirono tra “PATAPUM”, “PLAF”, “ZZZAAAC”. Alcuni sacchetti volarono via, altri rimasero impigliati tra le dita. Ma nessuno si arrabbiò, anzi: ogni caduta era una scusa per ridere ancora più forte.
Ad un certo punto, Samu si bloccò. “Leo, hai notato che c'è una lettera qui dentro?”
Leo raccolse il foglio e cominciò a leggere:
“Per i gemelli più allegri del quartiere! Usate questi sacchi per inventare nuove gare e non smettete mai di ridere, anche se cadete. Firmato: Il Postino Misterioso.”
I due si guardarono con aria seria, poi scoppiarono a ridere. “Magari è il postino vero! O forse… la nonna travestita!” urlò Samu.
“Non importa chi è. L'importante è che abbiamo nuovi sacchi e… nuove avventure!” concluse Leo.
Capitolo 4 – Piccole Chamaillerie, Grandi Risate
Con tutti quei sacchi, le idee non mancavano. “Facciamo la staffetta dei sacchi!” propose Samu.
“No, meglio la corsa a ostacoli!” ribatté Leo.
“Prima la staffetta!” insistette Samu.
“Prima la corsa a ostacoli!” replicò Leo.
Si guardarono con quella finta aria arrabbiata che solo i gemelli sanno fare. “Allora facciamo tutte e due, ma chi vince la prima decide la seconda!” esclamò Samu.
“Affare fatto!” rispose Leo.
La staffetta iniziò: Samu saltava come un canguro e gridava “Yuppi!”, mentre Leo faceva finta di scivolare per lasciar vincere il fratello. Poi, la corsa a ostacoli: dovevano saltare sopra i rami, aggirare i sassi, passare sotto un tronco basso.
Ad un certo punto, Leo inciampò di nuovo, atterrando sopra Samu. Si ritrovarono a rotolarsi per terra, mezzi nel sacco e mezzi fuori, ridendo così forte che anche il pettirosso smise di cantare per ascoltarli.
“Sei una palla di nocciole!” esclamò Samu, con le guance rosse dal ridere.
“E tu… sei una scimmietta pasticciona!” ribatté Leo.
Si rincorsero attorno al sasso, cercando di infilarsi i sacchi in vari modi: sulla testa, sulle braccia, addirittura sui piedi come pantofole giganti. Ogni tentativo finiva in una risata a crepapelle.
Ad un certo punto, Samu si mise il sacchetto da rana in testa e si presentò solenne: “Io sono Sir Sacco di Rana, il più veloce saltatore del bosco!”
Leo si inchinò: “Onore a Sua Saltitudine!”
Capitolo 5 – Un Nuovo Soprannome
Quando il sole cominciò a scendere dietro gli alberi, i due gemelli si sedettero al bordo del grosso sasso, i sacchetti sparsi intorno a loro come piccoli cuscini variopinti.
Leo guardò Samu con affetto. “Oggi siamo caduti almeno mille volte, ma non ci siamo mai arresi.”
Samu annuì. “La cosa più bella è che ci siamo sempre aiutati a rialzarci!”
“Già. Siamo una squadra fortissima!” disse Leo, lanciando un sacchetto verso il cielo. Atterrò sulla testa di Samu, che scoppiò a ridere.
“Lo sapevo che sei una rana saltellante!” disse Samu.
E Leo, senza pensarci troppo, esclamò: “E tu sei un sacco di risate!”
Da quel giorno, i due fratelli si chiamarono così: Rana Saltellante e Sacco di Risate.
Tornando a casa, si tenevano per mano e ridevano ancora, con i sacchetti colorati appesi al braccio e il cuore pieno di avventure.
La mamma li accolse sulla porta. “Avete corso molto, eh?”
“Sì! E non ci siamo mai fermati, nemmeno quando cadevamo!” disse Leo, orgoglioso.
“E ci siamo inventati dei nuovi soprannomi!” aggiunse Samu, sicuro che la mamma sarebbe stata d'accordo.
La mamma sorrise e li abbracciò stretti. “Siete i miei campioni della perseveranza. E i miei piccoli comici preferiti!”
Leo strizzò l'occhio a Samu. “Pronto per una nuova gara… Sacco di Risate?”
“Solo se mi accompagna la mia Rana Saltellante preferita!” rispose Samu.
E mentre la sera calava sulla casa e sulla foresta, le risate dei due gemelli continuavano a saltare tra gli alberi, leggere come le foglie portate dal vento.