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Storia di Compleanno 9/10 anni Lettura 11 min.

La caccia al tesoro in rima di Nico e Otto

Nico organizza per il suo compleanno una caccia al tesoro in rima con gli amici e il cane Otto, imparando insieme il valore della collaborazione, della gentilezza e della gratitudine.

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Un ragazzo di 10 anni, calmo e sorridente, capelli castano chiaro spettinati, occhi verdi, in maglietta blu con disegno di razzo, è accovacciato vicino a una scatola blu con fiocco azzurro che ha appena preso, tenendola con entrambe le mani; a sinistra Sara, circa 10 anni, capelli castani raccolti in coda, vestito giallo a pois bianchi, ride e chiude la porta della cucina; a destra Luca, circa 10 anni, capelli neri corti, maglietta verde, sorride e distrae il cane fingendo di tenerlo al guinzaglio davanti alla scatola; Yasmin, circa 10 anni, capelli neri lunghi treccia, maglione rosa, è inginocchiata davanti al percorso della scatola tenendo un grande cuscino per fermarla; il cane Otto, medio a pelo corto beige, guarda la scatola appoggiando una zampa sul nastro; il salotto è festoso con ghirlande e palloncini, una tavola con piatti e una grande crostata al cioccolato con nove candeline e un angolo disegno sullo sfondo; scena dinamica e gioiosa con bambini che collaborano per impedire alla scatola di scivolare sotto una sedia, espressioni di cooperazione e colori vivaci. segnalare un problema con questa immagine

Capitolo 1: Biglietti in rima sul tavolo

Nel salotto di Nico, nove anni e una calma da gatto addormentato, c'era un profumo di torta che faceva venire voglia di cantare anche alle sedie. La mamma sistemava piatti colorati, il papà gonfiava palloncini che sembravano pance felici, e Nico stava al tavolo con una matita tra i denti.

Non era nervoso. Era concentrato.

Davanti a lui c'erano cartoncini piegati, tutti con una rima. Nico amava gli indizi, soprattutto quando “suonavano” bene.

“Questo è l'ultimo,” mormorò, scrivendo piano. Poi lesse ad alta voce, per controllare il ritmo:

“Se vuoi una sorpresa che fa ‘wow',

cerca dove dorme il cane… ma non è un ‘bau'!”

Dal corridoio arrivò un vero “bau!” come per protesta. Il cane Otto, infatti, non dormiva mai senza dire la sua.

La mamma sbirciò. “Stai preparando una caccia al tesoro per il tuo compleanno?”

Nico annuì. “Sì. Ma non solo per me. Voglio che tutti si aiutino. E che si ringrazino, come quando la nonna porta le lasagne e tu dici ‘grazie' anche se hai già la bocca piena.”

Il papà scoppiò a ridere. “Quello è un ‘grazie' molto coraggioso.”

Nico infilò i biglietti in una scatolina. “Le rime faranno da filo. Chi segue la poesia non si perde.”

Otto si avvicinò e annusò la scatolina con aria importante, come se fosse un detective peloso.

“Otto, tu non barare,” lo avvisò Nico. “Niente scorciatoie.”

Otto sbatté la coda, che in linguaggio cane significa: “Io? Mai!”

Capitolo 2: Campanello, risate e un patto

Il campanello suonò e la casa si riempì di voci come un vaso pieno di biglie che tintinnano. Arrivarono Sara con un pacchetto grande quasi quanto lei, Luca con una busta sottilissima (“È leggero, ma geniale!”), e Yasmin con un fiocco che sembrava un fiore.

“Auguri, Nico!” dissero in coro.

“Grazie!” Nico rispose con un sorriso che gli tirava le guance.

La mamma appoggiò i regali su un tappeto vicino alla finestra. “Prima di aprire, merenda!”

Otto fece finta di svenire davanti ai biscotti. Nico gli lanciò uno sguardo severo. “Drama king.”

Quando finirono di sgranocchiare, Nico batté due volte le mani. “Ok, squadra. Oggi non apriamo subito i regali. Prima facciamo una cosa insieme.”

Sara alzò un sopracciglio. “Una missione segreta?”

“Una caccia al tesoro… in rima,” disse Nico, mostrandogli la scatolina. “Ma c'è un patto: si vince solo se ci si aiuta. E se si dice ‘per favore' e ‘grazie'. Chi se lo dimentica… deve fare un complimento a qualcuno.”

Luca fece una faccia finta spaventata. “Oh no, i complimenti! Sono pericolosissimi… fanno sorridere!”

Yasmin ridacchiò. “Io sono pronta.”

Nico consegnò il primo biglietto a Sara. Lei lo aprì e lesse:

“Per iniziare, senza fretta,

cerca il posto dove la luce si aspetta.”

Sara guardò in giro. “Dove la luce si aspetta… la finestra!”

Corsero alla finestra. Lì, sotto una tenda che sembrava una nuvola, trovarono un secondo biglietto. Luca lo prese, ma si fermò. “Posso?”

“Per favore,” disse Nico.

“Posso prenderlo, per favore?”

“Certo.”

Luca lo aprì e lesse:

“Se vuoi la prossima via,

guarda dove l'acqua fa magia.”

Yasmin indicò il bagno. “Il lavandino!”

Arrivarono al lavandino e trovarono un biglietto infilato sotto il portasapone. Nico osservava tutti con soddisfazione: la poesia funzionava, e anche il patto.

Capitolo 3: Otto il “detective” e la scatola che scappa

Yasmin lesse il terzo indizio:

“Non serve correre come un treno,

cerca dove si mette a posto il pieno.”

“Il pieno?” Sara si grattò la testa. “Il pieno… di vestiti? L'armadio!”

Corsero in camera di Nico. L'armadio era chiuso, ma Otto era già lì davanti, seduto come una guardia.

“Otto, tu sai qualcosa,” disse Luca.

Otto sbuffò e, con il muso, spinse un calzino fuori da sotto il letto. Dentro il calzino… c'era il biglietto.

“Ehi!” Sara scoppiò a ridere. “Il cane gioca con noi!”

Nico cercò di non ridere troppo, per restare serio come un vero creatore di enigmi. “Otto è… il mio assistente. Non pagato.”

Luca prese il biglietto senza chiedere. Nico lo guardò.

Luca si bloccò. “Ops. Mi sono dimenticato.”

“Regola del patto,” cantilenò Yasmin.

Luca sospirò teatralmente e si voltò verso Nico. “Nico, hai una calma incredibile. Anche quando Otto ti ruba i calzini, tu sembri un re.”

Nico arrossì. “Grazie.”

“Ok, adesso leggo,” disse Luca, stavolta più attento.

“Se vuoi trovare un gran tesoro,

cerca dove si fa un bel lavoro.

Tra fogli e colori, senza confusione,

c'è un angolo pieno d'ispirazione.

“Il tuo angolo disegno!” gridò Sara.

Nel piccolo angolo con matite, pennarelli e un quaderno pieno di fumetti, trovarono… una scatola che non avevano mai visto. Era legata con un nastro azzurro.

Yasmin la sollevò piano. “È leggera.”

Nico fece un mezzo sorriso. “Non è ancora finita.”

Proprio in quel momento Otto mise una zampa sul nastro, lo tirò, e la scatola scivolò via come una saponetta. Rotolò sotto la sedia, poi verso il corridoio.

“Fermatela!” urlò Luca.

Invece di buttarsi tutti a caso, Nico alzò una mano. “Calma. Facciamo squadra. Sara, tu chiudi la porta della cucina. Yasmin, tu prendi un cuscino per bloccarla. Luca… tu parla a Otto, così si distrae.”

Luca si avvicinò a Otto. “Otto, ascolta. Sei un cane magnifico. Ma adesso… seduto!”

Otto, orgogliosissimo di essere chiamato “magnifico”, si sedette. La scatola si fermò contro il cuscino di Yasmin.

“Funziona!” disse Sara. “Abbiamo… collaborato!”

Nico recuperò la scatola e la appoggiò sul tavolo. “E avete detto anche parole gentili. È un superpotere, quello.”

Capitolo 4: Dare, ricevere e dire grazie

Nico sciolse il nastro. Dentro la scatola c'erano piccoli pacchettini: uno per ciascuno. Erano avvolti in carta semplice, ma con sopra un'etichetta in rima.

“Come? Tu ci hai fatto dei regali?” chiese Yasmin.

Nico annuì. “Non grandi. Solo… pensati.”

Sara aprì il suo: una matita con una gomma a forma di stella e un biglietto: “Per disegnare senza paura, la tua fantasia è una cura.”

Sara lo strinse al petto. “Grazie, Nico. È perfetta!”

Luca trovò un mini taccuino con la copertina buffa e un biglietto: “Per le idee che fanno ridere, scrivile: non farle scappare via a correre.”

Luca rise. “Grazie! Così posso segnare le battute… prima che mi scappino dalla testa.”

Yasmin aprì il suo: un braccialetto di fili colorati. “Wow… l'hai intrecciato tu?”

“Con la mamma,” ammise Nico. “Io ho scelto i colori.”

Yasmin lo indossò subito. “Grazie. Mi fa sentire… dentro la festa, anche domani.”

Poi la mamma indicò il tappeto dei regali. “Adesso tocca a te, Nico.”

Nico si sedette e, uno per uno, aprì i pacchetti. C'erano un libro di enigmi, una maglietta con un razzo, e una scatola di costruzioni. Ogni volta Nico alzava lo sguardo.

“Grazie, Sara.”

“Grazie, Luca.”

“Grazie, Yasmin.”

Non lo diceva in fretta. Lo diceva come si dice una cosa importante.

A un certo punto Luca notò Otto che guardava la sua ciotola vuota con aria tragica. “Otto vuole un regalo anche lui.”

Nico prese un biscotto per cani e lo porse. “Ecco, Otto. Per favore… niente furti di scatole.”

Otto prese il biscotto con delicatezza, come un signore in giacca e cravatta.

“Grazie, Otto,” disse Sara.

Otto scodinzolò, soddisfatto di essere ringraziato. Sembrava dire: “Prego, umani. È stato un onore.”

Capitolo 5: Torta, candeline e un “a domani” tranquillo

Arrivò la torta: cioccolato, panna e nove candeline che facevano una luce tremolante, come lucciole in salotto.

“Esprimi un desiderio,” sussurrò la mamma.

Nico chiuse gli occhi. Desiderò qualcosa di semplice: che i suoi amici si sentissero sempre accolti, come in quella caccia al tesoro dove nessuno restava indietro.

Soffiò. Le candeline si spensero tutte insieme, come se anche loro avessero fatto squadra.

“Taglia!” gridò Luca.

Mentre mangiavano, Sara disse: “La cosa più bella non è stata trovare la scatola. È stato… farlo insieme.”

Yasmin annuì. “E i tuoi regali erano piccoli, ma mi hanno fatto sorridere tanto.”

Nico guardò i suoi biglietti in rima sparsi sul tavolo. “Io ho capito una cosa: ricevere è bello… ma dare è come accendere una lampadina in più nella stanza.”

Luca si pulì la bocca e disse: “E ringraziare è… come dire ‘la vedo, quella lampadina'.”

Nico rise. “Esatto.”

Quando arrivò l'ora di andare, i genitori chiamarono e le giacche frusciarono come vele. Nico accompagnò gli amici alla porta.

“Grazie per essere venuti,” disse.

“Grazie per la caccia,” rispose Sara.

“Grazie per avermi fatto fare un complimento,” aggiunse Luca, finto offeso. “È stato terribile. Ho quasi sorriso.”

“Grazie per il braccialetto… e per la calma,” disse Yasmin.

Otto abbaiò piano, come un saluto.

Nico alzò una mano e, con una voce serena, disse: “A domani.”

E la casa, dopo le risate, tornò quieta come un cuscino morbido, con dentro un'eco felice.

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Profumo
Odore piacevole che viene da una torta, un fiore o una cosa profumata.
Cartoncini
Piccoli fogli di carta spessa usati per scrivere o fare biglietti.
Indizi
Piccoli suggerimenti che aiutano a trovare qualcosa nascosto.
Rima
Parole che suonano simili alla fine, come in una poesia o filastrocca.
Corridoio
Passaggio lungo in una casa che collega varie stanze.
Assistente
Persona (o animale) che aiuta qualcun altro nei suoi compiti.
Patto
Accordo tra persone: decidono insieme come comportarsi.
Lavandino
Il posto in bagno o cucina dove scorre l’acqua per lavarsi.
Ispirazione
Idea o spunto che fa venire voglia di creare o disegnare.
Scivolò
Forma del verbo scivolare; significa muoversi via velocemente e senza controllo.
Nastro
Striscia di stoffa o carta usata per legare o decorare pacchi.
Ciotola
Contenitore rotondo dove si mette il cibo per gli animali o per mangiare.
Candeline
Piccole candele che si mettono sulla torta per i compleanni.
Scodinzolò
Muovere la coda per mostrare felicità o contentezza (per i cani).
Merenda
Piccolo pasto che si prende a metà mattina o pomeriggio, spesso dolce.
Complimento
Parola gentile che si dice a qualcuno per farlo sentire bene.
Accolti
Sentirsi benvenuti e protetti in un luogo o tra persone.

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