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Conte africano 3/4 anni Lettura 5 min.

L’ombra del baobab e il seme della saggezza

Kofi, un uomo gentile che vive nella savana, prepara l’accoglienza per un visitatore importante con l’aiuto degli animali, imparando lungo il cammino il valore del rispetto per la natura.

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Kofi, uomo dal volto rotondo e pelle bruna, sorride calmo e concentrato inginocchiato a raccogliere foglie vicino a un baobab; indossa una tunica ocra e un cappello di paglia sfilacciato. La piccola scimmietta femmina Zuri, pelo rossiccio, salta su una radice con un mucchietto di rametti a destra di Kofi in primo piano. La tartaruga femmina Binta, carapace verde venato, avanza lentamente spingendo un cumulo di foglie verso un angolo pulito in primo piano a sinistra vicino al ruscello. Il piccolo uccellino maschio Piku, piumaggio azzurro, vola sopra le mani di Kofi portando una buccia di frutto tra Kofi e il baobab. Luogo: radura sotto un grande baobab, terreno rosso chiazzato d'erba gialla, un ruscello scintillante a sinistra e manghi e alte erbe sullo sfondo. Scena: momento di pulizia collettiva e tranquilla al tramonto, luce dorata tra le foglie. segnalare un problema con questa immagine

Ascolta, ascolta, piccolo cuore. Sotto il grande cielo d'Africa, dove il sole è una moneta d'oro e il vento canta piano, viveva un uomo di nome Kofi. Kofi abitava vicino alla savana, tra un baobab grosso come una casa e un ruscello che rideva “glu glu”.

Kofi era gentile. Quando camminava, salutava la terra. “Buongiorno, polvere rossa.” Quando beveva, ringraziava l'acqua. “Grazie, acqua fresca.” Diceva sempre: “La natura è una mamma: se la rispetti, ti abbraccia.”

Un mattino arrivò una notizia come un uccellino veloce. Il griot del villaggio, con la voce morbida come miele, disse: “Kofi, domani arriva un visitatore importante. Un anziano saggio viene da lontano. Vuole sedersi all'ombra e ascoltare la storia del nostro vento.”

Kofi si grattò la testa. “Oh! Allora devo preparare un posto bello e pulito. Un posto che dica: benvenuto.”

E così iniziò l'avventura, piccola ma luminosa.

Kofi andò sotto il baobab. Le sue radici erano come dita forti che tenevano la terra. “Baobab,” disse Kofi, “posso usare la tua ombra per accogliere il visitatore?”

Il baobab non parlava con la bocca. Parlava con le foglie. Le foglie fecero “fru fru”, come un sì gentile.

Kofi sorrise. Poi vide in giro foglie secche, ramoscelli, e anche qualche buccia di frutta lasciata da qualcuno. “Oh-oh,” disse Kofi. “Questo non è un bel tappeto.”

Allora chiamò i suoi amici.

Arrivò la piccola scimmia Zuri, saltando come una palla. “Che facciamo, Kofi?”

Arrivò la tartaruga Binta, lenta e tranquilla. “Che facciamo, Kofi?”

Arrivò l'uccellino Piku, con le ali come due foglie. “Che facciamo, Kofi?”

Kofi disse: “Puliamo senza ferire. Puliamo con rispetto. La savana ci guarda.”

E lavorarono insieme. Zuri raccolse i ramoscelli. “Uno, due, tre… uno, due, tre,” ripeteva, e ridacchiava. Binta spinse le foglie secche in un mucchietto. “Piano piano, piano piano,” ripeteva. Piku beccò le bucce e le portò lontano, vicino al posto dove si fanno i compost, perché “niente si butta, tutto ritorna,” come diceva il griot.

Kofi trovò anche una bottiglia di plastica, lucida come una trappola. La prese e disse serio: “Questo non è cibo per la terra. Questo fa male.” La portò al villaggio, dove c'era il cesto del riciclo.

Poi Kofi guardò il ruscello. L'acqua era un nastro d'argento, ma oggi sembrava un po' stanca. C'erano foglioline che bloccavano il passaggio. Kofi si inginocchiò e disse: “Scusa, ruscello. Ti aiuto.”

Con le mani, piano piano, tolse le foglie, senza rompere niente. L'acqua riprese a correre e a cantare: “glu glu, grazie, glu glu.”

Zuri batté le mani. “Bravo!”

Binta annuì. “La natura sorride.”

Piku cinguettò: “Il visitatore sentirà il canto!”

Quando il posto fu pulito, Kofi fece una stuoia con erba secca intrecciata. Era morbida come un nido. Poi mise accanto una zucca piena d'acqua fresca e una ciotola di manghi dolci. “Benvenuto,” sussurrò, come se lo dicesse già.

La notte arrivò, e la luna sembrò una ciotola di latte nel cielo. Kofi dormì tranquillo.

Al mattino, ecco il visitatore: un anziano con un bastone liscio e un sorriso lento. I bambini del villaggio lo seguivano come pulcini. Il griot camminava accanto e cantava piano.

L'anziano si sedette sotto il baobab. Guardò il posto pulito, l'acqua, la stuoia. Respirò e disse: “Qui la terra è rispettata. Qui l'ombra è felice.”

Kofi abbassò un po' la testa. “Ho solo ascoltato.”

L'anziano rise, come un tamburo lontano: “Chi ascolta la natura, ascolta la saggezza.”

Allora il griot iniziò il racconto. Parlò del vento che porta semi, dell'acqua che porta vita, del baobab che tiene i segreti. E tutti ascoltarono. Anche Zuri, anche Binta, anche Piku.

Prima di andare via, l'anziano prese un piccolo seme, piccolo come una briciola. Lo mise nella mano di Kofi. “Pianta questo. E ogni giorno ricorda: la terra non è una cosa. È una compagna.”

Kofi piantò il seme vicino al ruscello. I bambini portarono un po' d'acqua. “Piano piano,” disse Binta. “Uno, due, tre,” disse Zuri. “Cingu cingu,” disse Piku.

E il sole, moneta d'oro, brillò sopra di loro. Il villaggio rimase calmo e gioioso. E Kofi capì una cosa semplice: quando prepari un posto per qualcuno, prepari anche un abbraccio per la natura. E la natura, mamma grande, ti abbraccia sempre.

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Savana
Una grande pianura con erba e pochi alberi, dove vivono molti animali.
Baobab
Un albero molto grande e tozzo, con tronco largo e rami come braccia.
Ruscello
Un piccolo corso d'acqua che scorre, come un fiume piccolino.
Griot
Una persona che racconta storie e canta le tradizioni del villaggio.
Compost
Materia organica messa insieme per diventare terra buona per le piante.
Riciclo
Raccogliere e usare di nuovo materiali come plastica e carta.
Intrecciata
Fatta unendo fili o erbe uno dentro l'altro, come un tessuto semplice.
Stuoia
Una piccola coperta fatta di erba o paglia, usata per sedersi.
Seme
La piccola parte della pianta che può diventare un nuovo fiore o albero.
Ombra
La parte scura che si forma quando qualcosa blocca la luce del sole.

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