Caricamento in corso...
Storia d'Artista 11/12 anni Lettura 14 min.

L’albero dei libri e il superpotere della pazienza

Alba, artista paziente, guida i giovani Nico e Sara attraverso schizzi, errori e prove mentre prepara un murale per la biblioteca, mostrando che creatività e mestiere crescono con calma e perseveranza.

Scarica questa storia in PDF

Ideale per condividere o stampare questa storia!

Scarica l'e-book (.epub)

Legga questa storia sul suo e-reader.

Artista donna (Alba), viso dolce con qualche ruga d'espressione, capelli corti castano chiaro leggermente spettinati, espressione concentrata e serena, in piedi su una scala di legno che tiene un grande pennello carico di vernice calda mentre dipinge sul muro un grande albero fatto di libri; ragazzo (Nico), circa 12 anni, capelli castani spettinati, maglietta a righe e jeans, siede su un gradino a sinistra della scala con un bicchiere di succo, curioso e a bocca socchiusa, osserva attentamente; ragazza (Sara), circa 11–12 anni, capelli lunghi legati in coda, felpa colorata, timida e meravigliata, sta vicino a Nico con un taccuino di schizzi che mostra a volte ad Alba; uomo adulto (il bibliotecario "signor Lupo"), circa 60 anni, occhiali rotondi, giacca un po' larga, sorriso benevolo, in piedi dietro a destra con le braccia incrociate sotto uno scaffale pieno di libri che guarda la scena con orgoglio; biblioteca interna luminosa con grandi scaffali in legno scuro pieni di libri colorati, pavimento in parquet chiaro, finestre alte che lasciano entrare luce morbida, barattoli di vernice, stracci e schizzi sparsi ai piedi del muro; scena principale: momento di creazione collettiva—Alba dipinge un grande murale con un albero le cui foglie sono libri e con animali lettori nascosti tra i rami, i due bambini osservano e partecipano lentamente, atmosfera calda con colori vivaci (verdi profondi, rossi papavero, gialli caldi) e texture visibili della pittura. segnalare un problema con questa immagine

Capitolo 1

Quando Alba aprì la porta del suo studio, l'odore di carta e tempera la salutò come un vecchio amico. Sul tavolo c'erano pennelli con le punte un po' storte, matite mangiucchiate e una tazza con scritto “NON È CAFFÈ”, piena d'acqua colorata.

Alba era un'artista. Dipingeva, disegnava, incollava, cancellava, ricominciava. E non lo nascondeva a nessuno.

Quella sera, fuori pioveva piano. Le gocce battevano sul vetro come dita impazienti. Alba si infilò il grembiule macchiato e sospirò.

«Ok, amica tela. Oggi niente magie. Solo lavoro.»

Proprio allora bussarono. Tre colpi rapidi, come un codice segreto.

Alba aprì e trovò due vicini, Nico e Sara, preadolescenti curiosi con gli occhi pieni di domande.

—Possiamo entrare?— chiese Sara, stringendo un quaderno.

—Abbiamo un compito— aggiunse Nico. —Dobbiamo capire un mestiere. E tu… tu fai “l'artista”, giusto?—

Alba sorrise. «Sì, lo faccio. Ma attenzione: non è solo “fare bei disegni”. È anche sbagliare con stile.»

Nico rise. —Quindi sbagli apposta?—

«Magari! A volte sbaglio senza volerlo. E a volte lo sbaglio mi insegna una strada nuova.»

Sara guardò il tavolo. —Quanti colori… e quante… cose rovinate.—

«Rovinate? No. Sono prove. Le prove sono come scalini. Non li metti in cornice, ma senza non arrivi su.»

I due si scambiarono uno sguardo. L'idea sembrava già un'avventura.

Capitolo 2

Alba li fece sedere su due sgabelli. Davanti a loro mise una pila di fogli: alcuni avevano schizzi leggeri, altri macchie, altri ancora erano pieni di linee che sembravano strade viste dall'alto.

«Vi faccio vedere una cosa.» Alba tirò fuori da un cassetto un foglio stropicciato con un enorme gatto… che pareva un sacco di patate con i baffi.

Nico scoppiò a ridere. —Questo è un gatto?—

«Sì. O almeno, voleva esserlo. È il mio primo tentativo per un'illustrazione. Poi ho fatto il secondo.»

Ne mostrò un altro: il gatto era migliore, ma aveva una zampa che sembrava un cucchiaio.

Sara inclinò la testa. —E il terzo?—

«Il terzo cominciava a somigliare a un gatto vero. Il quarto aveva finalmente gli occhi giusti.» Alba li guardò. «Capite? Dietro un disegno “finito” spesso ci sono quattro, cinque, dieci tentativi.»

—Ma non ti scoraggi?— chiese Nico, meno scherzoso.

Alba prese una matita e la fece rotolare tra le dita. «A volte sì. E allora mi ricordo due cose: primo, nessuno nasce imparato. Secondo, la pazienza è un superpotere silenzioso.»

Sara aprì il quaderno e mostrò una pagina piena di scarabocchi. —Io provo a disegnare mani, ma mi vengono sempre come… guanti gonfi.—

Alba annuì. «Le mani sono difficili per tutti. Anche per me. Le mie a volte sembrano patate eleganti.»

—Esistono patate eleganti?— fece Nico.

«Nel mio studio sì.»

Alba posò sul tavolo una lampada e una piccola mela rossa. «Ecco un esercizio da artista. Si chiama natura morta, ma tranquilli: la mela è viva dentro, sta solo in posa.»

Nico alzò un sopracciglio. —Una mela modella. Forte.—

«Guardate bene: luce, ombra, forma.» Alba tracciò un cerchio leggero. «La mano va piano. Non serve correre. Quando corri, non vedi.»

Fuori, la pioggia continuava. Dentro, il silenzio era caldo, pieno di matite che sfioravano la carta.

Capitolo 3

Dopo un po', Alba si alzò e prese una grande cartellina. La aprì con cura, come si apre un libro importante.

«Qui ci sono lavori per un progetto che sto preparando: un murale per la biblioteca del quartiere. Vogliono una parete che racconti storie senza usare troppe parole. È una sfida.»

Sara toccò l'aria con un dito, come se potesse sentire i colori. —Come si fa un murale?—

«Con tante cose: idee, schizzi, misure, bozzetti, permessi… e soprattutto con una scala che scricchiola nel momento meno opportuno.»

Nico ridacchiò. —E se sbagli sulla parete? Non puoi strappare il foglio.—

«Esatto. Per questo si prova prima. Sempre.» Alba indicò una pagina piena di piccoli disegni. «Questi si chiamano thumbnail: mini-schizzi. Servono a decidere la composizione. Come mettere i personaggi, dove far andare lo sguardo.»

Poi mostrò un foglio a quadretti. «Qui faccio la griglia per ingrandire il disegno. È un trucco antico: dividi l'immagine in quadrati e la riporti più grande sulla parete. Così non ti perdi.»

Sara scrisse sul quaderno: “griglia = non perdersi”.

Alba continuò: «E poi c'è il colore. Prima faccio prove su cartoncini. Perché il blu sullo schermo non è il blu sul muro. La luce cambia tutto.»

Nico guardò i barattoli di tempera. —Quindi non è solo fantasia. È anche… tecnica.—

«Sì. Il mio lavoro è metà immaginazione e metà mestiere. E c'è anche un pizzico di ordine.»

—Tu? Ordine?— Nico indicò il tavolo caotico.

Alba si mise una mano sul cuore. «Io ho un ordine creativo. So esattamente dove NON cercare qualcosa.»

Risero tutti e tre. La risata sciolse un nodo invisibile, come quando un elastico smette di tirare.

«Sapete qual è la cosa più importante?» chiese Alba.

Sara e Nico scossero la testa.

«Non competere. Quando crei, non devi battere qualcuno. Devi ascoltare quello che vuoi dire. E darti tempo.»

Sara abbassò la voce. —A scuola sembra sempre una gara.—

Alba annuì piano. «Capisco. Qui no. Qui si prova e si impara. Senza giudizio.»

Capitolo 4

La sera dopo, Alba portò Nico e Sara in biblioteca. La parete destinata al murale era enorme e bianca, così bianca che quasi faceva rumore.

«Ecco il mio “mostro gentile” disse Alba. «Fa un po' paura, ma non morde.»

Il bibliotecario, il signor Lupo (che in realtà era molto gentile e non ululava mai), li salutò.

—Alba, pronta?—

«Pronta… e non pronta. È normale.» Alba si avvicinò al muro con un metro e del nastro di carta. «Prima misuro. Poi segno i punti principali. Il muro non perdona, quindi io lo rispetto.»

Nico guardò la scala. —Sembra alta.—

«È alta. E io non sono una campionessa di equilibrio. Questa è una delle mie difficoltà.» Alba lo disse con semplicità, senza vergogna. «Perciò faccio le cose con calma e chiedo aiuto quando serve. È anche questo un mestiere.»

Sara la osservò mentre attaccava il nastro per tracciare linee dritte. —Ti tremano un po' le mani.—

«Sì, quando sono emozionata. Allora faccio un respiro lungo. Uno, due, tre… e ricomincio.» Alba sorrise. «Non ho fretta. La fretta è una cattiva consigliera con le scarpe sporche di vernice.»

Cominciò a disegnare leggero con il carboncino: un grande albero pieno di libri al posto delle foglie, e animali lettori nascosti tra i rami.

Nico si sporse. —E se poi non ti piace?—

Alba si fermò e guardò la linea appena fatta. «Allora la cambio. Vedi?» Con un panno cancellò un pezzo. «Dietro il murale che vedrete finito, ci saranno cancellature invisibili e ripensamenti. E va bene così.»

Il signor Lupo passò e annuì. —Meglio correggere adesso che piangere dopo.—

—Si può piangere comunque?— chiese Nico.

—Certo— rispose Alba. —Ma preferisco piangere per un film, non per un gomito storto.

Sara rise piano, come per non disturbare i libri.

Quella sera, quando tornarono a casa, Nico disse: —Non pensavo fosse così… lento.—

«Lento è bello,» rispose Alba. «Lento significa attento.»

Capitolo 5

Dopo alcuni giorni, il murale era a metà. I colori cominciavano a riempire la parete, ma non tutto funzionava. Un ramo dell'albero sembrava una salsiccia troppo lunga. Un gufo lettore aveva un occhio più alto dell'altro.

Alba rimase davanti al muro con le braccia conserte. Nico e Sara erano lì, seduti su una panchina, con due succhi di frutta.

—Non ti piace più?— chiese Sara.

Alba scosse la testa. «Mi piace l'idea. Non mi piace come l'ho fatta qui. Sono due cose diverse.»

Nico si grattò la nuca. —E adesso?—

«Adesso faccio quello che fanno gli artisti quando qualcosa non va: pausa e prova.» Alba tirò fuori un quaderno e iniziò a rifare quel ramo in piccolo, con tre varianti. «Guardo, confronto, scelgo.»

Sara si avvicinò. —Posso provare anche io?—

«Certo. Prendi una matita. Disegna tre rami diversi. Non uno solo. Tre. Così non ti innamori del primo e non ti arrabbi se non funziona.»

Nico fece una faccia strana. —Io non so disegnare rami.—

Alba lo guardò serio-seria, poi disse: «Neanche i rami sanno disegnare Nico. Eppure crescono lo stesso.»

Nico sbuffò una risata. —Ok, ci provo.

Si misero tutti e tre a disegnare. Il silenzio era spezzato solo dal fruscio delle pagine e da qualche commento.

—Il mio sembra un fulmine— disse Nico.

—Il mio sembra una mano— disse Sara.

«Il mio sembra… una salsiccia di nuovo,» ammise Alba, e scoppiarono a ridere.

Poi Alba indicò il disegno di Sara. «Questo è interessante. La curva è più naturale. Posso usarla come base.»

Sara arrossì un po'. —Davvero?—

«Davvero. Vedi? Creare è anche prendere idee, mescolarle, ringraziarle.»

Alba tornò al muro, salì sulla scala con cautela e ridisegnò il ramo seguendo la nuova curva. Il ramo finalmente sembrò… un ramo.

Nico applaudì piano. —È come aggiustare un puzzle.—

«Sì, ma a volte il pezzo lo devi inventare.»

Quando il gufo ebbe gli occhi allineati, Alba fece un passo indietro. Le spalle le si rilassarono.

«Ci siamo. Non perfetto. Ma vero.»

Capitolo 6

La sera dell'inaugurazione, la biblioteca era piena. Il murale brillava sotto le luci: l'albero di libri, gli animali lettori, un piccolo sentiero dipinto che sembrava invitare chiunque a entrare in una storia.

Una bambina indicò un riccio con gli occhiali. —Mamma, guarda! Legge anche lui!—

Un signore anziano disse: —Mi fa venire voglia di prendere un romanzo.—

Nico sussurrò a Sara: —Il gufo non sembra più ubriaco.—

Sara gli diede una gomitata leggera. —E il ramo non è una salsiccia.—

Alba ascoltava i commenti con un sorriso tranquillo. Poi qualcuno le chiese:

—Quanto ci hai messo?—

Alba rispose: «Più tempo di quanto pensate. E dentro ci sono tanti tentativi. Alcuni li ho cancellati, altri li ho trasformati. Ogni errore mi ha insegnato qualcosa.»

Il signor Lupo annuì. —Questo murale non parla solo di libri. Parla di pazienza.—

Quando la sala si svuotò, Alba rimase un attimo davanti alla parete. Nico e Sara erano accanto a lei.

—Non sembri stanca— disse Nico. —Sembri… piena.—

Alba ci pensò. «Sono stanca, sì. Ma è una stanchezza buona. Come dopo una camminata lunga.»

Sara chiuse il quaderno. —Pensi che io possa diventare brava?—

Alba la guardò negli occhi. «Penso che tu possa diventare paziente. E la pazienza ti farà diventare più brava, un passo alla volta.»

Nico fece una smorfia. —Io voglio saltare i passi.—

Alba rise piano. «Anch'io, certe volte. Ma poi mi accorgo che i passi sono la parte in cui impari davvero.»

Uscirono nella notte fresca. La pioggia era finita e l'aria profumava di asfalto pulito.

Alba si fermò sotto un lampione. «Sapete cosa mi ha aiutata quando ero più giovane? Una persona che non mi prendeva in giro quando sbagliavo. Mi diceva: “Riprova. Respira. Sei capace.”»

Sara annuì lentamente.

Nico guardò la biblioteca. —Vorrei essere così per qualcuno.—

Alba sorrise, e la sua voce diventò ancora più dolce. «Anch'io. Vorrei offrire lo stesso sostegno. A chiunque abbia paura di iniziare, o di ricominciare. Perché l'arte non è una gara. È un posto dove si entra piano, si prova, si sbaglia… e si cresce insieme.»

Camminarono verso casa, con passi tranquilli. E nel silenzio, sembrava quasi di sentire l'albero dipinto che frusciava pagine, contento di avere insegnato, senza fretta, la sua lezione di pazienza.

Senza pubblicità 3€ al mese

Desidera una lettura senza interruzioni? Sostenga Oh My Tales, rimuova tutte le pubblicità e usufruisca di altri vantaggi inclusi a partire da 3€ al mese.

Vedi i piani e le tariffe
Condividere

segnalare un problema con questa storia

Cosa ne pensi di questa storia?

Esprimi la tua opinione assegnando un voto a questa storia in base a ciò che tu e/o tuo figlio hanno pensato. Grazie in anticipo!

Grazie! Il tuo voto è stato preso in considerazione!

Il quiz: hai capito bene la storia?

Tempera
Tipo di colore usato per dipingere, spesso in barattolo, si scioglie con acqua.
Grembiule
Indumento che si mette sopra i vestiti per non sporcarli mentre si lavora.
Natura morta
Disegno o dipinto di oggetti fermi, come frutta o oggetti in posa.
Thumbnail:
Piccolo schizzo veloce che mostra l'idea generale di un disegno.
Bozzetti
Disegni brevi e rapidi fatti per provare idee prima del lavoro grande.
Griglia
Rete di linee che aiuta a ingrandire un disegno mantenendo le proporzioni.
Composizione
Modo in cui si sistemano figure e colori su un disegno o un muro.
Murale
Grande dipinto fatto su una parete, visibile a tutti.

Crea una storia magica e unica per suo figlio!

Create un'avventura personalizzata in pochi minuti dove vostro figlio diventa l'eroe. Con il nostro strumento esclusivo, è facile, gratuito e divertente!

Creare una storia

Scaricate questa storia:

Scarica questa storia in PDF Scarica l'e-book (.epub)

Da leggere dopo su Storie di artisti per 11/12 anni

Ricevi nuove storie ogni domenica sera!

Ricevete 7 storie emozionanti e coinvolgenti, adatte all'età e ai gusti di vostro figlio, ogni domenica alle 17:00*. È gratuito e garantito senza spam!
*Email inviato alle 17:00, ora dell'Europa Centrale (CET).
Non amiamo neanche lo spam. Pertanto, ti invieremo solo storie. Potrai disiscriverti quando lo desideri.