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Storia stravagante e assurda 9/10 anni Lettura 7 min.

Il tappeto delle paillettes

Giulia scopre uno studio di paillettes nascosto sotto il tappeto dove creature luminose confezionano risate e risolvono guai familiari; chiamata a essere la "Ragazza della Prudenza", dovrà aiutare a rimettere ordine senza perdere la sua curiosa cautela.

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Una bambina di 10 anni dal viso tondo, capelli castani in treccia, occhi spalancati e sorriso timido tira il bordo di un grande tappeto a righe blu; indossa una giacca grigia grande con un fazzoletto turchese in tasca e ginocchia leggermente sporche, postura chinata e mani delicate. Sparklìn, una grossa paillette vivente a forma di goccia con occhi e gambette, scintilla rosa e fluttua vicino all'apertura agitando una mano brillante; un calzino-chausson antropomorfo a righe verdi salta sul pavimento ridendo, mentre uno cerca di rimettersi in fila. La scena è in un salotto caldo con parquet chiaro, una bassa libreria, un lampada in ottone e un grande tappeto blu che copre quasi tutta la stanza; il tappeto è sollevato e dietro si apre una porta rotonda fatta di luci colorate da cui sale una nuvola di paillettes multicolori, mentre sullo sfondo un rubinetto in miniatura fa cadere note musicali come perle dorate. Atmosfera stravagante e assurda, colori saturi, texture pittoriche e forti contrasti tra il tappeto scuro e le paillettes luminose. segnalare un problema con questa immagine

Capitolo 1: Quel rumorino sotto la tappeto

Giulia aveva nove anni e portava sempre un fazzoletto turchese nella tasca destra della felpa, come se fosse il badge della prudenza. Viveva in una casa che sembrava normale ma, in certe giornate, faceva piccoli strani sorrisi: la pianta del salotto sbatté una foglia come per dire "ciao", il lampadario fece un luccichio come un occhiolino, e persino la posta arrivava spesso con francobolli che ridevano.

Quel mattino, però, accadde qualcosa di diverso: un piccolo rumorino, tipo "pss-pss-pss", proveniva dal centro del soggiorno, proprio sotto il tappeto a righe blu che Giulia chiamava l'onda. "Strano", disse Giulia, che era prudente ma curiosa quanto un gatto con un cappello. Si avvicinò, infilò la mano sotto il bordo del tappeto e... le dita incontrarono qualcosa che sembrava glitter, tanti lucidi punti colorati che solleticavano la pelle come coriandoli freddi.

"Non toccare!" disse la sua voce prudente nella testa, ma l'altra voce, quella che aveva le scarpe coi tacchi di fantasia, rispose: "Solo un'occhiatina." Così Giulia tirò su il tappeto.

Il soggiorno esplose in una nuvola di paillettes. Non era una semplice polvere: erano piccole stelline vivaci, con battiti come cuoricini. Le paillettes non cadevano, salivano. Cantavano. "Benvenuta!" mormorarono, con un tono che puzzava di zucchero filato. Giulia si ritirò un passo, pronta a ogni eventualità, ma con gli occhi che scintillavano più delle paillettes.

Capitolo 2: Il studio di paillettes

Dietro il tappeto non c'era il pavimento normale, ma una porta tonda fatta di luci colorate. Giulia, prudente ma ormai coinvolta, bussò con il polpastrello al centro della porta. Questa si aprì come una scatola di sorpresa e rivelò... uno studio. Uno studio pieno di paillettes dappertutto: sulle librerie, sulle sedie, persino sul rubinetto che, inspiegabilmente, gocciolava note musicali invece che acqua.

"Piacere, io sono Sparklìn," disse una paillettes a forma di goccia, con accento da caramella. "E questo è il mio studio. Disegniamo i sorrisi, confezioniamo le risate, ripariamo i calzini che hanno perso anima."

Giulia guardò le pareti dove appesi c'erano poster con titoli come: Come imbrogliare una nuvola e Far ridere una melanzana. In mezzo allo studio c'era un grande tavolo con strumenti bizzarri: pennelli che facevano le linguacce, forbici che contavano le battute e una macchina che trasformava gli sbadigli in bolle colorate.

"Perché sei venuta qui?" chiese Sparklìn con una voce che tintinnava.

"Volevo solo guardare sotto il tappeto," rispose Giulia, onesta come sempre.

"Ah!" fece Sparklìn, che scoppiò in un applauso composto da piccoli fruscii. "Allora sei la Prescelta del SottoTappeto! Ogni cento anni qualcuno guarda, e ogni cento anni lo studio ha bisogno di una nuova Ragazza della Prudenza."

Giulia fece un passo indietro. "Ragazza della Prudenza?" ripeté, perché anche le migliori avventure devono suonare plausibili nella testa di una bambina prudente.

Sparklìn si mise a saltellare. "Sì, tu! La prudenza è importante qui: non vogliamo risate troppo forti né paillettes che scappano per la città."

Capitolo 3: Il guaio dei calzini che ridono

Subito arrivò un trambusto: una scatola di calzini era scoppiata in una risata così grande che i calzini saltavano e facevano i ciao con il bordo. "Aiuto!" gridò una calza a righe verdi, e la sua voce suonava come un campanellino impacciato.

"Qualcosa non va," disse Giulia, che aveva il senso pratico infilato nel fazzoletto turchese. "Forse hanno l'eco della battuta che li ha fatti ridere."

Sparklìn annuì e, con l'aiuto di un pennello che faceva le linguacce, si misero a inseguire i calzini ridanciani. Giulia aiutò premendo con delicatezza la calza mentre questa tornava al suo posto: "Calma, calzino, respira," bisbigliò come si fa con i palloncini agitati.

Quando tutti i calzini furono raddrizzati, però, il problema non era finito. Dal soffitto scesero nuvolette di risatine che formavano piccoli cori. "Se non mettiamo ordine," spiegò Sparklìn, "le risate voleranno via e la città si sveglierà con le dita piene di brio."

Giulia propose, con la sua voce prudente ma decisa: "Facciamo una lista. Primo: calzini in fila. Secondo: risatine in vasetto. Terzo: tappeto che non si apre più senza bussare due volte."

"Brillante!" esclamò Sparklìn. E così fecero. Raccolsero risatine con cucchiaini di zucchero, misero calzini in fila come soldatini e cucirono un bottone sul tappeto che avrebbe fatto "toc-toc" prima di aprirsi.

Capitolo 4: Il ritorno e il tappeto che sorride

Con lo studio di paillettes in ordine, Giulia sentì il suo fazzoletto turchese vibrare: era ora del ritorno. Sparklìn le porse una bustina di polvere scintillante. "Per i giorni un po' grigi," disse. "Spruzzane un pizzico quando hai bisogno di una risata gentile."

"Prometto di usarla con prudenza," rispose Giulia, con la voce che brillava come una finestra pulita. Prima di andarsene, il tappeto la guardò. "Grazie per aver guardato sotto," disse con una striscia di blu più intensa.

Giulia piegò il tappeto come se fosse un libro e lo richiuse. I bordi si allinearono e il bottone "toc-toc" si sistemò come un piccolo guardiano. Mentre si allontanava, sentì una frase, quasi un canto: "Le paillettes tornano solo a chi sa ascoltare."

A casa, la mamma chiamò dal piano di sopra: "Giulia, hai aggiustato il motorino del giardino?"

"Non ancora," rispose Giulia, "ma ho appena rimesso a posto un mondo che ride troppo forte." La mamma rise al telefono, pensando a una battuta, e Giulia sentì il cuore scendere piano, come una melodia che rallenta verso la fine.

Quella sera, accovacciata sul divano con il fazzoletto turchese in mano, Giulia spruzzò un pizzico della polvere di Sparklìn sul suo libro di scuola. Le lettere non diventarono pazze; solo una piccola stellina saltellò su una parola, fece una smorfia buffa e poi si addormentò tranquilla, come se avesse trovato il suo posto.

E mentre la casa faceva il suo sorriso abituale, Giulia chiuse gli occhi sapendo che, quando il mondo avesse deciso di giocare a essere diverso, lei avrebbe guardato sotto il tappeto con la stessa prudenza allegra di sempre.

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Il quiz: hai capito bene la storia?

Prudenza
Attenzione e cautela per evitare pericoli o errori.
Fazzoletto turchese
Piccolo pezzo di stoffa blu che Giulia porta sempre con sé.
Coriandoli
Piccole pezze colorate usate nelle feste per lanciare e divertirsi.
Glitter
Piccoli brillantini luccicanti che riflettono la luce.
Paillettes
Dischetti lucidi che brillano, spesso usati per decorare vestiti.
Prescelta
Persona scelta per fare un compito speciale o importante.
Sbadigli
Azioni che fai quando sei stanco e apri la bocca per respirare più aria.
Risatine
Risate leggere e un po' contenute, non troppo forti.
Ridanciani
Che ridono molto; qui descrive calzini che ridono continuamente.
Toc-toc
Suono che si fa bussando, qui usato come nome del bottone.
Tappeto a righe blu
Il tappeto con linee blu che Giulia chiama 'l'onda'.
Guardiano
Qualcuno o qualcosa che sorveglia e protegge un posto.
Polvere scintillante
Polvere che brilla molto e sembra luce in piccoli pezzi.

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