Luna ha tre anni. Ogni mattina si sveglia con il sorriso e guarda la finestra. Il sole entra piano. La mamma le mette la vestina a fiori. Il papà le sistema i capelli. Luna è pronta per uscire.
Oggi è un giorno speciale. Al parco c'è una nuova amichetta. Si chiama Viola. Viola ha il cappellino blu e due codini. Luna vede Viola che spinge un carretto pieno di foglie e fiorellini. Luna si avvicina piano. Il cuore le batte un po', ma è un battito felice.
“Ciao,” dice Luna. “Vuoi giocare con me?”
Viola sorride. “Sì, giochiamo insieme!”
Le due bambine si siedono sull'erba. Mentre giocano, inventano un piccolo rituale. Prima si salutano con la manina. Dopo, si scambiano un fiorellino raccolto vicino al sentiero. Poi, si raccontano i nomi dei loro animali preferiti. Il rituale è semplice. Lo ripetono due volte. Lo ripetono tre volte. Ripetere fa stare bene.
Giocano a costruire una casetta con rami piccoli. Mettono le foglie sopra, come un tetto. “Facciamo una casa per gli uccellini,” dice Viola. Luna mette una foglia grande davanti alla porta. “Così non prende vento,” spiega Luna. Lavorano insieme, con calma. Si aiutano con le mani piccole. Ridono quando una foglia cade. Ridono quando il vento la rimette in aria.
Poi arriva il cesto per il picnic. La mamma di Luna porta dei biscotti e delle mele. La mamma di Viola porta una bottiglia d'acqua e un po' di pane. Le mamme parlano e sorridono. Le bambine siedono vicine. Mangiano un biscotto a turno. Condividere è parte del loro rituale. Dare un pezzetto significa dire “mi piace stare con te”.
Dopo il picnic, giocano a nascondino. Viola conta fino a dieci. Luna si nasconde dietro un cespuglio basso. Viola la cerca piano, non corre forte. La trova dietro il cespuglio e la abbraccia. “Sei qui!” dice Viola. Luna risponde: “Ti ho trovato grazie al tuo ridere.” Ridono insieme. Ridere è un modo per dire che sono amiche.
Nel pomeriggio, incontrano un bambino con una palla. La palla rimbalza vicino alla loro casetta di foglie. Il bambino è un po' timido. Luna prende la palla e la porge. “Vuoi giocare con noi?” chiede. Il bambino annuisce. Prima di iniziare, Luna e Viola fanno il loro saluto: manina, fiore, nome dell'animale. Anche il bambino impara il rituale. Ora sono tre. Ora sono amici.
Giocano tutti insieme. Passano la palla con attenzione. Quando uno non sa come fare, gli altri mostrano piano. “Tienila così,” dice Viola, e mostra con le mani. “Poi prova,” aggiunge Luna. Nessuno si arrabbia se la palla cade. Tutti la raccolgono e la passano di nuovo. Aiutarsi è una regola semplice e bella.
Quando il sole comincia a scendere, le ombre si allungano sull'erba. È tempo di rientrare a casa. Le mamme chiamano dolcemente. Luna prende la mano di Viola. “Ci vediamo domani?” chiede con voce speranzosa. Viola fa un grande sorriso. “Sì. Domani cantiamo la canzoncina e facciamo il rituale.”
Prima di andare via, le due bambine si scambiano un piccolo regalo: un rametto con tre foglioline verdi. “Per ricordare la nostra casa,” dice Luna. “Per ricordare il nostro saluto,” aggiunge Viola. Si abbracciano. L'abbraccio è caldo e morbido. Sentono che l'amicizia è qualcosa che cresce piano, come una piantina.
A casa, Luna si lava le manine e racconta tutto alla mamma. La mamma ascolta con gli occhi dolci. “Hai fatto amicizia?” chiede. “Sì,” risponde Luna. Poi aggiunge seria ma felice: “Abbiamo un rituale. Lo ripetiamo per sentirci sicure.” La mamma sorride e bacia la fronte di Luna.
La sera, prima di dormire, Luna prende il rametto con le foglioline e lo mette sul comodino. Guarda la piccola casa fatta con i rami nella testa e sente il cuore calmo. Ripensa al saluto, al fiore, al biscotto condiviso, all'abbraccio. Ripete la canzoncina nel silenzio della stanza.
“Buonanotte, amica,” sussurra Luna al rametto. La stanza è morbida. La luce è calda. Luna chiude gli occhi con un sorriso. Sa che domani andrà al parco e troverà Viola. Sa che il loro rituale la farà sentire coraggiosa e amata. Dorme tranquilla, con il cuore pieno di amicizia.