Capitolo 1 – Il quaderno a fisarmonica
C'era una volta un bambino di nome Luca che aveva sette anni, un ciuffo sempre dritto come la cresta di un gallo e una fantasia così lunga che ci si poteva fare una sciarpa. Luca amava sognare ad occhi aperti, soprattutto quando aveva tra le mani il suo quaderno preferito: un quaderno a fisarmonica, tutto pieghevole, che si apriva e si chiudeva come le ali di una farfalla.
Una mattina di primavera, mentre il sole faceva l'occhiolino dalla finestra, Luca decise che avrebbe disegnato una montagna gigante fatta tutta di... mousse! Sì, proprio la mousse, quella soffice e spumosa che la mamma mette sopra la torta al cioccolato.
Seduto sul tappeto, Luca aprì il suo quaderno a fisarmonica. Lo aprì una volta, due volte, tre volte, finché il quaderno sembrò diventare lunghissimo come la sciarpa della nonna. Poi, con la matita a pois blu, disegnò una montagna enorme, tutta ondeggiante e schiumosa.
“Chissà come sarebbe tuffarsi in una montagna di mousse!” pensò Luca, ridacchiando.
All'improvviso, il quaderno si piegò da solo, come se avesse il singhiozzo, e una pagina si sollevò come una porta segreta. Luca guardò bene: sulla pagina era comparsa una finestra! Ma non era una finestra normale. Era una finestra immaginaria: c'erano solo i contorni, e dentro si vedeva la montagna di mousse che lui stesso aveva disegnato.
“Se apro questa finestra, cosa succederà?” sussurrò Luca.
“Solo uno che sogna può scoprirlo!” rispose la sua vocina interiore, che aveva sempre la risposta pronta.
Così, con il cuore che faceva tic-tac come una sveglia, Luca posò la mano sulla finestra immaginaria... e la aprì.
Capitolo 2 – Benvenuti nella Montagna Spumosa
In un batter d'occhio, Luca si sentì leggero leggero, come se qualcuno lo soffiasse via con una piuma. Si ritrovò a cadere, piano piano, giù giù, dentro la finestra aperta del quaderno. Ma non aveva paura, anzi! Era come scivolare sopra una nuvola.
“Benvenuto, piccolo esploratore!” disse una voce frizzante.
Luca atterrò con un tonfo morbido sulla cima della montagna di mousse. Era così soffice che rimbalzò tre volte come una pallina da ping-pong. Intorno a lui, tutto era spumoso, dolce e profumato di cacao.
Davanti a Luca comparve un personaggio strano: un omino tutto bianco, con una pancia rotonda e un cappello di panna.
“Io sono Spumosetto, il guardiano della Montagna Spumosa!” si presentò, facendo una riverenza. “Qui tutto è morbido, tutto è buffo, tutto è… mousse!”
Luca rise e si guardò intorno: c'erano alberi fatti di biscotti, fiori di zucchero filato e uccellini che cinguettavano “cioc-cioc-cioc!” invece di “cip-cip”.
“Posso saltare sulla mousse?” chiese Luca, impaziente.
“Puoi saltare, rotolare, persino nuotare nella mousse!” rispose Spumosetto, “ma attento: qui le sorprese sono dietro ogni spuma!”
Luca prese la rincorsa e saltò dentro un lago di mousse. Splash! Ne uscì tutto coperto, con una barbetta bianca come Babbo Natale.
“Hai proprio la faccia da mousse!” rise Spumosetto.
“E tu sembri una torta che cammina!” ribatté Luca.
I due scoppiarono a ridere, e le loro risate fecero ondeggiare la montagna come una gelatina tremolante.
Capitolo 3 – La finestra che fa il solletico
Tra un salto e una capriola, Luca vide qualcosa di strano sulla cima della montagna: una gigantesca finestra immaginaria, proprio come quella del suo quaderno! Solo che questa brillava di mille colori, e ogni tanto faceva “hic!” come se avesse il singhiozzo pure lei.
“Quella è la Finestra del Ritorno,” spiegò Spumosetto. “Serve a tornare indietro quando hai finito di giocare qui.”
“Ma perché fa ‘hic'?” chiese Luca, curioso.
“Perché ha il solletico! Ogni volta che qualcuno la apre, le viene il singhiozzo e ride così forte che ti risucchia dentro.”
Luca si avvicinò alla finestra, che tremolava tutta, e la toccò con un dito. La finestra fece “hic-hic-hic!” e una nuvola di mousse gli schizzò sulla punta del naso.
“Ah-ah-ah! Che solletico!” rise Luca, e Spumosetto gli fece il verso.
“Attento che quando la finestra ride troppo, succedono cose strane!”
In quel momento, la finestra sussultò così tanto che fece uscire una valanga di palline di mousse, che rotolarono giù per la montagna come una pioggia di marshmallow.
Luca e Spumosetto si tuffarono tra le palline, che facevano “plop-plop-plop” ogni volta che ci saltavano sopra. Era come giocare in una piscina di risate.
“Qui succede sempre qualcosa di buffo!” disse Luca.
“Perché qui tutto è possibile… e anche un po' impossibile!” rispose Spumosetto, facendo l'occhiolino.
Capitolo 4 – La corsa dei cucchiai danzanti
Improvvisamente, da dietro un cespuglio di biscotti sbucarono dei cucchiai giganti che correvano a gambe levate (anche se i cucchiai non hanno gambe, ma qui tutto succedeva!). I cucchiai ballavano il tip-tap e cantavano una canzoncina:
“Un, due, tre, saltelliamo,
nella mousse ci tuffiamo!
Con la panna ci vestiamo,
e da Luca scappiamo!”
Luca li rincorse ridendo, mentre Spumosetto fischiava un motivetto che faceva ballare persino le briciole.
“Fermatevi, cucchiai dispettosi!” gridò Luca.
“Se ci prendi, ti portiamo in alto!” risposero i cucchiai danzanti.
Luca riuscì ad afferrare il manico di un cucchiaio e, come per magia, si ritrovò a volare sopra la montagna di mousse, insieme a Spumosetto e agli altri cucchiai che facevano piroette nell'aria.
Dall'alto, Luca vide il suo quaderno a fisarmonica che lo chiamava.
“È ora di tornare?” chiese Luca, un po' dispiaciuto.
“Ogni viaggio ha la sua fine... ma qui puoi tornare quando vuoi!” disse Spumosetto, dandogli una carezza di mousse sulla guancia.
Capitolo 5 – Una chiusura soffice e musicale
I cucchiai danzanti portarono Luca davanti alla Finestra del Ritorno, che ormai rideva piano piano, come una nenia della buonanotte.
Luca la salutò con la mano, e la finestra lo risucchiò dolcemente come una carezza. Si ritrovò di nuovo nel suo salotto, con il quaderno pieghevole aperto sulle ginocchia.
Guardò la pagina: la montagna di mousse era ancora lì, con Spumosetto che gli faceva ciao e i cucchiai che ballavano in fila.
La mamma entrò nella stanza e vide Luca sorridere.
“A cosa pensi, Luca?” chiese.
“Ho fatto un viaggio spumoso!” rispose lui, con la voce allegra.
La mamma sorrise e si sedette accanto a lui.
“Mi racconti cosa hai visto?”
Luca cominciò a raccontare tutto: la montagna soffice, la finestra che fa il solletico, i cucchiai danzanti e Spumosetto che rideva come una meringa. Più raccontava, più la stanza sembrava profumare di mousse e di risate.
Quando fu ora di andare a dormire, Luca chiuse piano il quaderno a fisarmonica. Lo sentì sussurrare: “Alla prossima avventura, piccolo sognatore!”
Luca si infilò sotto le coperte, con la testa piena di mousse, cucchiai e finestre buffe. I suoi pensieri si fecero leggeri come panna montata, e una dolce musica spumosa lo cullò, piano piano, verso il sonno.
E così, tra una risata, un salto nella mousse e un abbraccio immaginario, Luca si addormentò sereno, pronto per la prossima buffa avventura… nel suo quaderno a fisarmonica.