Capitolo 1
Orso Berto vive in una casetta tra gli alberi. È un orso morbido e gentile. La sua zampa destra è un po' più lenta. Quando corre, fa un passo più piccolo. Quando salta, si ferma un attimo prima. Ma Berto sorride sempre.
La mattina, il sole entra dalla finestra. Berto apre gli occhi. "Buongiorno, mondo," dice piano. Beve un sorso di tè caldo. Poi mette lo zaino. Oggi va al parco dei giochi. Gli piace l'altalena e il sentiero con le foglie.
Al parco ci sono altri animali. C'è Lella la lepre, Tito il tasso, e Mimi la civetta. Tutti giocano insieme. Berto cammina sul sentiero. A volte si mette a guardare le nuvole. A volte si ferma e raccoglie una foglia gialla. Gli amici lo aspettano sempre.
Mimi salta su un tronco. "Vieni, Berto!" chiama. Berto sorride, ma si ferma. Sa che la salita è ripida. La zampa destra gli dà fastidio quando spinge. Allora Berto si siede. "Vorrei poter salire come voi," sussurra. "Vorrei correre senza fermarmi." Dice la frase piano. È la prima volta che lo dice ad alta voce.
Gli amici ascoltano. Lella si avvicina con passo morbido. "Possiamo aiutarti," dice. Tito porta una stoffa morbida. Mimi porta una piccola scala. Tutti vogliono che Berto giochi.
Berto sente il cuore caldo. È bello dire ciò che si sente. È bello che gli amici ascoltino.
Capitolo 2
Tito sistema la stoffa sotto il tronco. Lella aiuta Berto ad appoggiare la zampa. Mimi conta lentamente. "Uno, due, tre." Berto tira piano e sale su. Ballonzola un poco, poi ride. "Ce l'ho fatta!" esclama. Tutti battono le zampe.
Nel pomeriggio, gli amici inventano un gioco. Si chiama "Il giro lento". È un gioco dove nessuno corre troppo. Si cammina piano, si guarda il cielo, si raccolgono i petali. Berto guida il gruppo. "Andiamo piano," dice con voce calma. Tutti seguono.
La zampa di Berto va meglio quando la festa è lenta. Si sente utile. Si sente voluto. "Mi piace così," dice Berto. Tuttavia qualche volta vorrebbe cambiare qualcosa. Vorrebbe che la sua zampa fosse forte, ma capisce anche che la sua differenza lo rende speciale.
La sera, tornano a casa. Berto si siede sulla veranda. Guarda le luci delle lucciole. Pensa a quello che ha detto la mattina. Ha detto: "Vorrei poter salire come voi." Adesso capisce qualcosa di nuovo. Però non è triste. È curioso.
Gli amici tornano per una ciambella di miele. Portano una piccola sedia rampicante per la zampa di Berto. Lella l'ha fatta con rametti morbidi. Tito l'ha decorata con foglie lucenti. Mimi canta una canzone dolce. Berto sente una calda felicità.
"Grazie," dice Berto con gli occhi lucidi. "Grazie a tutti." Gli amici sorridono. Nessuno ride della zampa. Nessuno la toglie di mezzo. Tutti la abbracciano con rispetto.
Capitolo 3
Arriva un giorno di pioggia. Le gocce fanno piccole danze sul tetto. Berto si sente un po' nervoso. Vuole aprire l'ombrello grande, ma l'ombrello è alto. "Vorrei che fosse più leggero," pensa. Lo dice piano. "Vorrei che fosse più facile da tenere."
Lella prende l'ombrellino rosa. Tito aggiunge una corda morbida. Mimi tiene la luce. Insieme lo sistemano. L'ombrello diventa comodo. Berto lo apre senza fatica. Camminano sotto la pioggia. Cantano una filastrocca che suona come pioggia. Le gocce brillano come perline.
Berto impara qualcosa importante. Dire ciò che si desidera aiuta gli amici a capire. Gli amici lo aiutano con gentilezza. Le differenze restano, ma non sono un muro. Sono come pezzi di un grande puzzle. Tutti insieme costruiscono una casa calda.
La sera, Berto si mette nel suo letto di foglie. Guarda il soffitto. Ripensa alla giornata. Ha detto cosa voleva cambiare. Ha ricevuto aiuto. Ha offerto la sua dolcezza in cambio. Così la sua zampa non è più un problema solo suo. È una zampa che racconta storie.
Prima di dormire, Berto sussurra: "Buonanotte, amici." La luna sorride. Le stelle fanno un piccolo ballo. Berto chiude gli occhi. Si sente amato. Si sente sicuro. Domani sarà un altro giorno di giochi, di risate e di piccoli passi insieme.
E nella casa tra gli alberi, la zampa di Berto riposa. Anche le differenze riposano, pronte a tornare con nuovi abbracci.