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Storia di esploratore 7/8 anni Lettura 11 min.

Il giovane esploratore delle doline segrete

Luca, un giovane esploratore, scopre una dolina nel bosco insieme al nonno e trova un misterioso taccuino che lo porta a incontrare un anziano avventuriero di nome Arturo. Insieme, intraprendono un viaggio che insegna a Luca l'importanza della saggezza e dell'ascolto nella sua ricerca di avventure.

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Un ragazzo di dodici anni, di nome Luca, con i capelli castani disordinati e un grande sorriso meravigliato, è accovacciato sul bordo di una dolina verde. Indossa un grande cappello da esploratore troppo largo per la sua testa e uno zaino pieno di quaderni. I suoi occhi brillano di eccitazione mentre scopre una piccola scatola di metallo arrugginita, che tiene delicatamente tra le mani. Nelle vicinanze, un uomo anziano, Arturo, di circa settant'anni, con una barba bianca e occhiali rotondi, osserva Luca con un sorriso benevolo. Indossa una camicia a quadri e pantaloni di tela, tenendo un bastone da passeggio. Il paesaggio è una dolina soleggiata, circondata da pareti di terra verde, punteggiate di fiori gialli brillanti. Il cielo è di un blu intenso, con alcune nuvole bianche che fluttuano dolcemente. La scena principale mostra Luca mentre esplora la dolina, scoprendo tesori nascosti, mentre Arturo lo incoraggia a prendersi il suo tempo e ad osservare attentamente l'ambiente. segnalare un problema con questa immagine

Capitolo 1 – Il ragazzo e le doline

Luca aveva dodici anni, un cappello da esploratore troppo grande e uno zaino pieno di quaderni.

Dentro lo zaino c'era il suo tesoro più importante: il “Grande Diario delle Scoperte”.

Ogni pagina era numerata con cura.

Ogni riga doveva raccontare qualcosa di nuovo.

Quel giorno, il nonno l'aveva portato in un altopiano pieno di prati e cespugli, dove la terra, in certi punti, sprofondava formando grandi buche rotonde.

«Si chiamano doline, Luca» spiegò il nonno, aggiustandosi gli occhiali. «Sono come porte della terra. A volte portano a grotte, a volte a piccoli laghi nascosti.»

«Porte della terra…» ripeté Luca, con gli occhi che brillavano. «Nonno, oggi voglio esplorarne almeno una. E scriverò tutto sul diario!»

Il nonno sorrise. «Va bene, ma con calma. Un buon esploratore non corre, osserva. E soprattutto ascolta.»

«Ascolta cosa?» chiese Luca.

«La terra, il vento, e anche il proprio cuore» rispose il nonno. «La saggezza nasce quando impari ad ascoltare.»

Luca annuì, un po' serio, un po' emozionato.

Prese il diario, lo aprì alla pagina bianca con scritto in alto “Spedizione nelle doline”.

«Capitolo uno: Inizia l'avventura» mormorò, mentre scriveva la data.

Poi alzò lo sguardo e vide, non molto lontano, una grande dolina. Sembrava un enorme piatto rovesciato, con i bordi coperti di erba e fiori gialli.

«Nonno, esploro quella!» disse Luca, indicando la grande buca.

«Io ti aspetto qui, sul sentiero» rispose il nonno. «Ti guardo da sopra. Vai, mio giovane esploratore, ma ricordati: niente salti pericolosi, passi lenti e occhi aperti.»

«Ricevuto!» disse Luca, facendogli il saluto militare. «Spedizione Luca in partenza!»

Capitolo 2 – Dentro la grande dolina

Luca scese piano lungo il fianco della dolina.

La terra era un po' umida, ma stabile. L'aria cambiava, diventava più fresca e profumata di muschio.

«Scriviamo…» mormorò, sedendosi un attimo su un sasso piatto.

Aprì il diario e annotò: “La dolina numero 1 ha pareti verdi e fresche. Profuma di bosco dopo la pioggia”.

Mentre scriveva, sentì un fruscio tra i cespugli.

«Chi va là?» chiese, un po' teso ma curioso.

Dal cespuglio sbucò un piccolo riccio. Aveva il musetto sveglio e gli occhi scuri e lucidi.

«Oh, solo tu» sospirò Luca, sollevato. «Ciao, spinosetto.»

Il riccio lo guardò un attimo e poi si infilò sotto un sasso.

«Nel diario: Questa dolina è abitata da almeno un riccio. Forse è un guardiano segreto» scrisse Luca, ridacchiando.

Proseguì verso il centro. La dolina diventava più stretta e più bassa. Ai lati comparivano rocce bianche e lisce.

Toccandole, Luca sentì che erano fresche come il marmo del lavandino di casa.

All'improvviso, il suo piede urtò qualcosa di duro tra le foglie secche.

Si chinò e tirò fuori una piccola scatola di metallo arrugginita.

«Wow… cos'è?» sussurrò.

La scatola era chiusa, ma non bloccata. Luca la aprì piano.

Dentro c'era un taccuino vecchio, con le pagine ingiallite, e un sasso piatto, levigato, con un simbolo inciso: un cerchio con un punto al centro.

Luca sfiorò il simbolo con il pollice.

«Sembra… il disegno di una dolina vista dall'alto» pensò.

Aprì il taccuino. C'erano poche frasi, scritte con una calligrafia elegante.

“Chi entra nelle doline, entri con rispetto.

La terra ascolta.

La saggezza è camminare piano, guardare due volte, parlare una sola.”

Luca lesse a voce alta. «La saggezza è camminare piano, guardare due volte, parlare una sola…»

«Interessante, vero?» disse una voce dietro di lui.

Luca sobbalzò e si girò di scatto.

Davanti a lui c'era un uomo anziano, con un bastone di legno e uno zaino piccolo. Aveva gli occhi chiari e un sorriso tranquillo.

«Mi… mi ha spaventato!» disse Luca, portandosi una mano al petto. «Credevo di essere solo.»

«Mi chiamo Arturo» disse l'uomo. «Esploro queste doline da molti anni. Vedo che hai trovato il mio vecchio taccuino.»

«Il suo?» chiese Luca, stupito. «Allora lei è un vero esploratore!»

Arturo rise piano. «Un esploratore in pensione, forse. E tu chi sei, giovane collega?»

«Io sono Luca. Sto facendo la mia prima vera spedizione. Scrivo tutto nel mio diario» disse, mostrandoglielo con un po' di orgoglio.

Arturo annuì. «Ottimo. Un esploratore che non scrive dimentica metà delle sue scoperte.»

Capitolo 3 – Il passaggio nascosto

«Sai cosa indica questo simbolo sul sasso?» chiese Luca, mostrandolo ad Arturo.

L'anziano lo osservò con attenzione. «È un segno che usavamo tra esploratori. Cerchio con punto: “Attenzione, qui c'è qualcosa di nascosto ma sicuro, se sei prudente”

«Qualcosa di nascosto?» ripeté Luca, con gli occhi grandi. «Un tesoro? Un mostro? Una porta segreta?»

Arturo sorrise. «Niente mostri, te lo prometto. Forse una piccola grotta. O un passaggio.»

Luca guardò intorno. «Ma io non vedo niente.»

«Perché stai guardando solo davanti» rispose Arturo. «Ricorda la frase del taccuino: camminare piano, guardare due volte.»

Luca fece un respiro profondo, si voltò lentamente e osservò la dolina con più attenzione.

Guardò le rocce in alto, il terreno, i cespugli.

«Là!» esclamò. «Quella roccia sembra spostata, come se coprisse qualcosa.»

Si avvicinarono.

La roccia era grande ma non pesantissima. In due riuscirono a spostarla appena, rivelando un buco scuro, largo abbastanza per passare carponi.

Luca inghiottì. «Sembra… un passaggio.»

«Vuoi entrare?» chiese Arturo. «Possiamo anche lasciare tutto così. Un esploratore può decidere di non esplorare, se non si sente pronto.»

Luca guardò il buio del buco, poi il suo diario, poi Arturo.

Il cuore gli batteva veloce, ma dentro sentiva anche una voce calma.

«Ho un po' paura» confessò. «Ma credo di essere pronto. Se andiamo piano. E se lei viene con me.»

«Ottima decisione» disse Arturo. «Questo è coraggio: sentire la paura, ma ascoltare anche la saggezza.»

Si inginocchiarono e entrarono nel passaggio, uno dietro l'altro.

Dentro l'aria era fresca e profumata di terra bagnata.

«Tieni la mano sulla roccia, così ti senti più sicuro» suggerì Arturo.

«Ok» disse Luca. «E se rimaniamo bloccati?»

«Non resteremo bloccati» rispose l'uomo con voce serena. «Ho già fatto passaggi come questo. E poi tuo nonno è lì sopra. Se tardiamo troppo, ci chiamerà.»

Quelle parole furono come una coperta calda sul cuore di Luca.

Avanzarono ancora qualche metro, finché il passaggio si allargò e divenne una piccola grotta.

Il soffitto brillava di minuscoli cristalli. Sembravano stelle.

«È… bellissimo» sussurrò Luca. «Sembra un cielo sottoterra.»

«Benvenuto nella Grotta delle Piccole Stelle» disse Arturo. «Almeno, così l'ho sempre chiamata io.»

Luca tirò fuori il diario.

«Devo scrivere tutto» disse, emozionato. «La luce, l'odore, i suoni…»

«Prima guarda» lo fermò Arturo con dolcezza. «Ricorda: guardare due volte, scrivere dopo. A volte la saggezza è anche aspettare un momento in silenzio.»

Luca obbedì.

Chiuse il diario, respirò piano e si guardò intorno.

Sentiva il gocciolare dell'acqua, il silenzio morbido della grotta, la presenza tranquilla di Arturo accanto a lui.

Solo dopo qualche minuto aprì il diario e cominciò a scrivere con cura.

Capitolo 4 – Il ritorno e la promessa

Dopo aver scritto, Luca si voltò verso Arturo.

«Perché aveva nascosto il taccuino nella dolina?» chiese.

«Per ricordare a me stesso che la saggezza conta più del coraggio» rispose l'uomo. «Da giovane volevo correre, scendere ovunque, senza pensare. Un giorno mi sono quasi fatto male. Allora ho deciso di lasciare un messaggio per chi sarebbe venuto dopo di me.»

«Per me, quindi» disse Luca piano.

«Per chiunque avesse il cuore di un vero esploratore» corresse Arturo. «Tu oggi hai ascoltato, hai avuto paura ma non ti sei fermato, hai usato la testa. È così che si cresce.»

«Posso tenere il taccuino?» chiese Luca, un po' titubante.

Arturo ci pensò un attimo, poi sorrise. «Ti propongo uno scambio. Io tengo il mio vecchio taccuino, tu tieni il sasso con il simbolo. Sarà il tuo primo segno da esploratore.»

Luca strinse forte il sasso. «Affare fatto!»

Uscirono dalla grotta e tornarono nella dolina. La luce del giorno sembrava più chiara, più calda.

In cima al bordo della dolina, il nonno agitava le braccia.

«Luca! Tutto bene?» gridò.

«Benissimo, nonno!» rispose lui. «Ho fatto la mia prima grande scoperta! E ho un nuovo amico esploratore!»

Quando arrivarono su, Luca si girò per presentare Arturo… ma la dolina era vuota.

«Era con te qualcuno?» chiese il nonno, confuso.

Luca guardò intorno, poi il sasso nella sua mano, poi il vecchio taccuino nello zaino, dove l'aveva rimesso per restituirlo.

«Sì… un esploratore di nome Arturo» disse piano. «Forse è solo andato avanti.»

Il nonno sorrise con dolcezza. «In questi posti, a volte, la saggezza arriva con volti strani. Forse l'hai incontrata davvero.»

Tornando verso casa, Luca aprì il diario per l'ultima nota del giorno.

Scrisse: “Oggi ho imparato che un vero esploratore non è quello che scende più in profondità, ma quello che sa quando fermarsi, quando andare avanti e quando ascoltare. La saggezza è la bussola del coraggio.

Chiuse il diario, accarezzò il sasso con il simbolo e mormorò:

«Prometto che esplorerò ancora. Ma sempre con testa, cuore e diario.»

Il vento dell'altopiano gli mussò i capelli, come una carezza invisibile.

E Luca sentì, nel profondo, che l'avventura non finiva lì: era solo la prima pagina di un lunghissimo, meraviglioso diario di esploratore.

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Doline
Piccole cavità nel terreno che si formano a causa dell'erosione, spesso a forma di buca.
Esploratore
Una persona che va a scoprire nuovi luoghi o avventure.
Saggezza
La capacità di comprendere le cose in modo profondo e di prendere decisioni giuste.
Coraggio
La forza di affrontare le paure o le situazioni difficili.
Taccuino
Un quaderno in cui si scrivono appunti, pensieri o disegni.
Grotta
Un'apertura naturale nel terreno che forma uno spazio chiuso, come una caverna.

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